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inviato il 25 Ottobre 2016 ore 9:32
Nel mondo animale sono i maschi che nella stagione riproduttiva si manifestano alle femmine. Fanno a gara tra loro per evidenziare la bella presenza e la loro forza. Le femmine, invece, continuano a indossare la solita livrea dai colori spenti. E' la livrea più adatta per non farsi notare dai predatori, servirà soprattutto quando deporranno le uova e alleveranno i piccoli. Il maschio della vedova paradisea (Steganura paradisea), diventato sessualmente maturo, si eccita, perché impaziente di accoppiarsi. Vola in modo strano, diverso dal solito, fa notare il suo piumaggio strascicante. Vuol far sapere alla femmina di essere pronto per accoppiarsi. Lei visto quanto sia bello, non si fa pregare ed accetta le avance. Alcuni pesci maschi, segnalano alle femmine la loro maturità sessuale cambiando vistosamente di colore. Lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) mentre prima era tutto grigio argento come la femmina, diventa, sul petto e sulla gola, di un bel colore rosso fiamma, il dorso di verde-azzurro, mentre l'occhio si colora di blu argenteo e di verde cupo. Gli uccelli del genere Fregata, dal piumaggio nero brillante, hanno un sacco vuoto giallo-arancione sotto la gola, nel periodo degli amori, lo gonfiano a più non posso riempiendolo d'aria. La pelle si tende al massimo e il sacco diventa tutto rosso. Ad ali aperte, il maschio si mette bene in mostra, la femmina lo vede e il gioco è fatto. Lo struzzo (Struthio camelus), quando fa la corte alla sua femmina, stranamente, arrossisce sul collo e sulle zampe. Il pulcinella di mare (Fratercula arctica), nell'epoca degli amori, alza il grosso becco che così appare più alto e grande del solito, a causa dello sviluppo delle sovrastrutture cornee. Sono guaine colorate di grigio, giallo e rosso che rendono ancora più bizzarro il suo aspetto. Invece nell'oscurità della notte, nelle acque torbide o nel buio degli abissi marini, ma anche nei canneti, nei boschi dove più fitta è la vegetazione, non è facile per la femmina vedere i l maschio. Allora intervengono i richiami vocali, i profumi, la luminescenza, l'elettricità. Sono molte in natura le specie animali nelle quali il maschio chiama la femmina, ma questa non risponde, non perché non senta il richiamo, ma perché è muta. Il frinire delle cicale (Cicada orni) in estate è effettuato solo dai maschi. Sono il richiamo per le femmine. La membrana posta posteriormente nel corpo, vibra quando si contrae uno speciale muscolo al quale è collegata. In quasi tutti gli uccelli, solo i maschi cantano. L'usignolo selvatico (Luscinia megarhyncos) verso sera, si posa su un ramo, in uno spazio libero, e dà sfogo al suo canto. Il tono sale e si irrobustisce man mano che la notte avanza. Canta per la femmina della stessa specie che non è sorda a questo richiamo. Il canto le dice di che specie è il cantore, le sue doti personali, la sua età. Se gli garba, dirà di sì. Il fringuello, lo scricciolo, il canarino sono specie in cui il maschio sa modulare una ricca gamma di suoni. La cinciallegra, invece, ha un repertorio più limitato. In generale, nella stessa specie, i maschi giovani hanno un repertorio di canti più modesto di quelli vecchi. Le femmine concedono più volentieri i loro favori ai più maturi, perché garantiscono loro la buona riuscita della prole. La megattera maschio (Megaptera novaeangliae) formula canti che valicano enormi distanze, giungendo a centinaia di chilometri di distanza. Sono canti che durano dai sei ai trenta minuti. Ogni frase musicale viene ripetuta più volte formando un tema. Una canzone può contenere anche otto temi. Per il maschio il richiamo d'amore può essere un'arma a doppio taglio. Specialmente per le specie di piccola mole, soggette a forte predazione. Quel richiamo, se da una parte avverte la femmina della presenza del maschio e delle sue intenzioni, dall'altra rivela la posizione del cantore ai predatori. I maschi del grillo americano, il Gryllus integer, non sono tutti canterini. Alcuni cantano a squarciagola per attirare le femmine. Naturalmente sono i più esposti agli attacchi dei nemici. Altri preferiscono non cantare affatto. Vanno a piazzarsi a due passi da un collega canterino. Così, quando una femmina, attirata dalle serenata, si avvicina in quella direzione, la intercettano prima che riesca a raggiungere l'autore del canto d'amore. La manovra non è infallibile, ma riesce abbastanza spesso a dà ai maschietti volontariamente muti la doppia possibilità di non farsi mangiare e di accoppiarsi. Nelle ranocchie “tungara” della specie Physalaemus pustolosus, si distingue una sorta di mugolio che dura circa mezzo secondo e una serie di suoni brevi e secchi in numero variabile da 1 a 6. C'è chi si limita alla prima parte del richiamo, e chi invece vi aggiunge uno o più schiocchi. Le femmine concedono le loro grazie ai maschi che lanciano richiami più complessi. Il pipistrello mangiarane (Trachops cirrosus) mangia i Physalaemus. Se ne mangia sei o sette all'ora. E quel che gli permette di localizzare facilmente la preda sono proprio gli schiocchi. Ecco perché il piccolo anfibio, combattuto tra il desiderio di richiamare le femmine e la paura di essere divorato dal nemico pipistrello, non si comporta sempre allo stesso modo. |
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