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La spettacolarizzazione della natura potrebbe degradare i soggetti ripresi?


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avatarsupporter
inviato il 18 Luglio 2016 ore 10:00    

... o piuttosto degrada i fotografi che fanno riprese troppo "estreme"?

Buongiorno a tutti. Vorrei lanciare su questo forum una discussione sull'attuale degrado della fotografia in tema di soggetti naturali. Rupert Murdoch produce attualmente enormi quantità di video in cui i soggetti naturali sono descritti e ripresi come incredibili soggetti sanguinari e violenti.
Su questo sito di recente è stato pubblicato un e.p. di una coppia di uccelli nel momento dell'epilogo dell'accoppiamento.
La spettacolarizzazione della natura potrebbe degradare i soggetti ripresi? O degrada maggiormente chi produce e divulga queste immagini?
Vorrei conoscere la vostra opinione in merito. A voi la parola.

avatarsupporter
inviato il 18 Luglio 2016 ore 10:12    

Recentemente mia figlia Maria (14 anni) mi faceva notare il commento assolutamente disgustoso di uno dei tanti documentari di Nat Geo Wild, che accompagnava le ormai consuete riprese sanguinarie e degradanti di squali, leoni serpenti etcc. Mi farebbe piacere di conoscere l'opinione degli utenti di questo forum e soprattutto quella del suo amministratore.Confuso

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 10:44    

Seguo con interesse Cool

Più che al degrado secondo me porta ad immaginare chissà quale incredibile pericolo siano per l'uomo... Per fare un esempio nella mia zona considerano il lupo come un qualcosa da abbattere a vista ma non pensano minimamente ai cani di grossa taglia inselvatichiti...

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 10:50    

Il problema non è la spettacolarizzazione, finché il ruolo del fotografo è neutrale. L'aspetto che solleva molti dubbi in certe riprese riguarda invece la condotta dell'operatore.

Una lotta all'ultimo sangue tra un cobra e una mangusta è sicuramente spettacolare; ma siamo sicuri che i documentaristi stiano ad aspettare finché non gli capitano eventi simili? In certe riprese perfette, a me viene il dubbio che abbiano recintato e preparato la scena, posizionato l'attrezzatura, aspettato l'orario per la luce ideale, riempito le ombre, bilanciato il bianco e infine lanciato sul set animali catturati prima. A me l'idea che dà fastidio è solo questa.

Nessun fastidio invece per l'operatore che, correndo anche dei rischi, riesce a catturare in modo drammatico immagini sanguinarie, che si sarebbero verificate anche senza la sua presenza. Se riprendi dei predatori, la violenza è un aspetto importante quanto la nascita o il momento in cui gli animali si abbeverano. Mi davano molto più fastidio i documentari in cui i sub accarezzano gli squali, o i leoni sono antropizzati e mostrati come fossero gatti.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 11:07    

La cosa divertente è che magari si susseguono due documentari sugli squali...

- il primo è votato alla sensibilizzazione sul stato precario di questa specie, decimata dalla pesca indiscriminata e dalla "follia orientale" sotto forma di zuppa di pinne...

- il secondo (e ultimamente vanno di moda) e sull'assassino degli oceani, il supepredatore ecc. ecc.

qusto oramai avviene per tutti i documentari su tutti i predatori o specie potenzialmente pericolose/letali.

Non sto parlando di immagini cruente o "forti"... ma proprio del tono che si da al documentario.
Questo nuovo filone di documentari (che di naturalistico non ha nulla) lo trovo assolutamente diseducativo oltre che di cattivo gusto.

Su Dmax oramai sono tutti così Triste

avatarsupporter
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:12    

Quando in un documentario si ripete una sequenza n volte mostrando un aspetto particolare della vita di una specie, si trasmette un contenuto che crea una idea fuorviante della realta': i leoni, le iene, i lupi.... diventano nell'immaginario dei mostri sanguinari. Il fatto e' che questo altera la conoscenza scientifica che ci dice ben altro: che i soggetti delle riprese sono in realta' complessivamente molto diversi da come quei documentari le descrivono.
Questa forma culturale e' deteriore perche' diffama la realta' e squalifica la natura agli occhi della gente che credera' che la natura e' mostruosa. O pornografica.
Ma sono gli esseri umani i soli a praticare il sesso fine a se' stesso, non le specie selvatiche. Attribuire contenuti sessuali "umani" alle specie selvatiche vuol dire non sapere che stanno unendosi allo scopo di avere dei figli spesso rischiando la vita per questo: gli animali sono molto diversi da noi. Pubblicare immagini di accoppiamenti tra svassi o tra cavalieri d'Italia senza aggiungere la tenerezza e l'amore profondo che lega le coppie e le motiva a faticare per i figli e a rischiare quotidianamente la propria vita per una discendenza, significa trasmettere informazioni e "estetica" molto lesiva della reale conoscenza della realta' naturale. Sorry

Certe volte proprio mi vergogno di essere un uomo.SorryTriste

avatarjunior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:30    

QUOTO tutti sopra:

seguendo i documentari a volte abbasso il volume e mi concentro sulle immagini naturali, tralasciando commenti fuorvianti sulla realtà della scena rappresentata.

A volte si assiste proprio alla demonizzazione di un soggetto, quando invece si tratta solo della Natura: la morte fa parte della vita e senza di essa non si chiuderebbe il cerchio.

