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Creare una texture skin realistica su immagine flat


Forum » Tecnica, Composizione e altri temi » Creare una texture skin realistica su immagine flat




avatarsenior
inviato il 14 Febbraio 2017 ore 10:09

Spesso si può constatare come in molte immagini, sopratutto negli scatti beauty, la pelle sia fin troppo levigata, al punto tale da annullarne totalmente la texture. Alcune volte sono scelte, ma altre sono sicuramente esasperazioni, non sapendo se chi ha elaborato l'immagine sia o non sia un professionista della post produzione.
La procedura migliore per una pelle con texture consiste sicuramente nell'uniformarne la porosità, lasciando l'originale e per questo ci sono numerose tecniche, con l'utilizzo di separazione di frequenze e numerose maschere di livello, oltre alla correzione colore, match color skin , etc etc.
Questa che propongo invece è la creazione da zero di una texture realistica che può essere utile in molte occasioni per conferire alla pelle, un aspetto uniforme. La tecnica utilizza come base l'utilizzo del già conosciuto filtro aggiungi disturbo ma con differente metodologia ed applicazione.
Photoshop
1) Su un riempimento bianco applicare un effetto disturbo, monocromatico uniforme. I parametri sono a secondo della risoluzione dell'immagine.
2) Applicare un filtro di sfocatura di pochi punti ammorbidendo leggermente il rumore ma lasciandolo totalmente visibile nella sua forma, ad esempio massimo un pixel.
3) Scegliere un filtro di emboss di altezza 3 e quantità 68 in un'immagine ad esempio di 1680x1680px.
4) Salvare quest'immagine in psd.
5) Sulla pelle della modella creare una selezione molto morbida e estrapolarne un livello copiato di questa zona.
6) Scegliere dalla galleria filtri, l'effetto texture e caricare la texture della pelle relativo al file psd. Ora possiamo deciderne i parametri di rilievo e diimensione della texture.
7) Dopo aver applicato il filtro, impostiamo il livello di fusione su vivid light e creiamo variazioni di porosità duplicando i vari livelli, che si adatteranno perfettamente alle zone d'ombra e luce. Con maschere di livello possiamo regolare dove l'effetto deve essere maggiormente evidente e dove meno.
L'immagine in allegato non è un'elaborazione completa su tutta la pelle, ma mostra la differenza tra zone non elaborate ed inizio applicazione della tecnica sulla zona zigomo.
Spero sia stato abbastanza chiaro nell'esporre e buon lavoro o divertimento.



avatarsupporter
inviato il 14 Febbraio 2017 ore 12:31

interessante, c'è qualche video che spiega questa tecnica?

avatarsenior
inviato il 14 Febbraio 2017 ore 13:23

Se riesco posto un videotutorial stasera. Ma credo ci saranno da qualche parte. Al momento però non saprei dove reperirlo.

avatarjunior
inviato il 14 Febbraio 2017 ore 13:40

Una domanda ignorante, se posso: ma se si parte da una zona piccola di campione della pelle salvata in livello separata etc, poi, una volta "preparato il lembo di pelle" (mioddio, mi sembra di parlare di chirurgia plastica !!!MrGreen), come si fa alla fine ad applicarlo a tutta la pelle del viso ?

avatarsenior
inviato il 14 Febbraio 2017 ore 14:17

@Diego Moscati
In questo caso ci sono altre procedure, di cui la più rapida per discreti risultati è desaturare il pattern della pelle ed impostarlo su livello di fusione luce lineare. Avrai il risultato di porosità adattato sia alle zone d'ombre che a quelle di luce, da regolare morbidezza bordi e opacità.

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2017 ore 13:09

Ho realizzato questo breve video che mostra la tecnica per creare la texture della pelle.
E' molto personalizzabile. Il video mostra la base già comunque per una buona texture realistica. Chiaramente il tutto è ulteriormente affinabile con altri livelli di fusione di differente luminosità, per rappresentare al meglio i pori sia nelle ombre che nei medi, ma il video avrebbe richiesto molto più tempo. Chi comunque già ha dimestichezza con maschere, livelli di fusione, potrà comunque capire come utilizzarla al meglio.


avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2017 ore 13:15

Seguo.

avatarjunior
inviato il 16 Febbraio 2017 ore 20:14

Molto interessante, grazie

avatarjunior
inviato il 16 Febbraio 2017 ore 20:35

Questa tecnica non é male, ma aiuta solo per piccole correzioni, applicata su ampie zone é riconoscibile come una pelle lisciata simil-gomma se non si lavora un minimo per fargli seguire la tridimensionalità del viso, non tenendo oltretutto conto che solo sul viso ci sono almeno 4-5 zone con texture/pori differenti, e questa soluzione é (vagamente) affine solo ad un paio di queste

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2017 ore 20:47

La tecnica non è per avere una pelle lisciata simil gomma, anzi. Serve nel caso in cui dopo aver effettuato correzioni di digital make-up skin, si possa intervenire nel ricreare la texture della pelle andata persa. Se hai letto il post iniziale è specificato che la tecnica migliore è quella di utilizzare la texture già esistente e riprenderla con altre tecniche. Questa mostra come si crea una texture realistica da utilizzare in casi diversi. E' ovvio che non è pensabile di utilizzare questa tecnica, su un'immagine già completamente rovinata da un eccessivo blur sulla pelle, eliminandone completamente la texture per poi ricrearla nuovamente. Volutamente il video mostra una skin completamente ammorbidita per far capire come appare la texture finale, che credimi, utilizzata bene, renderà la texture realistica al punto tale da sembrare indistinguibile se utilizzata per utilizzo beauty classico. Texture e pori differenti, già rientrano nel disturbo che ha parametri casuali e non uguali da punto a punto. La tridimensionalità poi, starà alla bravura nell'utilizzare la texture con valori che si adattino alle zone d'ombra, luce e mezzi toni per non appiattire l'immagine e far sembrare una grana piuttosto che una texture.

avatarsenior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 7:53

Seguo.

avatarsenior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 10:19

P.S. Convengo che la texture della pelle reale non ha nulla a che vedere con quella realizzata in digitale con la procedura mostrata per differenze relative anche alla peluria e differenze di inclinazioni che ci sono anche nelle varie intersezioni della stessa texture. Se si necessitasse di avere una skin quanto più realistica possibile per esigenze di ingrandimenti gigantografici, la skin va completamente rimappata con complessi e più livelli di ricostruzione proprio per identificare ad ogni variazione della grana, porosità, intrecci ed intersezione di differente inclinazione e profondità, differente altezza dei pori ed altro. Una procedura molto più complessa che non rientra però nella normale procedura di un fotoritocco di beauty, ma nella vera e propria ricostruzione digitale di una texture.



avatarsenior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 12:02

Fire, non vedo l'immagine che hai postato all'inizio della discussione.
L'hai postata con postimage, vero?
Dal momento che io ho problemi a visualizzare i contenuti di quel sito di hosting, potresti gentilmente farne un duplicato con (ad esempio) tinypic?

Te ne sarei immensamente grato ;-)

avatarjunior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 12:10

seguo

avatarsenior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 12:21

@Caneca
Eccola



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