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inviato il 29 Ottobre 2016 ore 16:52
Nei piccoli granchi del genere Uca, i maschi si distinguono a prima vista perché hanno una delle due chele vistosamente più grossa dell'altra e per giunta vivacemente colorata. Nella specie Uca tangeri, comune nel golfo di Cadice, il corpo del granchiolino è lungo due centimetri e mezzo e largo quattro, mentre la chela gigante raggiunge i sei centimetri e mezzo di lunghezza. Può essere indifferentemente la destra o la sinistra, perché non mancano gli individui mancini. Le dimensioni di questa chela risultano un po' scomode per la vita quotidiana, perché il granchio può disporre di una sola pinza, quella più piccola, per raccogliere le particelle di cibo e portale alla bocca. In compenso, però, all'epoca degli amori, quella grossa pinza diventa indice indiscusso di virilità ed è estremamente “sexy”. Per essere ancora più visibile, ha colore diverso da quello del corpo. Così nell'Uca stenodactylus dell'America tropicale, mentre le femmine e i piccoli indossano una livrea scialba, punteggiata di bruno, il maschio ha il dorso candido e blu cangiante, le zampe rosso fiamma e la chela gigante rosa confetto. Nell'Uca tangeri, la chela piccola è rossiccia, quella grossa di un giallo brillante. Nell'Uca beebei, la corazza è verde e la chela gigante di un bel rosso porpora. Con quella pinza-vessillo i maschi corteggiano le femmine: fanno loro grandi segnali, agitando freneticamente la tenaglia colorata proprio per farsi notare, si sbracciano facendo piccoli passi, saltellando o girando vorticosamente su se stessi per mettere bene in mostra la tinte vivaci del dorso e soprattutto il colore acceso della pinza gigante. Un'esibizione di grande effetto, che ha fatto meritare a questi granchi il singolare appellativo di “granchi violinisti”, quasi che in quella romantica danza, suonassero alla loro bella una languida serenata d'amore. Se, con un po' di fantasia, la grossa pinza può ricordare un violino, qualcosa di sonoro esiste realmente in questi granchi. Strofinando il “gomito” appunto contro il bordo dentellato della corazza, i crostacei producono un suono che ricorda alla lontana il frinire delle cicale e dei grilli. Se ne servono, più che altro, quando vogliono intimidire o minacciare un intruso, che abbia invaso il loro territorio. Per amare, basta il corteggiamento gestuale con lo sbandieramento della chela gigante e i passetti di danza. Gli studiosi hanno scoperto che ciascuna specie di Uca esegue un particolare tipo di danza, che fa parte del cerimoniale di corteggiamento. E' la strategia escogitata dalla natura perché possano riconoscersi gli individui della stessa specie. Quando poi la vista non serve, per esempio di notte, i granchi violinisti servendosi della chela grossa, che pesa quasi la metà del corpo, battono colpi sul terreno a un ritmo che varia da specie a specie. Anche questo è un richiamo sessuale: la femmina lo percepisce nettamente, attraverso le vibrazioni del suolo e gli si avvicina soltanto se appartiene alla stessa specie. |
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