JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Come sopravvivere alla pellicola e avere successo il caso di fujifilm


  1. Forum
  2. »
  3. Tema Libero
  4. » Come sopravvivere alla pellicola e avere...





avatarsupporter
inviato il 15 Gennaio 2016 ore 13:05    

Vorrei condividere con voi per gli spunti di riflessione del caso un articolo di oggi del Corriere della Sera dal titolo Come sopravvivere alla pellicola e avere successo il caso di fujifilm .

Riporto a seguire la sola prima parte, la seconda parla esclusivamente dei nuovi modelli, ma per quelli ci sono già svariati post dedicati.

Gli spunti a mio avviso più interessanti riguardano il mercato fotografico e le sue costanti evoluzioni tecnologiche. Decine di post qui su Juza sono già stati aperti su reflex Vs mirrorless.

Dopo la lettura dell'articolo a seguire sono curioso di leggere le vostre riflessioni.

Fuji è una marca che a me (canonista impenitente), personalmente, interessa molto.


Nel mondo della tecnologia non mancano le aziende salvate all'ultimo minuto (o poco prima) e poi fatte prosperare, anche oltre le più rosee aspettative. La Apple del ritorno di Steve Jobs è un esempio facile da ricordare. Quando però si parla di aziende che, nel giro di pochissimi anni, vedono letteralmente sparire sotto i piedi la principale fonte di ricavi, trovare casi di riconversioni vincenti diventa più complicato. Fujifilm è un esempio da manuale, che ha fatto e farà scuola. Come ricordava in un'intervista al Corriere del febbraio scorso, il numero 1 Shigetaka Komori, "la domanda di pellicole fotografiche ha raggiunto il picco nel 2000. In quel momento, i prodotti fotografici rappresentavano il 60% del nostro fatturato e due terzi dei nostri profitti. La rapida diffusione delle fotocamere digitali ha innescato una flessione drammatica nella domanda di pellicole fotografiche, causando la drastica contrazione del nostro core business dal 2003?. L'azienda giapponese però è stata abbastanza lungimirante e visionaria da spostare completamente, e con rapidità, il proprio asse. Per il bilancio annuale, che chiuderà a fine marzo, sono previsti ricavi in crescita per oltre 19 miliardi di euro e un utile netto di circa 880 milioni di euro, anche qui in netto progresso sull'anno precedente. Il 47% dei ricavi viene dall'area prodotti e soluzioni per l'ufficio (Fuji Xerox è una joint venture con il marchio Usa che inventò la fotocopiatrice). Un altro 38% da soluzioni avanzate per l'industria (materiali, sistemi grafici, display, etc) e per il medicale/salute. La "storica" area legata all'immagine è limitata al 14,5% dei ricavi totali.
X-Series
In circa 10 anni, Fuji ha dunque modificato completamente il suo assetto, resistendo al terremoto digitale che ha travolto (con differenti sfumature) le ex rivali Kodak, Polaroid, Agfa. Non per questo però Fuji ha abbandonato il settore dell'immagine. Anzi, 5 anni fa, intuendo il tracollo del mercato delle fotocamere compatte (colpa degli smartphone), ha puntato tutto sul nuovo filone delle macchine "senza specchio" (mirrorless, per differenziarle dagli apparecchi Reflex) creando i modelli X-Series che ora festeggiano i primi 5 anni di vita. In questo primo lustro hanno raggiunto un buon livello non solo di vendite ma anche di consensi da parte di appassionati e professionisti. Una buona nicchia in un settore, quello delle mirrorless, che sembra reggere la crisi meglio di altri (Reflex incluse).
I punti di forza
I modelli X di Fuji negli ultimi anni hanno mostrato diversi punti di forza. Fotocamere robuste e dal gradevole look vintage, con chiari richiami allo stile rangefinder. Ma anche con alcune peculiarità a livello tecnologico, a partire dal sensore APS-C X-Trans, che usa uno schema di colori proprietario invece del tradizionale Bayer. Negli anni Fujifilm ha costruito un ricco set di lenti per le sue macchine, con obiettivi adatti a soddisfare anche le esigenze dei professionisti, sui cui l'azienda giapponese ha lavorato moltissimo: oggi sono 480 gli "X Photographers", selezionati in tutto il mondo, che aiutano a sviluppare i nuovi modelli. Le varie ghiere piacciono molto a chi vuole usare la macchina in manuale: il tutto è decisamente meno intuitivo di concorrenti come Sony, oggi leader tra le mirrorless, ma nulla vieta di settare tutto in automatico, e con buon profitto in termini di qualità. Un altro punto che ha convinto molti appassionati è l'attenzione agli acquirenti, con l'aggiornamento continuo del firmware (il "software di base") dei vari modelli. Cosa che per molti concorrenti, anche assai blasonati, non sempre accade.



