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La fotografia d'avanguardia.


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user20639
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inviato il 09 Marzo 2016 ore 11:00    

La fotografia d'avanguardia, dove sarà?
Premesso che il passaggio da bianco e nero a quello del colore ha reso la fotografia molto più complessa, e altrettanto più difficile da comprendere. Il colore ha sviluppato un nuovo lessico visivo, libero da pregiudizi, alternativo alla fotografia composta. Ognuno con la propria grammatica.
Nei ultimi decenni non si raccontano più i grandi avvenimenti del pianeta che mostra cose degne di essere viste, come se i fotografi fossero gli occhi del mondo, ma si cerca di trovare immagini che aspirano a qualche forma d'arte, indipendentemente dal soggetto mostrato. E' una fotografia che rinnega il momento decisivo. Una fotografia che riduce le distanze fra fotografo e spettatore, che fa del banale, del quotidiano.

Guardare le opere di questi fotografi avendo in mente la fotografia degli Ansel Adams, o dei Cartier-Bresson, o dei Doisneau sarebbe come guardare le grandi tele, le grandi opere pittoriche, avendo negli occhi la pittura dell’Ottocento.
Splendidi, meravigliosi i Renoir o i Monet o i Cézanne... ma sono pittori dell’Ottocento.
Nel frattempo la pittura è andata avanti, si sono rincorse decine di avanguardie, e dipingere oggi come si dipingeva due secoli fa non avrebbe alcun senso.

Anche la fotografia, se non avanza retrocede e muore.
In quest’immagine non bisogna focalizzare l’attenzione sullo sfocato, sul mosso, sull’orizzonte storto... perché tutto questo non ha più alcun valore.
La foto va valutata all’interno dell’orizzonte grammaticale che ciascun fotografo si è scelto.
Può piacere o non piacere, ma questa è una splendida fotografia d’avanguardia.

Ci sono nuovi orizzonti, certo... Fra i tanti, la fotografia in 3D, la fotografia di concetto, le geometrie e tante altre, ma spicca la nuova possibilità di indagare nuovi punti di vista con la fotografia dall'alto, quella fornita e che piace ai giovani, fatta con droni, quadricottreri e ottocotteri.
Fotografia dall'alto, come se l'umanità cominciasse a guardarsi dall'alto, una visione più complessiva, non introspettiva e intima?
Invito le vostre opinioni...

avatarsenior
inviato il 09 Marzo 2016 ore 11:50    

Mi intriga il discorso, perchè è un dubbio esistenziale che mi pongo da tempo.
Un piccolo inciso, poi capirò come approfondire con un intervento che dia valore alla discussione, se ne sarò in grado.

La fotografia dall'alto in realtà è "solo" diventata alla portata di tutti/molti. Il pioniere è Edward Steichen.

(Di contro, altro inciso, quanto più le avanguardie "spingono" tanto più rinasce il classico. Pensiamo al vinile rinato nell'epoca del FLAC ascoltabile sul cellulare o al rifiorire della stampa al platino palladio od al collodio, nell'epoca delle stampanti che portano un livello semiprofessionale a casa nostra.)


avatarsenior
inviato il 09 Marzo 2016 ore 12:09    

Ci sono nuovi orizzonti, certo... Fra i tanti, la fotografia in 3D,

La fotografia in tre dimensioni secondo me non ha alcun senso. Infatti regolarmente appare e scompare perché penso che non interessi a nessuno.
La bravura di un fotografo si misura anche con la capacità di riuscire a mostrare in una stampa bidimensionale, come da sempre avviene, una scena tridimensionale facendo ricorso alla luce, alle ombre, alla sfocatura e ai colori.
Non mi devo mettere gli occhialini per vedere la tridimensionalità di una foto che altrimenti sarebbe piatta, la debbo percepire tridimensionale a occhio nudo e senza accrocchi

user20639
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inviato il 09 Marzo 2016 ore 12:54    

Il mio interesse su questo argomento è quello di indagare se altre persone hanno concezioni sulla fotografia dei nostri giorni, come la interpretiamo, quali sono le nuove idee...
Penso ci sia sempre e molto da imparare sulle esperienze di altri.

