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Oggi ho visto un grande atleta.


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avatarsenior
inviato il 28 Maggio 2016 ore 21:49    

Penso che il nostro Vincenzo Nibali abbia fatto, oggi e ieri, due imprese sportive che dimostrano lo spessore dell'atleta ma più ancora dell'uomo.

Si può vincere in tante maniere: di classe, di prepotenza, di rapina, di astuzia, di intelligenza, di inventiva....

Nibali ha portato a casa una vittoria di tutto se stesso. Certo, ha ritrovato la forma nel momento in cui più poteva fare la differenza, quando la combinazione tra logorio del lungo impegno e sfiancamento delle grandi distanze e delle lunghe salite amplificano le piccole differenze di risorse.

Però, ha fatto qualcosa di grandioso e raro a vedersi nel ciclismo moderno.

Ha vinto da pugile più che da ciclista: ha provato a tirare i suoi colpi, ha subito e patito la crisi, ma anzichè cedere ha proseguito con tenacia e pazienza, si è ricostruito, ha capito i punti deboli degli avversari e li ha messi a nudo.
Ha capito di poter battere Uran e Valverde sul piano dellla brillantezza e l'ha fatto, ha capito di poter mettere in difficoltà Kruijswijk sul piano della tenuta, ha capito che Chavez era più brillante di lui e l'ha sfiancato con la velocità di base. L'ha prosciugato e poi l'ha battuto.

Ha avuto una forma rara di umiltà, quella di accettare di poter perdere tutto in cambio della chance di vincere. Moltissimi ciclisti, anche campioni, avrebbero speculato sul posto sul podio, magari sulla possibilità di scalare una posizione. Lui ha messo in gioco tutto, ha accettato il rischio di "saltare" se gli avversari si fossero dimostrati più forti del previsto. Se Chavez e Kruijswijk fossero stati più forti, probabilmente sarebbe crollato completamente.

E ha saputo tenere la squadra. Nelle difficoltà i suoi uomini chiave - Scarponi, Fuglsang, Kangaert - l'hannoseguito e non hanno lesinato nessun sacrificio, e se ha vinto lo deve a loro e alla sua capacità di tenerli legati e motivati.

Onore al merito. Ha vinto un grande, certo non il più grande, ma un grande. Grande in tutto: nelle gambe, nella testa, nel fegato e nel cuore.

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2016 ore 0:37    

Andrea, hai detto tutto. Vincenzo rimarrà nella storia del ciclismo.

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2016 ore 10:00    

Veramente un grande,aveva ragione,qualche anno fa Cassani a pronosticarlo tra chi avrebbe fatto bene nelle grandi corse a tappe. Chissà,magari riuscirà anche lui a fare in futuro l'accoppiata Giro/Tour,in Italia riuscita solo a Coppi ed al povero Pantani,le doti ci sono.

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2016 ore 10:29    

Caro Andrea..ho praticato ciclismo fiino ai dilettanti e tuttora lo pratico a livello amatoriale..Quello che ho visto al giro..e'stato un alternarsi di possibili vincitori ..Da Dumoulin,a Landa..(entrambi ritirati..),ai recenti Chaves all 'olandese Kruis ecc..,Valverde,Zakarin.Secondo te e'possibile ed e'normale (parlo di NIbali!).. prendere 2 minuti a cronometro in salita e non reggere il passo per 2 giorni in montagna dai migliori..e poi risuscitare come Lazzaro e fare il fenomeno fino a ieri..??Volevano ritirarlo dal Giro,avevano fatto fare gli esami a tutta la squadra..e poi il miracolo!!Chi corre in bici a certi livelli raramente riesce a sbloccarsi da un giorno all'altro.Faccio fatica a credere a quello visto finora..E la cosa assurda detta da Nibali..e'che si e'sbloccato dopo i 1800slm..dopo giorni di crisi..!Quando sappiamo bene..che se ti stacchi a 800slm a 1800slm prendi vagonate di minuti essendo l'aria piu'rarefatta..Nibali corre nel team piu'ricco del mondo..e hanno la cura per tutto!!Lo stesso Cassani ha storto il naso..dopo quello che ha visto..

avatarjunior
inviato il 29 Maggio 2016 ore 11:12    

vecchio problema quello delle cure miracolose io non sono ferrato nel tema e il ciclismo ho smesso di guardarlo da quando correva moser propio per le cure miracoloso che riescono a conpiere gli atleti che poveri loro non sanno quello che fanno e dico a livello di testa cioè lo sanno anche troppo bene e nella stragrande maggioranza dei casi sono propio loro a volerlo senza rendersi conto che ultimata la carriera ciclistica del loro fisico rimane ben poco di buono e riprendendo il l'accenno di andro 51 su pantani che secondo me la verità non verrà mai fuori cioè secondo me lui era arrivato al punto di non ritorno con le cure miracoloso e rendendosi conto in ritardo di quello che conportavano ... a voi le dovute conclusioni Triste

user58635
avatar
inviato il 29 Maggio 2016 ore 12:18    

finchè non saltan fuori gli altarini...

