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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 13:00
Spesso leggo che sensori digitali hanno prestazioni simili alla pellicola e sembra essere considerato un notevole pregio. Vorrei comprendere al meglio cosa si intende precisamente con tale considerazione (lasciando perdere se possibile considerazioni su a.f. lenti e marca di pellicola o carta per stampa). Personalmente ritengo che il digitale sia molto meglio del rullino e considerando non solo la veloce facilità di utilizzo ma anche al netto della p.p. dei risultati del primo rispetto al secondo. Ho usato la pellicola, non in camera oscura, e conosco i risultati, non solo miei ma anche di amici che meglio di me fotografano. Gli scatti mi possono piacere per il contenuto ma il resto lo trovo a favore del digitale. |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 13:28
Diciamo che con il digitale e' piu' facile intervenire sullo scatto in PP ,sulla pellicola bisogna essere dei maestri stampatori. Considerando che fondamentalmente e' una questione di resa dei materiali ,( un maglione kashmir si mostra in un modo diverso da uno in acrilico) Le prestazioni per me sono non comparabili perche l'analogico per paragonarlo al digitale lo devi scansionare e poi stai confrontando 2 file digitali. Lo puoi fare solo in stampa e alla fine la migliore e quella che ti piace di piu' Comunque non devi considerare solo il 35mm ci sono anche i formati maggiori dal 6x4,5 al 6x9 e tutto cio che sta in mezzo della pellicola 120. Poi ci sono anche le piane a partire dal 4x5 (10x12cm) prova cercare qualche stampa fatta con questo formato |
user94858
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 17:32
Non puoi fare un paragone personale perchè non sai effettuare gli interventi di sviluppo che effettui con photoshop sulla pellicola. Il fatto che in molti paragonino la pellicola al digitale riguarda la dimensione del sensore; la pellicola ha una dimensione di 35mm così come l'attuale Full Frame digitale, per tanto come tridimensionalità e profondità di campo sono molto simili fra loro. Una macchina a pellicola batte quindi tutti i sensori più piccoli rispetto al full frame (APS-C, M4/3); con la pellicola si possono realizzare stampe più grandi e con meno rumore rispetto a questi sensori, inoltre si può considerare migliore per quanto riguarda i bassi ASA (25 ASA) che non sono ancora stati raggiunti da nessun sensore digitale. Per concludere, solo le moderne macchina digitali Full Frame e medio formato (Hasselblad, Phase One) possono effettivamente battere la pellicola per gamma dinamica, tridimensionalità, tenuta degli alti ISO e comodità d'uso e sviluppo. |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 18:55
Sarebbe interessante sapere quante linee/mm risolve la pellicola rispetto al sensore digitale, ad esempio Fuji Velvia vs ff. |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 20:55
Ma non ha senso , non si vive di sola risolvenza , In un medio o grande formato puoi usare lenti che risolvono la meta' rispetto a quelle di un sensore FF ma hai lo stesso dettaglio ,e' il formato che fa la differenza. Ci sono poi delle pellicole a bassa sensibilita Adox 20 iso che potenzialmente hanno risolvenze altissime. ( mi pare si parli di paragoni a oltre 100 mpix ) |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 22:49
La risoluzione della Velvia 50, ma lo stesso vale pure per la Velvia 100 e 100F, è pari a 80 coppie di linee per mm alla mira a contrasto 1,6:1 e 160 coppie alla mira a contrasto 1000:1 Ciò significa che nel primo caso la risoluzione totale è pari a 22.118.400 pixels mentre nel secondo caso la stessa ammonta a 88.473.600 pixels. Entrambi questi valori però rappresentano i due estremi, il più basso e il più alto cui queste pellicole possono giungere, per avere un valore che costituisca uno standard di riferimento bisogna considerare un mira a contrasto normale, reale diciamo, una condizione cioè che possiamo trovare normalmente fotografando tutti i giorni. Questa mira a contrasto medio, diciamo così, la possiamo immaginare equivalente a 6/8:1, una condizione di ripresa cioè dove fra le zone in luce e quelle in ombra esista una differenza di luminosità di 2,5/3 stop, e in questo caso il potere di risoluzione delle pellicole in oggetto è di circa 125 coppie di linee per mm che equivalgono a 54.000.000 di pixels ... ossia qualcosa più di quella che è la risoluzione di cui attualmente è capace la EOS 5 Ds-R. Ovviamente resta inteso che le pellicole di cui sopra hanno solo 50 o 100 ASA, e che quindi pellicole di maggiore sensibilità avranno pure una risoluzione molto più bassa al contrario del sensore della EOS 5 Ds-R che da 100 a ... non so ... 12800 ASA forse? riuscirà a mantenere sempre la stessa identica capacità di risoluzione. |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 22:59
A proposito: per inciso la ADOX 20 ASA vanta una risoluzione straordinariamente alta, 800 coppie di linee per mm alla mira a contrasto 1000:1 ... la qual cosa non significano solo 100 miserabili milioni di pixels ma, grosso modo, oltre due miliardi. P.S. - per la cronaca io ho adoperato pellicole, sempre in Bianco & Nero, anche leggermente più risolventi! |
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inviato il 24 Febbraio 2017 ore 23:09
