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A parità di diaframma, una 50 macro con rapporto di riproduzione 1:1, ha la stessa profondità di campo di un 100 mm macro con lo stesso rapporto di riproduzione di 1:1?
In prima approssimazione la pdc è la stessa a parità di dimensioni del sensore. Se però consideriamo, oltre a ingrandimento, diaframma e dimensione del supporto sensibile, anche il fattore pupillare (rapporto tra i diametri delle pupille di entrata e di uscita), un 100 macro ha un pizzico di pdc in più rispetto a un 50.
Tieni conto che una cosa è la pdc, altra cosa è l'isolamento del soggetto dallo sfondo. Un macro più "lungo" ha un minor angolo di campo inquadrato, raccoglie quindi meno sfondo nell'inquadratura e l'effetto risultante è un maggior isolamento del soggetto dallo sfondo, che risulterà meno "invadente". Per questo motivo preferisco usare il mio 200/4 Micro-Nikkor anche per fotografare soggetti che non scappano quali i fiori. L'effetto della lunghezza focale sul rapporto soggetto-sfondo è stato ben documentato da Simone Tossani in questa sua serie di foto: tinyurl.com/hsm2gdl Quindi, a parità di diaframma e ingrandimento (= stessa inquadratura su sensore di stesse dimensioni) la pdc è la stessa (circa ... dofmaster usa relazioni matematiche approssimate che non tengono conto del fattore pupillare, il quale cambia da obiettivo a obiettivo e dipende anche dalla distanza di messa fuoco), ma la resa dello sfondo è assai diversa. Ovviamente puoi sfocare maggiormente lo sfondo anche con un 50 macro lavorando a diaframmi aperti, ma in questo modo stai sacrificando la pdc. Le foto di Tossani di cui al link sono tutte fatte con lo stessa apertura.
Grazie Openmind. Concordo anche io con la tua opinione per quanto riguarda l'importanza dell'isolamento del soggetto dallo sfondo. Infatti sono in procinto di vendere il mio amato super macro takumar 50mm e orientarmi su "qualcosa di più lungo".
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