user92930
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 17:27
Dicono che sia stata una morte lenta e indolore e tutto deve essere successo nell'arco dell'ultimo decennio. Forse troppi click digitali...troppe raffiche...troppi discorsi tecnici e poca sensibilità artistica, ma in realtà potrebbe essere solo una conseguenza naturale dell'evoluzione antropologica umana.. ovviamente a forza di fotografare tutto, non è rimasto più nulla di interessante da fotografare. Mi azzardo a dire che arriveranno giorni nei quali non esisterà più il fotografare, basterà premere un tasto al computer e si potranno avere sotto gli occhi tutte le foto che si vogliono.... urca mi sa che ci siamo già arrivati !!! |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 18:54
Mah ... facendo un giro per le tante, troppe, gallerie d'arte direi che la stessa cosa vale ormai per qualunque forma di espressione artistica legata alla visione (e anche la musica mi sembra che stia già sulla medesima china ) |
user92930
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 18:59
Riflettendoci un pochino.. in effetti è verissimo. Ormai l'originalità è diventata introvabile e si comincia a fare il passo del gambero. Anche nell'Arte e nella Musica... |
user92930
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 19:33
Ormai sono in troppi quelli che con l'avvento del Digitale hanno trovato il modo di fare soldi, alla faccia dei neofiti e di quella " povera defunta " della signora Fotografia. E' questo uno dei grandi problemi e di certo non aiuta... Farsi spillare dei soldi da qualcuno, solo per capire come funziona il sistema tempi/diaframma e farsi spiegare le regole base della composizione, è un'assurdità tutta attuale. |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 20:24
non è che è morta, non lo sarà mai, è che noi viviamo nel web ormai e abbiamo perso il contatto fisico con quella parte della fotografia stampata oltre al fatto che la categoria dei "fotografi artistici" , quelli storici o da books nel web non ci saranno mai, e non intendo che non abbiano il loro sito, ma nei vari forum e social mondiali a discutere come lo facciamo noi. |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 20:29
Credo che comunque il problema sia realmente più vasto e non possa essere circoscritto al fatto che la fotografia sia diventata un fenomeno di massa (la pittura lo è molto meno, ma non naviga certo in acque più tranquille). Semplicemente, l'insieme di valori che ha sostenuto per secoli le varie forme di comunicazione artistica (e non solo quelle) si è dissolto e non siamo ancora riusciti a costruirne uno nuovo. Quando parlo di "insieme di valori" intendo ovviamente un qualcosa che sia supportato da una condivisione estesa, con elementi comuni a tutta la stratificazione sociale. Non è semplicemente un discorso di tipo "morale"; il fatto è che le varie forme comunicative sono obbligate all'utilizzo di linguaggi che però, per loro natura, sono tali solamente se costituiti da regole ugualmente comprese e condivise dal trasmittente e dal ricevente. Oggi manca una cultura del linguaggio, di qualunque linguaggio, compreso quello scritto e parlato: basta vedere il testo di un qualunque messaggino tra due ragazzini per cominciare a credere che nemmeno le "parole in libertà" di Marinetti o di Balla fossero poi così astruse |
user92930
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 20:40
In realtà esiste una forma nuova di linguaggio comunicativo che è una sorta di non-linguaggio... probabilmente stiamo regredendo e tornando a primitivi grugniti. Secondo me il vero problema della Fotografia attuale è che è morta, ma dato che nessuno se ne è accorto, il cadavere non ha ancora trovato una degna sepoltura... e si sa che dopo un pò un morto comincia a puzzare. Ecco..buona parte della Fotografia dei nostri tempi, sa soltanto dell'odore fetido e puzzolente di un cadavere non ancora sepolto. |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 21:44
Secondo me per farla risvegliare, non bisogna partire da quello che sappiamo giá e poi cercare magari una nuova tecnica, una nuova strada da seguire o qualcosa del genere, dovremmo tornare alle origini e rifare tutto da zero, pero piu velocemente, di certo starci sopra 100 anni e poi da li credo verra l'ispirazione. |
user25280
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 21:52
Mah, questi discorsi di solito li sento da colleghi frustrati perché non hanno saputo adeguarsi al cambiamento imposto dalle nuove regole di mercato e si sono trovati a dover chiudere l'attività, oppure li sento da chi é convinto che la fotografia "quella vera" era solo la pellicola, perché la pellicola non si ritoccava (si certo come no). Che il mondo della fotografia sia cambiato, lo sanno tutti, che la fotografia sia morta, non penso proprio. |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 22:12
non so se è morta la fotografia, ma a me è morta la ciliegia.