A ecco ho dimenticato almeno uno 0 ricordavo male Grazie della precisazione |
user46920
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 2:39
.. e poi c'è da aggiungere che: - la risolvenza data qui della pellicola Velvia, è equivalente al formato Leica, ma se si usa con formati maggiori la risolvenza aumenta. - la vera dinamica registrabile con scatto singolo, è molto maggiore del miglior sensore digitale. Quello della fuji S5Pro ne è un esempio ed è uno dei pochi ad avere quelle dinamiche, ma con un qualsiasi rullino 135 ciofeca, ci sarà sempre una dinamica maggiore, senza sforzarsi minimamente. Dall'altra parte, col digitale è possibile fare cose che con la pellicola sono impensabili: volendo sarebbe possibile aumentare di almeno il doppio la risolvenza (quadruplicare la "risoluzione" dell'immagine) o comunque, con soggetti immobili, aumentare anche la dinamica fino a valori improponibili anche per l'occhio umano. Sicuramente con la mia apsc da 16Mp, oggi posso riprende delle fotografie che con i rulli da 200 e 400 asa mi potevo solo immaginare, lo faccio a 3200iso e con risolvenze e gestione del colore incredibili ... resta cmq una dinamica indecente ed innaturale, circa i passaggi tonali. Le riprese digitali escono molto meno naturali rispetto alle riprese a pellicola; bisogna lavorarle parecchio e comunque per certi versi non riescono a raggiungere gli stessi risultati. |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 8:14
Ma perché allora spesso ho letto che la corsa ai mpx è inutile |
user94858
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 10:28
Perchè è molto più importante la dimensione del sensore, come detto prima; maggiore tridimensionalità, maggiore profondità di campo e maggiore risoluzione. I pixel sono un pagliativo per i sensori piccoli che devono compensare la loro dimensione minore con la quantità maggiore di pixel. |
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 14:27
La corsa ai megapixels invero non è del tutto inutile, anche solo sul formato Leica, il vero problema, a mio modesto avviso, è che oltre un certo limite (di mega pixel appunto) sembra accadere che le fotografie digitali sembrino tutte fatte di plastica! il perché non so spiegarlo ma è probabile che i passaggi tonali, che nelle pellicole sono sempre omogenei come se seguissero delle curve, nel caso del digitale vengano riprodotti come degli scalini, che seppure diventano sempre più bassi man mano che aumentano di numero purtuttavia non saranno mai una curva continua e quindi, arrivando al limite estremo, quello cioè costituito dalle risoluzioni più alte, mostrano il loro vero limite ... quello cioè di continuare a riprodurre la realtà a scalini, o a segmenti se preferite ... una realtà spigolosa insomma, anche quando noi ci aspetteremmo che comincino a riprodurla curvilinea anch'essi mentre la pellicola, al contrario, questa realtà continuerà a riprodurla in maniera curvilinea ... sinuosa se preferite, basterà solo poterla ingrandire quel tanto (quel molto in verità) necessario a rendere visibili tutti i singoli particolari in essa registrati! Non so come spiegarlo: l'impressione insomma è che mentre con le pellicole iper risolventi, diciamo pellicole capaci di risolvere 400, 500 e anche più coppie di linee per mm, basta proiettare (avendone lo spazio ovviamente) e ingrandire a dismisura per riavere le stesse identiche sensazioni avute in ripresa, è come se si ritornasse nella scena insomma, con il digitale sembra invece che oltre un certo limite la riproduzione fotografica diventi quasi una ... non so come definirla ... una caricatura anzi no ... una forzatura della realtà ecco. |
user46920
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inviato il 25 Febbraio 2017 ore 14:58
“ Ma perché allora spesso ho letto che la corsa ai mpx è inutile „ perché 6Mp bastano per il 70% dei casi e per la maggiorparte della gente |
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inviato il 30 Novembre 2017 ore 10:48
Concordo con l' L'occhiodelcigno, anche se alzerei di molto la percentuale, se posso dire la mia personale idea in merito provenendo da 45 anni di uso della pellicola ( rigorosamente sviluppata e stampata in proprio) è che col digitale è cambiato non solo il modus operandi ma la destinazione finale delle immagini. Voglio dire che mentre con l'analogico il fine era la stampa , ora il fine è lo schermo , una piccolissima percentuale delle immagini scattate finisce su carta. Per quanto concerne in mero discorso tecnico , avendo usato in maggior parte il medio formato , posso dire che le differenze nei risultati finali ci sono eccome , le devi vedere dal vivo su stampe di discreto formato per rendertene conto anche senza essere un esperto smaliziato . Resta comunque il fatto che il digitale ha rivoluzionato totalmente questo mondo , permettendo comodita' d'uso e risultati in certi campi che prima erano impensabili (per dirne una in macro il focus stacking offre oppurtunita' che neanche il piu' grande sognatore qualche anno fa avrebbe osato pensare ). Per fare un paragone siamo passati dai cavalli all'automobile , e pur personalmente tifando per gli equini, non mi ci vedo andare a fare la spesa al supermercato col calesse . Godiamoci le comodita' del digitale , anche se spesso tiro fuori le mie ''vecchie'' ferraglie perchè è un puro piacere maneggiarle . |
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