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inviato il 23 Ottobre 2016 ore 18:07
Anche il fiuto dei salmoni è come quello delle anguille, che compiono un viaggio analogo, diretto però in senso inverso. Non appena è sessualmente matura, la femmina del salmone europeo (Salmo salar) si mette a scavare nel fondo ghiaioso del torrente che la ospita. Con la coda, forma un buca profonda dai dieci ai venti centimetri, lunga circa un metro. I maschi, si battono in duello e il vincitore si avvicina alla femmina. Le dà ripetuti colpi di testa sui fianchi, mentre un fremito gli corre per tutto il corpo. La femmina, se trova il pretendente di suo gradimento, si avvicina con lui al nido e vi fanno cadere contemporaneamente le uova, e lo sperma. Il legame di coppia, però, non dura. Alla deposizione successiva, infatti, il maschio è un altro. Lo sperma di un solo maschio non è sufficiente per fecondare tutte le uova. Da ogni singolo uovo del diametro di cinque o sei millimetri, schiude in primavera un avannotto, rivestito della livrea giovanile della specie, con tanti puntini rossi e tante macchie brune sui fianchi. Viene chiamato “parr”. Per quattro settimane si alimenta con il sacco vitellino, ricco di sostanze nutritive, che gli pende dalla pancia. Esaurite le scorte, impara a catturare pesciolini più piccoli di lui e se li mangia. Mangiando cresce. Dopo un anno o due, cambia livrea. Gli spunta addosso una vivace livrea argentata. Ha raggiunto lo stadio di “smolt”, è lungo dai dieci ai venti centimetri ed è giunta per lui l'ora di calare a mare. Come le anguille, anche gli smolt si fanno trasportare dalla corrente del torrente prima e da quella del fiume poi, per raggiungere il mare. Nuotando in superficie lungo le coste, soprattutto quelle del mar Baltico e della Norvegia, il giovane salmone si nutre di pesci, gli “spratti e malloti” in grandi quantità. Ingrassa. Dopo un anno di vita marina, pesa già due o tre chili ed è lungo più di mezzo metro. Dopo tre anni supera i tredici chili e raggiunge il metro di lunghezza. Ha acquistato peso, vigore ed energia sufficienti ad affrontare il cimento più importante della sua vita, il viaggio nuziale. Il suo orologio biologico gli dice che è ora di mettersi in cammino. L'odore di casa, che gli si è impresso nel cervello quand'era piccino, lo guida come una bussola infallibile verso la foce del fiume che ha percorso in senso inverso nell'infanzia. E' stato accertato in laboratorio che il salmone è capace di avvertire la presenza di sostanze odorose sciolte nell'acqua in concentrazione infinitesima, dell'ordine di poche parti in un milione. Anche lui, come la piccola “cieca” dell'anguilla, risale coraggiosamente il fiume controcorrente. I salmoni, avanzano a una velocità media di dodici, tredici chilometri l'ora. Non mangiano, non ne anno il tempo. Attingono alla riserva di grasso che hanno accumulato durante il lungo soggiorno in mare. Così, dopo un viaggio che può durare quindici-sedici mesi, i salmoni ormai sessualmente maturi raggiungono il torrente o il ruscello dal fondo ghiaioso e l'acqua limpida dove le femmine deporranno da diecimila a trentamila ovetti ciascuna. I maschi le irroreranno di sperma. |
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