malditech.corriere.it/2016/01/15/foto-come-sopravvivere-alla-pellicola

avatarsupporter
inviato il 16 Gennaio 2016 ore 18:51    

Concordo in pieno quanto scrivi. Ebbi ad usare prodotti Fuij analogici, tutti ottimi- Ho testato una fotocamera digit. e mi è piaciuta molto. Non so andare oltre perché appartengo alla fotocamera a lastre. Grazie, ho trovato istruttivo il tuo commento- Ciao-FB-

avatarsupporter
inviato il 17 Gennaio 2016 ore 19:54    

Grazie mille Franco, detto da un maestro come te non posso che condividere e essere lusingato

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2016 ore 20:29    

Sono stati decisamente bravi. Ovviamente la cosa che continua a esistere con lo stesso nome è la holding: i vari pezzi controllati saranno cambiati più volte.

Se nei primi anni '90 il Nostradamus di turno avesse predetto una tale vittoria di Fuji su Eastman Kodak, lo avrebbero preso per pazzo.

Credo che la mossa vincente, rispetto agli eterni rivali, sia stata il prendere sul serio l'avvento del digitale già negli anni ottanta, iniziando a cambiare tutto il management per tempo.


avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2016 ore 20:40    

Ciao,un marchio al quale sono particolarmente affezzionato,hanno saputo differenziare la produzione,raggiugendo una fetta di pubblico,che va conquistato,con la bonta' de prodotto il cliente è soddisfatto e la posizione si consolida.Aveva delle pellicole di qualita',ma non con la fama e la diffusione,della famosa casa gialla,poi fece il botto con quella famosa pellicola.Ci fu un tentativo di promuovere l'aps-c a pellicola da parte dei maggiori marchi, che non ebbe successo e per poi trovare riscontro nella produzione dei primi sensori.Anche kodak inizialmente produceva sensori,poi non so cosa sia successo.Ricordo che a meta' degli anni 90" i maggiori produttori di pellicole e macchine fotografiche cercarono di pianificare il futuro che stava arrivando con l'avvento del digitale,alcune di quei colossi sono spariti o il settore è stato rilevato da altri.
Quando ho iniziato ad appassionarmi di fotografia con le prime riviste amatoriali,le strategie di canon erano molto diverse e il marchio in ascesa.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2016 ore 23:17    

Sugli altri casi interssanti di transizione dall'analogico al digitale (anche tra chi non produceva pellicole) è notevole il caso di Pentax. Oggi sopravvivono abbastanza bene, ma su una scala completamente diversa da quella degli anni ottanta; quando erano ben davanti ai due leader attuali.

avatarsenior
inviato il 17 Gennaio 2016 ore 23:29    

anche la Ilford leader dell'analogico in bn, sua la prima pellicola diapositiva in bn ma morta precocemente, ha subito pesanti danni fino al fallimento totale.......

avatarsenior
inviato il 18 Gennaio 2016 ore 0:23    

mi ricordo la mia prima digitale una fuji s pro 2 che conservo ancora con molta gelosia,per non parlare poi delle mirrorless,che fuji ha saputo ha sviluppato con tanta pazienza senza nessuna fretta a differenza dei concorrenti che buttavano sul mercato tonnellate di spazzatura,ad oggi nessuno è riuscito ad eguagliare i colori delle mirrorless fuji specialmente nell'effetto pellicola,rimangono gli unici ad essere riusciti a trasferire le loro pellicole astia,velvia,provia anche sul digitale,mi dispiace gli altri stanno ancora a guardare e per molto tempo ancora credi,si preoccupano solo di buttar sul mercato mirrorless full frame o da 5000 euro con un'ottica fissa fatta di plastica,però si sà il mondo è bello perchè avariato.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.





RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)


 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me