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 22:20
Steve, in effetti il problema non è la tecnologia che viene utilizzata. In questo momento storico e culturale non è certo il ritorno alla pellicola la soluzione; se anche tornassimo a dipingere sulle pareti delle grotte, con l'ocra rossa mischiata all'urina, gli attuali problemi salterebbero comunque fuori. Il fatto è che la facilità con cui la rete permette di conoscere e far conoscere il livello culturale di tutti ha finalmente evidenziato l'estrema frammentazione delle idee, dei parametri di giudizio e delle forme comunicative che caratterizzano questo periodo. Onofrio, come possiamo pretendere che qualcuno seppellisca il cadavere se noi che lanciamo la richiesta lo facciamo a grugniti mentre chi dovrebbe soddisfarla risponde nitrendo?  |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 22:20
Ooo sei un grande!!! |
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 22:32
“ La Fotografia è morta e nessuno se ne è accorto !!! „ . L'arte non è mai morta, al massimo muore qualche artista. L'arte sopravvive a tutti, maestri e guitti. Quelli che guardano più volentieri indietro che avanti - di solito coloro che non accettano di avere ormai molto più passato che futuro - proclamano la morte di qualche mondo, di qualche attività, di qualche pensiero che li ha semplicementee sorpassati. Non voglio generalizzare, non è sempre così. E solo spesso così... “ dovremmo tornare alle origini e rifare tutto da zero „ Spero che questo dogma di verità riguardi solo la fotografia, mi troverei scomodo a vivere in una palafitta (=ricominciare da zero con architettura e urbanistica) e sarei molto preoccupato se a curarmi la gastroenterite arrivasse un tizio seminudo con un mascherone dipinto e uno scettro con le piume di fagiano (= ricominciare da zero con la medicina)... Scusate la franchezza, ma le cose poste così mi sembrano molto sconclusionate: se cominciamo a sparare proclami apodittici e di credibilità assolutamente autoreferenziale, dobbiamo prendere per buono che il mondo è già finito e non ce ne siamo accorti (se non sbaglio, siamo già fuori termine con le previsioni del calendario Inca), che Elvis Presley è vivo e ride di noi nascosto in un paesino degli USA e che l'olocausto è un'invenzione della propaganda americana. |
user86191
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inviato il 03 Aprile 2016 ore 22:37
“ oppure li sento da chi é convinto che la fotografia "quella vera" era solo la pellicola, perché la pellicola non si ritoccava (si certo come no). „ Io sono tra quelli, con la pellicola la finalità era la stampa e quello che usciva dal rullino era l'originale non modificabile punto, con il digitale si e avuta un'orgia di immagini tutte per lo più manipolate in pp la cui finalità e il monitor, si e persa l'originalità, non intesa come ricerca del proprio stile, ma come risultato dell'immagine fotografica che non e più unica,irriproducibile e non modificabile. La fotografia e morta, quelle che ci sono ora sono immagini, un'orgia di immagini, comunque la fotografia e in buona compagnia nel cimitero delle arti umane, lo condivide con la pittura che ha dato la sua massima espressività con l'impressionismo ed il post impressionismo, la musica con il rock Inglese e se qualcuno dissente gli chiedo, fra 40/50 anni ci sarà mai un pirlo che si ascolta gli One Direction oppure Justin Bieber, che su youtube raggiungono visualizzazioni con 9 cifre, miti digitali, fasulli come le immagini da monitor. |
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