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inviato il 24 Dicembre 2016 ore 9:26
Riguardo la pulizia del sensore ho letto di tutto, sia su questo forum, che altro sparso per il Web, ma mai sta soluzione. Premetto che condivido i tanti che suggeriscono di andarci cauti nel mettere le mani sul sensore, soprattutto su camere costose. Il costo della pulizia del sensore da parte dell'assistenza, anche se non irrisorio, è giustificato se visto in proporzione al costo della camera. Vengo al dunque e rivolgo la domanda a coloro che abitualmente fanno questa operazione "fai da te" Ho fatto l'aerosol, che usa un mini compressore per funzionare. ( Tanti hanno in casa l'apparecchio per aerosol ) Ho provato e soffia, come portata e pressione, un quantità di aria che penso perfetta, per soffiare sul sensore, chiaro sempre aiutato dal pennellino, se no la polvere non si stacca. E'un idea malsana ? Meglio lasciar perdere ? Ho scoperto l'acqua calda ? Se un esperto o gli esperti "fai da te" approvano mi avventuro, se no vado di camera service Grazie a tutti |
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inviato il 25 Dicembre 2016 ore 10:43
non hai fatto l'aerosol credo, ma hai semplicemente utilizzato il compressore che utilizza l'apparecchio dell'aerosol. fare un aerosol significa nebulizzare, ridurre un solido o un liquido (che in questo caso dovrebbe detergere il sensore) in microgocce. ed i liquidi per pulire sono normalmente già tossici per inalazione delle esalazioni spontanee. In pratica credo che tu abbia utilizzato il compressore di circa 2,5 bar, quindi con una pressione moderata. sarebbe interessante linkare un'immagine prima e dopo per vedere i risultati. |
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inviato il 25 Dicembre 2016 ore 18:41
Eh, Ooo non sono un grande manual fai da te. Prima di provare volevo sentire se qualcuno esperto la ritiene un idea attuabile |
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inviato il 26 Dicembre 2016 ore 13:25
A occhio e croce, la "forza" dell'aria non è simile a quella della pompetta per clisteri? |
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inviato il 28 Marzo 2017 ore 23:37
Per mia esperienza lo sporco a volte non lo sposti nemmeno soffiando all'infinito e l'unica soluzione resta la pulizia ad umido |
user46920
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 0:52
... infatti io porto la macchina all'autolavaggio ed uso il compressore con il sapone e soprattutto le spazzole ... solo così di lava bene |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 1:02
Io ho sempre pulito il sensore con le spatole dedicate e il liquido, e non ho mai avuto problemi. E' piu' lunga a dirsi che a farsi. Non lo pulisco certo se c'e' solo qualche pelucco , di solito una volta l'anno. |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 1:33
Da quando ho preso l'abitudine di spompettare ogni cambio di lente che faccio a casa (per strada non la porto) polvere praticamente assente |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 7:18
Proprio ieri ho pulito il sensore della mia D3. Una sciocchezza. Uso abitualmente le bombolette spray ad aria compressa e i tamponcini in microfibra con asticella lunga e flessibile. A meno che il sensore (che poi non è il sensore ma un vetrino posto davanti al sensore) non sia imbrattato di schifezze unte fino all'inverosimile, i granelli di polvere e le macchioline di umidità vanno sempre via senza problemi. Ovviamente pulire un sensore Apsc è più faticoso in quanto la nicchia entro la quale operare è più stretta, ma non è certo una missione impossibile. Credo che la condizione mentale di partenza sia fondamentale: bisogna andarci su decisi, senza sciocche paure di rovinare qualcosa. In fondo è soltanto un vetro. |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 7:39
Hai mai provato a pulire le lenti degli occhiali soffiandoci sopra e utilizzando un pennellino? A tuo parere saranno pulite? Stessa cosa per il sensore, se non utilizzi il liquido apposito e il tamponcino, a mio parere hai fatto una pulizia a metà! |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 8:09
Luigi, le lenti degli occhiali sono esposte diversamente rispetto al sensore di una macchina fotografica. È come mettere a confronto il lato interno del vetro di una finestra con il lato esterno. Se mentre le lenti degli occhiali da vista si riempiono di polvere, pulviscolo, grasso corporeo, pelucchi, ciglia... il sensore della reflex si presume (e si spera) raccogliere al massimo qualche particella di polvere e di umidità, altrimenti...quando si cominciano a vedere i semini dei mandarini e le pelli di pollo, forse è meglio cambiare abitudini fotografiche |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 10:37
“ Uso abitualmente le bombolette spray ad aria compressa e i tamponcini in microfibra con asticella lunga e flessibile. „ Le bombolette spray ad aria compressa non hanno un liquido che spesso esce fuori insieme all'aria? In piccolissime particelle che, per l'uso comune delle bombolette è ininfluente, poichè evapora immediatamente, ma per pulire un sensore....... |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 12:10
Bisogna avere l'accortezza di NON agitare prima dell'uso, stare ad una ventina di centimetri di distanza, e fare spruzzi brevi intermittenti. Spruzzi prolungati sputano fuori la condensa. In questo caso, è poi sufficiente rimuovere gli aloni della condensa col tamponcino in microfibra, che talvolta risparmiano l'uso dei liquidi specifici Fino a f22, con l'ultima pulizia, non vedo praticamente nulla sul fotogramma. |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 12:19
per effetto del passaggio di stato o semplicemente di pressione, si verifica un raffreddamento, quindi la condensa può provenire non dall'aria compressa che probabilmente è deumidificata, ma dall'acqua presente nell'aria ambiente. Quindi di sicuro un'azione prolungata aumenta il rischio. |
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inviato il 29 Marzo 2017 ore 13:40
“ Credo che la condizione mentale di partenza sia fondamentale: bisogna andarci su decisi, senza sciocche paure di rovinare qualcosa. In fondo è soltanto un vetro. „ Se hai un sensore stabilizzato (m43, Pentax reflex, etc.), che è sospeso su un equipaggio mobile (lo vedi chiaramente che balla) moooolto delicato, la condizione di partenza è un'ottima premessa per guadagnare un sicuro viaggio in assistenza. Consiglio in questi casi la leggerezza della farfalla, strusciando la spatolina senza esercitare pressione. Se non viene via, si ricorre all'assistenza. |
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