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2016 ore 12:58    

La resistenza alle condizioni ambientali è variabile altamente soggettiva. E' risaputo che Nibali sia atleta particolarmente proclive ai climi freddi e al meteo sfavorevole. Ci può stare che nelle specifiche condizioni di corsa dei grandi passi tra Italia e Francia si sovvertano certe scale di valori.

Il ciclismo, e lo sport in genere, oggi manifestano un estremo livellamento di valori e la differenza la fa spesso la minuziosa gestione dei picchi di forma. Una corsa di tre settimane presenta poi problematiche e carichi differenti da quellli di un impegno spot: è impossibile essere al massimo per tutto il periodo, il dispendio energetico è tale che non si riesce a reintegrare, gli atleti devono attingere alle loro riserve e arrivano al picco di forma quando il livello di riserve residuo (...sovrappeso?) si riduce al minimo ottimo che è il compromesso tra margine di riserva ed efficienza fisica, e contemporaneamente il livello di tossicosi metabolica non ha ancora intaccato le capacità di lavoro. La durata di tale picco di forma, soprattutto in assenza di tempi di recupero, è veramente minima. Se si riesce a posizionarla e sfruttarla nelmomento in cui produce le massime differenze di rendimento, viene fuori l'impresa.

Il discorso doping secondo me sarà magari attuale, ma non calza. Intanto gli "aiutini" ci sono per tutti, poi i controlli di oggi non consentono più le alterazioni macroscopiche ed eclatanti di 10-15 anni fa (per intenderci, oggi sarebbe impossibile produrre un fenomeno alla Armstrong), infine se andiamo a spulciare la storia del coclismo dobbiamo constatare che le grandi imprese, i grandi ribaltoni, i grandi soovvertimenti, erano più comuni quando il doping era solo una pastiglia di simpamina (cioè nulla).

Pensiamo al Coppi di "un uomo solo al comando del Giro d'Italia", sullo Stelvio nel '53.
Pensiamo al Tour di Bartali, che recupera quarti d'ora sulle alpi il 6 luglio 1948, dopo che l'attentato a Togliatti del 14 porta il paese sull'orlo di una guerra civile, pensiamo a Mercx che recupera un minuto a Baronchelli negli ultimi 700 metri delle tre cime di Lavaredo, al giro d'Italia '74.

Direi che il doping comprime le grandi imprese anzichè esaltarle...Oltretutto, le forme di doping che fanno veramente la differenza - EPO, ormoni - non sono l'acqua di Lourdes che adesso la tocchi e tra un'ora scatta il miracolo, prevedono strategie di trattamento di medio termine. L'unica pratica che potrebbe - uso il condizionale - sortire effetti immediati è l'autoemotrasfusione, boh...
E in ogni caso non penso che ad altri team quali Sky (solo per fare un nome) manchino i soldi...
A quei livelli il doping non è un vantaggio per nessuno. Può solo essere un handicap per chi non lo usa.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2016 ore 18:43    

riprendendo il l'accenno di andro 51 su pantani


Il caso Pantani è destinato a rimanere un mistero sul piano ciclistico e anche su quello giudiziario.

Voci interne all'ambiente del ciclismo (non ho mai avuto contatti con il professionismo, ma ho conosciuto gente inserita e qualche indiscrezione l'ho captata...) dicono che avesse rubato un po' troppo la scena a tutti gli altri e che fosse diventato un soggetto scomodo, da eliminare per mantenere certi equilibri economici e mediatici.

Molti sostengono che la sua schiacciante superiorità in salita, alla luce dei moderni metodi di preparazione che livellano molto le prestazioni, fosse difficile da spiegare...in effetti ricordo ancora la sua performance al Giro sulla salita di Oropa, quando attaccò e staccò tutti, patì un guasto meccanico, si fece assisteere dall'ammiraglia rimanendo staccato di oltre un minuto, risalì in sella, recuperò il ritardo e staccò di nuovo tutti di minuti...

Le ultime rivelazioni di Vallanzasca sollevano dubbi inquietanti, alimentati anche dalle posizioni quanto mai equivoche di diversi protagonisti del controverso controllo ematico che diede il via al suo tracollo.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2016 ore 19:29    

haa il ciclismo...per me il numero uno degli sport puliti... ho smessso di seguirlo almeno 15 anni fa.


avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 0:01    

Se la mettiamo su questo piano, possiamo sintonizzare la televisione su "Tempesta d'amore" e metterci una croce sopra. Il doping è una piaga trasversale a tutti gli sport, c'è doping nel ciclismo, nell'atletica, nel nuoto. C'è doping nel tiro con l'arco e nel tiro a segno (betabloccanti per favorire l'immobilità), c'è doping negli sport motoristici (usano amfetamine per alzare la soglia della paura).

