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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:16
Premetto che non sono un laureato in Fisica, Ottica eccetera, bensì un Ragioniere/Economista. Di solito, le mie più brillanti intuizioni o dubbi mi vengono sulla tazza del cesso, ma questa volta il dubbio mi ha assalito mentre guidavo. Ebbene: - so che, più o meno impropriamente, si dice che un 50mm su una APS-C "diventa" un 75mm/80mm, nel senso che il ritaglio ("crop") dell'immagine corrisponde a quanto si inquadrerebbe usando una full frame con una lente di 75-80mm - so che l'apertura del diaframma incide su quanta luce entra con un meccanismo fisico (e ciò impatta sulla profondità di campo, sui tempi o sugli ISO ecc.) La domanda da super-ignorante che mi sono fatto è: Se è vero che il ritaglio "fisico" del sensore APS-C rispetto al sensore Full Frame modifica la lunghezza focale equivalente, come mai, chiudendo il diaframma da F/2.8 a F/5.6 la lunghezza focale non cambia? Ovvero: se la lente può essere rappresentata (semplificando) come un "tubo" di una data lunghezza, come mai la lunghezza focale equivalente cambia se riduco la "larghezza" del tubo dal lato del sensore, mentre se riduco la "larghezza" del tubo a livello di diaframma non succede nulla? Sono consapevole che la mia domanda risulterà imbarazzante e mi scuso in anticipo. |
user6585
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:24
La lunghezza focale non cambia, un 50 resta sempre un 50. Cambia ciò che inquadri in base alla grandezza del sensore. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:31
Infatti si parla di apertura equivalente su apsc, che ovviamente è inferiore (f più elevato) perché è un rapporto e la lunghezza focale ("equivalente" appunto) sta al denominatore. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:32
“ questa volta il dubbio mi ha assalito mentre guidavo. „ avevi mangiato pesante? In ogni caso, come dice Wolf, la lunghezza focale non cambia. 50mm su ff sono 50mm su apsc. Quello che cambia è l'angolo di campo inquadrato, e questo lo hai detto anche tu, quindi l'equivalenza sulla focale la si fa riferita a quel che inquadri nei 2 casi. Ma la pdc non c'entra una cippa. Quella è legata ad diaframma impostato ed alla distanza di ripresa. Alla stessa distanza di ripresa l'Apsc ha una pdc inferiore (non superiore) al ff. Seguendo il tuo ragionamento, anche su ff, se chiudi un 50mm a f/8 ti dovresti ritrovare un 80mm o un 24mm? Forse le intuizioni che ti vengono nell'altro luogo sono migliori |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:33
Iniziamo col dire che l'immagine che vediamo normalemnte per arrivare al sensore deve attraversare la lente; questa per le sue caratteristiche lavora sulla luce facendola incrociare, stiamo parlando di una lente singola. Il discorso non cambia se pariliamo di un obiettivo con svariate lenti, quello che per noi è in alto verra proiettato nel sensore in basso, quello che è a sinistra verra proiettato a destra del sensore. Questa immagine si incrocia in un punto preciso dell'obiettivo, solitamente in questo punto viene montato il diaframma vedi immagine sotto
 In quel piccolo punto passa tutta l'informazione della scena che hai davanti, proprio in quel preciso punto dell'obiettivo. Più e piccolo il diaframma e più tempo sarà necessario al sensore per essere impressionato. Spero che fin qui sia tutto chiaro, ecco perchè la modifica del diaframma non comporta una modifica della dimensione apparente e quindi non presenta ingrandimento o riduzione della dimensione dell'immagina alla sua apertura o chiusura. ........ |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:36
Fai una prova per toglierti i dubbi e per capire come "funziona" l'accrocchio obiettivo/diaframma :-) basta avere un obiettivo "vecchio" in casa. prendi un obiettivo manuale con la ghiera dei diaframmi sul barilotto, ci piazzi sulla lente frontale una luce e la proietti su un tavolo o su una parete... ora agisci sulla ghiera dei diaframmi e vedi se varia l'ampiezza del cono di luce proiettato dall'obiettivo (ovviamente non variando la distanza dell'obiettivo ne' dal tavolo/muro, ne' dalla luce). Potresti anche riuscire a fare l'esperimento sparando la luce nell'oculare della tua macchina fotografica e variare i diaframmi in macchina (ma devi anche premere il tasto che ti da l'anteprima della profondita' di campo, ossia che chiude il siaframma al valore impostato per farti vedere la scena con la sua PdC) |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:42
Guardando questa immagine sotto invece si capisce cosa succede quando utilizzi una fotocamera Full Frame e una Aps-c
 Utilizziamo un obiettivo adatto al full frame, l'immagine che verrà proiettata dall'obiettivo stesso è un cerchio nel quale entra perfettamente il sensore full frame della macchina, per capirci il rettangolo grande. se utilizziamo lo stesso obiettivo su una macchina con sensore Aps-c quello che proietta l'obiettivo è comunque un cercho grande ma la parte che può impressionare in sensore apsc e il rettangolo piccolo. Come appare nell'immagine sotto
 In relata stai utilizzando sempre un 100mm , per esempio, ma l'immagine che vedrai ripresa su aps-c sarà una porzione dando l'impressione di aver utilizzato un 150mm Il discorso sarebbe ancora lungo .... ma in soldoni è questo. |
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inviato il 05 Agosto 2016 ore 11:48
Quando chiudi / apri il diaframma non cambi la porzione di scena che inquadri |
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inviato il 08 Agosto 2016 ore 11:49
Innanzitutto ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al thread (lo so, la domanda era così scema che uno poteva pensare di essere su "Scherzi a parte"). Ricordo che non avevo il dubbio che, chiudendo il diaframma, cambiasse la lunghezza focale equivalente (quella sarebbe stata una domanda troppo scema anche per la categoria delle "domande troppo sceme"). Le immagini di Sdrakon mi hanno consentito di capire che la "strettoia" data dal diaframma opera in un punto centrale della lente "tubo", e questo spiega tutto. Grazie ancòra! |
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