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inviato il 02 Gennaio 2017 ore 10:25
In aumento la nidificazione del Picchio nero in Pianura Padana. Grazie alla tutela delle reti ecologiche. Dalle foreste di montagna ai boschi della pianura padana, il picchio nero, il più grande picchio esistente in Europa, amplia l'areale riproduttivo. Nel 1999 una coppia abbandonò per la prima volta le Alpi e nidificò nel Parco La Mandria, alle porte di Torino. Qualche anno dopo, nel 2006, un'altra coppia nidificò a Sesto Calende, nell'alta pianura lombarda, all'estremo settore settentrionale del Parco del Ticino, il più importante corridoio ecologico che attraversa la Pianura Padana. E di recente, nella primavera 2015, una coppia ha nidificato a Bereguardo, in provincia di Pavia, nel settore meridionale del Parco del Ticino. A due passi, ormai, dal Po. Fino a 10 anni fa il picchio nero veniva descritto nei testi di ornitologia come un abitante tipico delle foreste montane mature e ben conservate delle Alpi. Poche le possibilità di osservarlo. Ma nei decenni successivi agli anni Settanta la situazione è cambiata, grazie a un minor sfruttamento delle foreste montane e a una gestione più attenta alla tutela della biodiversità. E grazie all'istituzione di numerose aree protette lungo tutto l'arco alpino. E così la presenza di alberi di grandi dimensioni e l'aumento di legno morto hanno favorito la specie. Una volta ricolonizzate le Alpi, e alcune parti dell'Appennino, il picchio nero, come abbiamo visto, ha scelto di spostarsi nelle ultime grandi foreste rimaste in Pianura Padana, per lo più tutelate da aree protette e distribuite lungo un asse nord-sud, spesso lungo il corso di fiumi affluenti del Po. Nel novarese, nella seconda metà del secolo scorso il picchio nero era un abitante assai scarso nel massiccio del Mottarone (1400 m.l.m.) ma negli anni 2000 ha iniziato a colonizzare anche l'altro massiccio montuoso, quello del Monte Fenera (800 m.l.m.). Studi recenti hanno poi permesso di verificare che, seguendo i corridoi ecologici naturali costituiti di fiumi (Ticino e Sesia) e da antiche morene rivestite di boschi e brughiere, la specie ha ormai colonizzato anche la pianura novarese. Grazie dunque a lungimiranti politiche di conservazione dei corridoi ecologici e all'istituzione di aree protette, il picchio nero, specie rara e minacciata sino a pochi decenni fa, gode ora di un migliore stato di salute e ci chiede di continuare a salvaguardare e, ove possibile, ampliare gli ultimi lembi di foreste planiziali. Per il bene suo, ma anche per tutti noi. (Tratto da Ali periodico Lipu) |
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