avatarjunior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 9:28    



avatarsenior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 10:36    

Leoconte ha un po' estremizzato il concetto, ma ha detto molte verità e ha introdotto un argomento reale.
è vero che la fotografia documentaria non cessa e non cesserà d'esistere, si pensi alle recenti immagini di Plutone, anche quelle sono foto documento associate ad una tecnologia impensabile nel passato, è vero anche che il momento da cogliere continua ad esistere.
Ma quanto sottolinea Leoconte è altrettanto vero, cioè che la fotografia ormai va seguita non per standard univoci ma per interpretazione degli autori.
Così se una donna cubista è oggettivamente mostruosa, va rivista in una lettura di una corrente, come un cavallo di Picasso, ecc...
Si passa da correnti più o meno riconosciute in pittura, a personalizzazioni interpretative, che nella fotografia sono ancora più frequenti e dominanti a causa della popolarità del mezzo.
Alcuni di questi modi, discendono fondamentalmente dalla "cultura dell'ignoranza" fotografica, dell'assenza di conoscenza di metodi classici, ma allo stesso tempo si crea la subcultura del selfie, del telefonino, che cresce ed è propensa a diventare a pieno titolo cultura fotografica altra.
La banalizzazione dell'immagine, nel momento in cui è popolare, trova sia prodotti approssimativi, forse la maggior parte, ma evolve anche in una forma nuova che influenza i nostri tempi.
D'altra parte esiste il fotoamatore evoluto che magari si appresta a fare arte dello sfocato. Quello che con una microcamera fa arte del cogliere l'attimo di nascosto.
Insomma, di correnti ne restano molte attive, e spesso all'interno di queste ciascuno ha la sua interpretazione di fotografia e nascono nuove immagini, tutte da capire e da scoprire.

user5164
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inviato il 10 Marzo 2016 ore 11:14    

Che bella discussione!
A mio avviso il momento decisivo resta l'essenza fotografica, per il resto ci sono altre forme d'arte che fanno meglio. Resta comunque un genere molto difficile, lo dimostra il fatto che nonostante l'aiuto della tecnologia molte foto di Bresson restano un gradino sopra, cogliere il momento decisivo e saperlo valorizzare al meglio in pochi istanti resta per pochi e resta sempre molto attuale!

avatarjunior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 11:19    

La fotografia è un'arte giovane se si pensa che la prima foto fu fatta nel 1826, e fra l'altro in questi anni sta conoscendo una vera e propria massificazione.Trovo che sia in piena evoluzione ,mai come oggi, e quindi sta vivendo un momento di grande trasformazione e ripensamento e sta proprio ai fotografi reinventarsi e reinventare la fotografia come forma di espressione piu intima.Oramai per fare una foto documentativa basta trovarsi sul posto,la tecnica,che fino a 15 anni fa era fondamentale,oggi serve sempre meno, le macchine fanno tutto da sole...le regole dei terzi etc...le si impariamo in un pomeriggio, e con poche ore dedicache chiunque riesce a fare foto decenti.A mio modesto avviso la fotografia si deve trasformare sempre di piu in un concetto piu intimo con connotati sempre piu artistici e meno documentativi se si vuole rinnovare.
Ciao

user15476
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inviato il 10 Marzo 2016 ore 14:20    

La bravura di un fotografo si misura anche con la capacità di riuscire a mostrare in una stampa bidimensionale, come da sempre avviene, una scena tridimensionale


La scena è a 4 dimensioni, quindi ancor più difficile. Il fotografo deve trovare le diverse possibilità nel tempo e nello spazio.

user20639
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inviato il 10 Marzo 2016 ore 18:14    

Asio, dipende tutto dagli occhi con cui si guardano le cose... La fotografia da il suo contributo in questo. Hai ragione a dire che mai come oggi le immagini sono documenti della vita, ma sappiamo che non ci si può più fidare di loro per gli avvenimenti decisivi: la manipolazione è all'ordine di tutti i giorni.
Certo però, l'autorità della fotografia nella testimonianza non è più quella del passato. I tempi cambiano.

Grazie Ooo, hai colto esattamente quello che volevo dire nella mia domanda e ricerca.

Adrian, è l'uso e l'abuso che è cambiato, forse per il fatto che sono stati scoperti i retroscena e le mistificazioni della fotografia documentaristica. Mai fidarsi, è una prassi nelle immagini.

Bonky, d'accordassimo con il tuo esempio.

Marameo, come diceva Bonky, la fotografia è un arte giovane, anche secondo me rimane ancora molto da scoprire...

Rimane la domanda: quali strade stiamo percorrendo adesso?

avatarjunior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 18:29    

Sul piano psicologico fotografarsi dall alto e un sintomo di inferiorita dal punto di vista di chi ti guarda.. cosi si insegna nella fotografia di moda, cioè la fotografia più sperimentale in termine creativo a mio avviso.Riprendo.

Infatti se uno guarda una foto dove la modella e sul tuo stesso piano o ancora meglio, superiore, cioè una ripresa dal basso tanto per capirci, da molto "potere" al soggetto su chi lo guarda inconsciamente. Come se questa modella , con questo vestito sia un gradino sopra di te. Insomma si parla di strategia pubblicitaria. La mia domanda e, gli autoscatti con questa moda di fotografarsi dall alto, per me che navigo su facebook inconsciamente li vedo un gradino sotto di me? La mia e solo una riflessione o un ragionamento.


A mio parere le vecxhie foto in bianco e nero erano molto più significative di quelle odierne, salvo certi artisti, ad esempio steve mccurry. Dove entrava nelle situazioni e nelle vite altrui, e fotografava. e direi che ne sono usciti dei capolavori molto significativi che sono entrati nella storia. ma noi fotografi cerchiamo di dare un significato alle foto, oppure cerchiamo davvero solo l'arte, senza raccontare nessuna storia! ??