Se pensiamo all'uomo come specie fa cose molto peggiori, innaturali e dolorose alla vista in confronto a certi animali.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:32    

Ma sono gli esseri umani i soli a praticare il sesso fine a se' stesso, non le specie selvatiche


questo non è vero...
per molte scimmie (scimpanzé, babbuini e simili) la pratica del sesso è un "comportamento" sociale che serve a stabilire e gestire relazioni e gerarchie all'interno del branco.
Ad ogni modo il senso di quanto hai detto rimane corretto e invariato.

I documentari (non tutti per fortuna) che ci propongono in TV hanno subito un appiattimento, una volgarizzazione e abbrutimento notevoli. Ma è un fenomeno che è frutto di questa società e della sua "cultura". Il discorso è complesso, ma volendo sintetizzare in modo estremo... ci propongono questi documentari al pari di come ci propongono trasmissioni come "uomini e donne" (non so come si chiama, ma è quella che andava su reti Mediaset nel primo pomeriggio)...
Insomma il degrado e avvilimento culturale è complessivo e va di paripasso.

Oramai non c'è canale in cui non ci siano trasmissioni e pubblicità con del sesso... quindi anche nei documentari animali, come fosse l'unica cosa di cui parlare Triste

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:38    

Quoto in tutto e per tutto il tuo ragionamento caro Claudio.
La spettacolarizzazione della natura è spesso fuorviante. La cosa grave è che dietro a tali documentari ci sono interessi non solo legati alla visione di questi film. Il messaggio dello squalo cattivo è voluto anche per altri interessi subdoli. Si parlava della zuppa di pinne di squalo che piace tanto ai giapponesi e che ha già causando l'estinzione di molte specie, ebbene.... è più facile far accettare la pesca (e anche l'estinzione) di uno squalo assassino.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:41    

A fronte di pochi interessati alla natura come scienza e cultura molti guardano i documentari come se fossero reality. Anche canali come NatGeo da pubblico di nicchia sono passati a ricercare la massa. Quindi commercialmente i documentari spingono su certi aspetti cruenti.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 12:46    

Finche' la preda è tutta intera mi sta' anche bene,quando si comincia a vedere le budella mi disgusta parecchio!!

avatarsupporter
inviato il 18 Luglio 2016 ore 17:19    

Questa spettacolarizzazione porta a vivere la natura come un'esperienza che deve essere piena di adrenalina, e tralascia l'aspetto piu' inportante, la natura vissuta come fonte di equilibrio e di senso di responsabilita' verso chi ci sta vicino, uomo o animale indifferentemente. Questa spettacolarizzazione genera imitazioni, moltiplica i tentativi di fotografia nei siti di nidificazione, le fotografie fatte in condizioni artificiose anche a pagamento, in cui fotografare un'aquila minore attirata sul posto da piccioni vivi legati a terra quotidianamente costaintorno ai 100 euro al giorno. C'e' amore per la natura in questo?
Triste

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 19:05    

Il fatto è che, paradossalmente, mentre stiamo vivendo un periodo di cambiamenti ambientali ed ecologici drammatici, sta venendo meno la conoscenza e la coscienza di cosa sia un ecosistema, cioè un modello di equilibrio in cui non può prevalere l'aspetto cruento "a tutti i costi" e in ogni momento, pena la perdita di quell'equilibrio e dell'ecosistema stesso (con estinzione in primis delle specie eccessivamente aggressive).
La cosa avviene in parallelo alla perdita di coscienza degli aspetti sociali della nostra stessa convivenza civile, a favore di quelli strettamente individuali; temo che per la voglia "barocca" di spettacolarizzazione estrema finiremo per godere della nostra stessa autodistruzione.
Comunque, alla fine, tutto questo ritrarre gli "eccessi" degrada se non i soggetti ripresi (che fortunatamente non sono coscienti delle nostre intenzioni e non possono esserne ritenuti "complici"), quantomeno l'immagine complessiva del concetto di "naturale"

avatarsupporter
inviato il 18 Luglio 2016 ore 19:30    

E' proprio quello che volevo dire. ;-)

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2016 ore 19:50    

Mi piace molto la frase che Juza ha adottato come suo motto
"Possa la bellezza essere ovunque attorno a me".
Naturalmente la bellezza a cui si riferisce il nostro boss è quella del creato, della natura che va rispettata e salvaguardata.
Ciascuno di noi ha il compito di rispettarla e salvaguardarla come individuo singolo e ancor di più lo dovrà fare chi riveste ruoli di responsabilità e chi gestisce i mezzi di comunicazione di massa.
Professarsi amanti del bello o della natura magari attraverso network dedicati e che poi organizza lo scempio grazie ai propri fotografi, reporter ecc. (si parlava di NatGeo, Murdoch) è immorale.
Per questo ringrazio Juza che consente a noi di poter fare quest'altra informazione attraverso il suo forum.
Detto questo per onestà intellettuale dopo aver parlato degli altri devo dire la mia su Juza.
Ebbene questo sito sarebbe davvero perfetto, se ci fosse da parte di Emanuele un maggiore coinvolgimento verso i temi ambientali, magari attraverso qualche intervento o articolo di condanna in più alle pratiche immorali e nocive che molti fotografi e reporter mettono in atto. Una presa di posizione forte che di tanto in tanto vada a ribadire e ricordare che questo è un sito che sta dalla parte ed a tutela della natura.


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