Il ciclismo è lo sport più discusso perchè è il più controllato: perchè non introducono i controlli a sorpresa, la reperibilità e il passaporto biologico anche nel calcio? Ricordo solo una cosa: quando Simeone, il ciclista che tolse il coperchio al sistema di doping di Eufemiano Fuentes (operacion Puerto...) rilasciò interviste, disse testualmente: "Ho visto ciclisti, tennisti e calciatori, ma parlo solo dei ciclisti perchè se faccio altri nomi mi pelano vivo".

Intendeva dire che senza adeguate garanzie e coperture dalla magistratura, non poteva affrontare sul piano legale determinate persone. Nessuno insistette più di tanto per conoscere quei nomi e men che meno gli furono offerte le coperture...

Poi, se vogliamo cullarci nelle illusioni alimentate da Lippi (Nel calcio NON C'E' DOPING!! Negli altri sport non so, nel calcio NON C'E'DOPING!!)...

Ah, dimenticavo...nel ciclismo magari si vede correre qualche dopato, ma almeno l'esito delle gare non è stato deciso a tavolino da quattro calciatori venduti, una banda di malavitosi asiatici e la camorra...

Certo, hanno squalificato qualcuno per EPO ma non hanno mai arrestato o radiato nessuno per aver venduto le gare o corrotto i giudici di gara...tanto per parlare di sport pulito!!

Purtroppo siamo al punto che "il più pulito ha la rogna", e probabilmente i ciclisti non sono quelli che si grattano di più!!

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 18:57    

Andrea Ferrari +1

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 19:02    

Purtroppo siamo al punto che "il più pulito ha la rogna", e probabilmente i ciclisti non sono quelli che si grattano di più!!


può essere vero ma di sicuro Lance Armstrong s'è grattato un bel po' e continuerà a farlo per tutta la vita. ;-)

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 20:38    

Dice l'antiproverbio "chi non cerca non trova". Non ho mai voluto dire che il ciclismo sia sport "pulito". E' certamente uno degli sport in cui è iniziata la cultura del doping, per una semplice ragione: è lo sport di fatica per antonomasia.
Se un calciatore si allenasse la metà di quanto fa un ciclista, vincerebbe le partite da solo contro 11...
Oggi ha l'immagine dello sport più dopato per due ragioni: è il più controllato e non ha le coperture degli altri.

Armstrong era quello che era...e allora?? Maradona è stato pizzicato due volte, è ancora un mito, nessuno sputa dove ha camminato e nessuno gli ha revocato i pochi o tanti trofei che ha vinto.

I grandi dell'atletica da un bel po' di tempo vengono beccati tutti uno per uno (Swazer, Gibilisco, Carl Lewis, Ben Jonson, Michael Johnson, l'intera federazione russa, gli spagnoli, una quantità di cinesi, Marion Jones....tanto per scremare una ristretta elite...) più dei ciclisti, ma guarda caso lo sport "sporco" è il ciclismo.

Ecco, sui giornali c'è scritto che l'atletica ha molti più problemi di doping del ciclismo (basta contare il numero di positività venute a galla...), ma poi i lettori capiscono che il ciclismo è lo sport dei dopati.
Non so se vi ricordate il caso di una decina di anni fa, quando Gattuso e un altro paio di calciatori del Milan rifiutarono di sottoporsi al prelievo ematico per l'antidoping. Tutto a posto, ovviamente. Provasse a farlo un ciclista....

Secondo me nello sport di oggi ci sono due comportamenti di riferimento: avere l'onestà di mettersi in discussione e rischiare la reputazione per tentare di migliorare le cose, oppure nascondere la testa nella sabbia e seppellire le prove nei laboratori e negli archivi delle federazioni. Non parlatemi di doping si/doping no, non esistono sport puliti (magari esistono atleti puliti, ma è un'altro paio di maniche).

Tra i grandi movimenti sportivi popolari, il ciclismo è quello più vicino al primo modello: mi ripeto, gli altri, in primis i Lippi della situazione, parlino quando i loro atleti avranno accettato la reperibilità, i controlli a sorpresa e il passaporto biologico. Facile alzare la testa quando la mitragliatrice spara da un'altra parte...


avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 21:34    

Io spero solo che tra un po' non venga fuori che si dopava... (Ormai ho perso ogni speranza nel mondo del ciclismo)

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2016 ore 21:38    

Ricordate Floyd Landis?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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