Per me ora siamo tutti "fotografi" nel senso abbiamo tutti facile accesso ad una reflex, un cellulare con fotocamera integrata, tutto questo caos di immagini non fa emergere a mio parere i veri fotografi. Una volta , essere un fotografo era come essere un dottore, cioè che era una vocazione, e pochi avevano accesso alla fotocamera!


user39791
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inviato il 10 Marzo 2016 ore 18:35    




user20639
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inviato il 10 Marzo 2016 ore 19:47    

Grazie Filiberto,
considero la Valtorta una figura autorevole, anche per la responsabilità che ricopre nel suo museo e in gran parte posso condividere.
Ho ben presente molte delle tante opinioni degli analisti professionisti, che ritengo di buon senso e condivisibili.....Ma ho molto piacere sapere, delle persone di adesso con la reflex in mano cosa ne pensano...
Ritengo che le novità e le intuizioni, nascano sempre dal basso. Gli analisti, spesso, non frequentano gli ambienti della semina e dei germogli, volano molto più alti e certe cose le perdono di vista. Nuovi cenacoli di fotografia, nuove esperienze svalutate che poi si affermano, impressioni perdute o impressioni che si condividono. Rimane molto da dire...

Il Gian, mi piace molto inoltrarmi nelle fessure dell'antropologia psicologica della fotografia... questa è una delle strade più importanti da percorrere, ormai le aziende assumono psicologi al pari dei tecnici.

avatarjunior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 22:05    

Si io sto cercando di prenderla, non tanto per farmi assumere da un'azienda ahahah

Ma comunque perchè a mio avviso si vedono molte foto ma con poco significato a livello emozionale, ormai si e arrivati a fotografarsi le gambe con svariati panorami come sfondo, a fotografare cibo solo per far vedere cosa si sta per consumare.. insomma queste cose sono a mio avviso deludenti, cioè sono "rami" che non comprendo forse, ma secondo me la Fotografia ,con la F maiuscola, è quella in cui racconti un pezzo della tua storia in quanto autore della foto, racconti ciò che secondo la tua mente, attraverso i tuoi occhi, è il tuo mondo. La fotografia è un pezzo di te che lasci al mondo e a te stesso, in modo da rivederla a distanza di anni e ricordare il momento, l'odore dell'aria e i pensieri di quell'istante! poi oh, io stesso pubblico cose inguardabili eheheh ma ci sto lavorando, perchè essendo entrato nella fotografia solo qualche anno fà, sto cercando di rendere la mia fotocamera un pezzo di me stesso, o forse un arma per "cacciare" i momenti che per me sono importanti!

Un'altra mia opinione! buona serata!

avatarsenior
inviato il 10 Marzo 2016 ore 23:46    

Francamente non mi sono mai interessato della questione, come appassionato non mi sono mai posto grandi problemi. Vedo che su questo forum si citano invece tanti pensatori o figure autorevoli del settore che non si sa cosa facciano e perché parlino così tanto. Un amico mi regalò un grosso libro di fotografia che non conteneva neppure una foto, peccato che non ricordo il titolo e forse l'ho buttato... però, penso che per spiegare una foto bastino poche parole, poi un libro intero senza immagini contraddice la fotografia in generale, per me non ha senso.
Magari i risultati di tanto parlare sono le foto presentate nel sito appena citato www.yet-magazine.com/13 non mi sorprenderebbe, difatti per me sono al pari del film sulla Corazzata Potemkin, che però almeno è di un'altra epoca e può avere senso nel suo contesto. Adesso quel tipo di foto sono autolesionismo; però ovviamente ognuno è libero di martoriarsi come e quando vuole. Non penso che sia il futuro, semmai un passato lontano.
La fotografia mostra agli altri ciò che ha visto il fotografo. Non è detto che questo meritasse di esser visto.
La fotografia è un pezzo di te che lasci al mondo e a te stesso, in modo da rivederla a distanza di anni e ricordare il momento, l'odore dell'aria e i pensieri di quell'istante!

Poiché solo il fotografo ha sentito l'odore dell'aria e fatto pensieri in quell'istante, va da se che quel tipo di fotografia piace solo a chi la fa.
Secondo me, adesso ci troviamo nella fase di crescita e sviluppo della fotografia digitale, dunque come avvenne col rinascimento in campo pittorico, anche qui si dovrebbe puntare alla perfezione e totale padronanza del mezzo, cosa che si sta facendo, inteso come processo completo di scatto ed elaborazione dell'immagine in ogni sua forma creativa.
Che le immagini siano vuote o piene di significato poco importa. Quindi cosa significa, sicuramente il pensiero non sarà condiviso da molti, ma per me scattare una foto ed estrarla e mostrarla come uscita dalla macchina non è arte, perlomeno non più. Mi pare che l'evoluzione stia andando in direzione di ricercatezza e tecnicismo assoluto.
Poi, visto che le mode sono girevoli, una volta finito questo passo evolutivo, immagino si prenderanno altre strade.


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