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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:21
Buongiorno ragazzi, arrivò a domandare qui dopo aver cercato su juzaphoto ed altri siti internet la risposta ma ancora la situazione non mi è completamente chiara. Personalmente possiedo una d750 ed un nikon 14-24. Da vari corsi, libri e internet ho capito che i diaframmi da utilizzare in paesaggistica generalmente sono f8,f11 e alle strette f16 , raramente oltre per non cadere in diffrazione e perdere nitidezza, tuttavia non mi è ancora chiaro il concetto del: perché,scegliendo fra i tre diaframmi elencati dovrei sceglierne uno piuttosto che un altro? Parlo di scatti a cavalletto quindi senza considerare la questione tempo del mano libera. Già il 14-24 perde nitidezza a f16? Questa domanda perché nonostante la buona attrezzatura non sono ancora soddisfatto della nitidezza delle mie foto, specialmente paragonandole a quelle che vedo dalla scheda del 14-24 e perché questo aspetto della teoria non l ho capito. Ringrazio anticipatamente delle cortesi risposte. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:02
Non è proprio chiarissimo il senso della tua domanda: la fotografia, sai bene, è un compromesso tra tante variabili e le prime, e più importanti, sono la classica terna iso-tempi-diaframmi. Ora credo di aver capito che il concetto di diffrazione dovrebbe esserti chiaro: quando i raggi di luce passano attraverso una piccola apertura, cominciano a disperdersi (esattamente tendono a divergere) e interferiscono l'uno con l'altro (immagina un flusso d'acqua che viene costretto a passare attraverso un foro diventando più irregolare, vorticoso). Per aperture maggiori l'effetto è trscurabile, ma diventa maggiore e peggiora l'immagine quando la dimensione dell'apertura (f/16, f/22 e oltre) diminuisce rispetto alla lunghezza d'onda della luce che passa attraverso il foro (il diaframma). Entro certi limiti, chiudendo un po' il diaframma, si migliorano le caratteristiche dell'obiettivo (ma bisognerebbe conoscere le curve MTF tipiche di quell'obiettivo). Oltre, cioè chiudendo ancora il diaframma, la qualità generale, per la diffrazione, peggiora. Ora, scattando ad un paesaggio, è inevitabile trovare il compromesso giusto: se hai bisogno di una notevole profondità di campo (tutta la scena nitida, dal primo piano al cielo in fondo) sarai costretto a chiudere il diaframma e ti dovrai accontentare di un po' di diffrazione, sempre conoscendo le caratteristiche del tuo obiettivo Per inciso, il Nikon 14-24 è, di per sè, uno splendido obiettivo. Per le tabelle della profondità di campo puoi consultare Dofmaster.com che ti indicherà l'iperfocale , cioè con quell'obiettivo cosa puoi avere a fuoco ad ogni diaframma. Se non hai bisogno di una estesissima profondità di campo, potrai utilizzare i diaframmi migliori e una migliore (teorica) nitidezza (devi quindi studiarti anche le curve caratteristiche del TUO obiettivo per conoscerlo meglio; vedi Photozone, i test di Tutti Fotografi e del centro studi Progresso Fotografico). Ovviamente la nitidezza dipende da tanti altri fattori: oltre alla risoluzione dell'obiettivo e del sensore ( e, fin qui, tu sei messo bene), stabilità del sistema (quindi uso di un cavalletto stabile, del sistema alzo preventivo dello specchio per evitare vibrazioni e uso del telecomando per evitare di toccare la reflex durante lo scatto), per finire con una adeguata postproduzione, la meno invasiva possibile, e di maschere di contrasto giuste. Ovviamente i migliori risultati li ottieni a valori iso bassi. Ma il tutto è sempre frutto di una serie di compromessi. Talvolta è la stessa composizione e/o il porre un soggetto a fuoco circondato da abbondanti zone non a fuoco che danno una SENSAZIONE di maggiore nitidezza. Spero che ti sia di un piccolo aiuto (...ma non sono un paesaggista esperto...) |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:18
Innanzitutto grazie della risposta,so che la domanda è anche essa confusa ma è figlia della confusione che ho nel cervello. Cerco di spiegarmi, ammesso che io debba scattare una foto a tutta la scena ed abbia bisogno di profondità di campo fino al infinito, cosa mi fa propendere per un diaframma f16-14 anziché un f8-f11? A foto viste su juzaphoto ci sono splendidi paesaggi completamente a fuoco già a f8. Grazie! |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:22
Fino a infinito ma a partire da che distanza? Perche' nell'unica foto da te postata, puoi scattare a qualsiasi diaframma a partire da 5,6 mettendo a fuoco il primo piano in foto, che l'infinito va a fuoco da se. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:31
leggiti per bene le tabelle Dofmaster e capirai. Un diaframma più chiuso ti darà la possibilità di mettere a fuoco da pochi centimetri all'infinito. Questo è vero ancora di più per un supergrandangolare, cioè quanto minore è la focale dell'obiettivo otterrai più soggetti a fuoco a varie distanze. In soldoni, dovrai controllare con le tabelle e, in parte con il tasto della chiusura effettiva del diaframma, cosa è a fuoco. Probabilmente nei paesaggi tutti a fuoco a f/8 c'erano due condizioni: una focale piccola (a 14 mm la profondità di campo è maggiore rispetto, a d esempio , a un 35 mm) e perciò risultava una zona maggiore a fuoco, oppure il soggetto era abbastanza lontano e questo permette, per ottenere un tutto a fuoco, di chiudere di meno. Se, al contrario, vuoi vedere tutto a fuoco da pochi centimetri all'infinito, sono inevitabili due cose, un supergrandangolare (14 mm) e una notevole chiusura del diaframma |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:32
Nono quella è una vecchia foto fatta molto tempo fa, una delle prime. Diciamo che ho un oggetto in primo piano a 2-3 metri. Se non erro metto a fuoco a 5-6 metri e utilizzo f8. In questo caso fra f8-f11 non dovrebbe cambiare niente o sbaglio? |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 14:43
Stefano, neanche io sono un paesaggista, ma la tua domanda non ha molto collegamento con la fotografia paesaggistica specifica, ma con la fotografia in generale. Credo che ci siano troppe variabili da descrivere "via forum" per darti una risposta, probabilmente approfondendo le tue conoscenze tecniche e la tua esperienza, troverai il giusto compromesso tra composizione, ISO, cavalletto, obiettivo, focale, diaframma, post produzione ecc ecc. Anche il meteo ha la sua importanza nella realizzazione di uno scatto. Poi considera anche che ognuno di noi ha una propria idea di nitidezza. Riassumendo, credo che la tua attrezzatura sia eccellente per paesaggistica, forse manca solo un pò di esperienza e prove. Almeno, questa è la mia opinione. |
user53566
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 17:22
Quando fotografi il sole (tramonto alba) se vuoi il sole a forma di stella con molte punte devi chiudere il diaframma molto, per me è solo in questi casi, però attenzione alla polvere sul sensore che si nota solo a diaframmi molto chiusi! Poi c'è la post prod. che risolve tutto o quasi |
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