|
|
inviato il 27 Ottobre 2016 ore 9:26
La femmina della farfalla, appena uscita dal bozzolo ha una vita brevissima davanti a sé, deve accoppiarsi e riprodurre la specie nel più breve tempo possibile. Non può lanciare un invito vocale al maschio perché la voce non ce l'ha. Però può richiamarlo col profumo. I maschi che volano lontano da lei lo sentono con le antenne e decifrano il messaggio in codice. Immediatamente si mettono in viaggio e la raggiungono. Anche il maschio sprigiona un suo profumo per sincerare la femmina. Il maschio della Grapholitha molesta, una farfallina notturna, atterra ad un paio di centimetri dalla femmina. Emana la secrezione odorosa, un “feromone”, che inebria la femmina. Questo profumo percepito anche dall'uomo, ha in generale odore gradevole di cioccolato, gelsomino, fiori d'arancio, tabacco, violetta; solo in qualche caso odora sgradevolmente di acido prussico o di cloroformio. Il profumo femminile è invece inodoro. Il satiro semele (Hipparchia semele) imprigiona tra le proprie ali le antenne della femmina, che rappresentano il naso di lei, e le mette a diretto contatto con i propri organi odoriferi. In questo modo la farfallina, completamente ubriaca, non oppone alcuna resistenza. La prima reazione della farfalla femmina, quando le giunge il messaggio odoroso del maschio, è cessare di emettere il suo, per evitare che giungano altri pretendenti. Questi disturberebbero l'amplesso già in atto, spodesterebbero il legittimo sposo e prenderebbero il suo posto, approfittando del profumo inebriante del primo che aleggia ancora nell'aria. In tal modo risparmierebbero il profumo proprio e lo terrebbero in serbo per le future conquiste. Anche tra gli insetti sociali c'è largo uso di feromoni odorosi come attrattiva sessuale. Nelle termiti del genere tropicale Nasutitermes, le regine non vanno in cerca dei maschi, rimangono immobili, ma diffondono nell'aria i feromoni sessuali, altrettanto fa la regina delle formiche Xenomyrmex floridanus. Uno dei feromoni fabbricati dalla regina delle formiche e delle api, blocca lo sviluppo ovarico nelle operaie. Il monopolio della fecondità resta così assicurato alla sola regina. Al pari degli insetti, anche i mammiferi posseggono un vero arsenale di feromoni. L'odore rappresenta la carta d'identità di ciascun individuo e ogni specie ha una gamma di odori diversa dalle altre. Il maschio del petauro dello zucchero (Petaurus breviceps papuanus), un marsupiale, marca il proprio territorio con la secrezione di speciali ghiandole localizzate nei piedi, nel torace e nelle braccia, e quando incontra una femmina, gli spennella il corpo con una secrezione cefalica, un feromone, proprio allo scopo di affermare in modo inequivocabile i suoi diritti di proprietà. La maggior parte degli artiodattili (cervidi, bovidi, antilopi, ecc.) hanno tasche odorose tra un dito e l'altro dei piedi. Dove passano, lasciano una scia odorosa. Fa di più il capibara (Hydrochoerus hydrochoerus), il roditore gigante, lungo più di un metro. Ha un paio di curiosissime tasche anali, tappezzate da una selva di peli. Ma sono peli, rivestiti da un involucro cristallino. Si staccano con facilità e rimangono attaccati, come contenitori odorosi, alle superfici contro le quali l'animale strofina la sua spazzola anale. I pecari del Nuovo Mondo, appartenenti al genere Tayassu, hanno invece una grossa ghiandola sul dorso, nascosta tra le setole. Marcano i confini del territorio, ma anche l'appartenenza a un determinato branco e come biglietto di presentazione per il partner. I maschi di molte specie hanno ghiandole odorose che entrano in funzione solo all'epoca degli amori, come ad esempio le ghiandole temporali degli elefanti, le ghiandole dorsali dei ratti canguro o ancora quelle che le volpi rosse hanno sopra la coda. Le femmine dei tamarini, scimmie del genere Sanguinus, si sfregano la coda contro i genitali e, dopo averla impregnata di quell'odore, la sventolano nell'aria. L'odore vaginale della femmina del criceto è un potente afrodisiaco per i maschi, che si lanciano a pesce su qualunque oggetto sia stato imbevuto della secrezione femminile. Tra i topi, l'odore di un individuo può provocare reazioni in altri individui. L'odore di un maschio adulto può ritardare la pubertà nei giovani maschi e accelerarla invece nelle giovani femmine. Anche le lucciole parlano in codice. Il loro codice però non è odoroso. Si basa su segnali luminosi. I maschi della famiglia lampiridi, al calar delle tenebre accendono i loro fari luminosi, lampeggiando ritmicamente secondo il codice della specie. La femmina emette, in risposta, il proprio segnale, inconfondibile per ritmo, durata, intensità. Così si forma la coppia. Le femmine della specie Photuris versicolor, le quali hanno imparato a imitare il segnale luminoso della specie Photinus macdermotti. Quando vogliono accoppiarsi, rispondono al maschio della propria specie con un segnale, quando invece hanno fame, non fanno altro che rispondere al segnale di un maschio Photinus, il quale, in buona fede, accorre prontamente, sicuro di accoppiarsi. Invece, finisce nelle fauci voraci della grossa Photuris cannibale. In materia di luce, la natura è stata assai prodiga con le creature marine. Diffusa in tutto il mondo, la Noctiluca ravviva la sua luce se stimolata dai movimenti dell'acqua. Si calcola che il novanta per cento delle specie che popolano il mare siano capaci di emettere luce. Una luce fredda, simile a quella delle lucciole, prodotta da speciali sostanze chimiche, le luciferine, quando reagiscono con l'ossigeno in presenza di un enziama, la luciferasi. Gli animali luminosi posseggono speciali organi, i “fotofori”, nei quali la luce si può produrre, con il sistema chimico luciferina-luciferasi oppure grazie alla presenza di speciali batteri fotogeni, che vivono in simbiosi con l'ospite. I pesci della famiglia Mormyridae, usano normalmente per comunicare tra loro di segnali elettrici. Questi pesci creano intorno a sé un debole campo elettrico. Dotati di sensibilissimi elettrorecettori, riescono a comunicare con questo linguaggio con i compagni. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |