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Se è giusto che la cultura sia pubblica e laica


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avatarjunior
inviato il 07 Dicembre 2015 ore 22:05    

Su proposta di Leoconte, apro qui un thread sulla cultura. In particolare, come da titolo, se è giusto che sia pubblica e laica. Riporto di seguito il parere di Leoconte, buona lettura:

Il mio parere: Lo stato laico, in questo momento è il male minore, sia chiaro.
Gli stati laici, la cultura, la propinano solo per formare dei bravi consumatori, siamo ben lontani da una cultura libera.
Ecco, che per fortuna ci sono anche altre culture, quelle dei privati, quelle religiose e molti altri modelli.
Però, se tu volessi far fare a tuo figlio una scuola che trova lavoro immediatamente appena diplomato, dovresti trovare una scuola libera, è molto cara. Ci sono anche in Italia, ma costano, le fanno solo i figli dei ricchi.
La cultura è sempre un parere, una filosofia, anche la scuola di stato laico è una cultura di parte e frettolosa. (Ogni paese scrive la storia dell'Europa in maniera diversa, 26 paesi, con 26 storie diverse). Le scuole vere, quelle libere sono molto dure, molte ore di studio, sono collegi permanenti, dove si insegnano tutte le culture e si paga molto. Ci sono molte materie e si formano persone che vogliono imparare a tutti i costi.
Ci sono gli insegnanti migliori e meglio pagati, ci sono molti viaggi e tutte le comodità per non distrarre lo studente, vige la dittatura della buona educazione. Non si ha nessun appoggio o aiuto dai genitori, loro devono solo pagare, se non ci sono risultati sufficienti si viene espulsi e si va in scuole che costano meno che ti fanno fare 3 anni in uno, care anche quelle.
Ma è come una mazzata per l'avvenire.
Puoi comprendere il significato della scuola vera e libera dagli antichi greci, sono loro che hanno inventato le scuole moderne, quelle ad alto livello. Dove si impara a ragionare e non si viene inculcati di nozioni o dottrine. Il padre della pedagogia e della scuola è Socrate, è stato lui a scoprire i fondamenti " più si impara e più scopriamo di non sapere", invece gli asini sanno tutto e sono sicuri di tutto.
Ma tutto questo è solo l'inizio della cultura.


Voi cosa ne pensate?
(Naturalmente Leoconte sarà tenuto a rispondere a eventuali critiche)

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 1:05    

Si può avere un esempio reale di una scuola italiana in Italia che risponda a questi requisiti, di quelle che fanno tutte queste belle cose e con insegnanti migliori e meglio pagati?

user20639
avatar
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 6:18    

Richard,
la mia proposta era quella, che tu potessi aprire un argomento sulla cultura fotografica che più ti piaceva, forse per il fatto che avresti voluto spaziare su altre tue proposte culturali, o in prosecuzione al dibattito precedente.
Mentre ora, dal tuo invito, dovrei dare un commento sul mio commento? Non capisco, esattamente?

Comunque, sono ben contento che la storia è arrivata a comprendere, a promuovere la divisione, fra lo Stato e la Chiesa.
Sono altrettanto contento che lo Stato democratico: lasci la libertà di insegnare qualsiasi cultura o credenza... nel rispetto e per la finalità del bene comune.
Per noi tutti, le culture sono testimonianze della realtà, ossia un metodo per analizzare e interpretare la realtà, come la fotografia è strumento per l'analisi del reale: anche le culture sono strumenti. Il soggetto rimane sempre l'uomo.

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 11:03    

Trovo alcune affermazioni molto pesanti

Lo stato laico, in questo momento è il male minore, sia chiaro
come lo vorresti, confessionale?

Ecco, che per fortuna ci sono anche altre culture, quelle dei privati, quelle religiose e molti altri modelli.


Ma dove sono tutte queste cose? Di cosa parli? Illuminaci

divisione, fra lo Stato e la Chiesa...libertà di insegnare...finalità del bene comune...le culture sono testimonianze della realtà...la fotografia è strumento per l'analisi del reale


Non devi fare un commento al tuo commento, ma al mio, a una domanda ben precisa.

Si può avere un esempio reale di una scuola italiana in Italia che risponda a questi requisiti, di quelle che fanno tutte queste belle cose e con insegnanti migliori e meglio pagati?


Ci sono delle affermazioni molto forti in quel testo, non mi sembra un gran che eludere la domanda buttandola sui massimi sistemi


user20639
avatar
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 11:49    

Giuliano,

Si può avere un esempio reale di una scuola italiana in Italia che risponda a questi requisiti, di quelle che fanno tutte queste belle cose e con insegnanti migliori e meglio pagati?


Di cosa stiamo parlando, di scuola mi sembra? Allora WWW. e informati, io non posso fare pubblicità.
Sono questioni comuni, le scuole di questo stato le conosciamo tutti, non occorre che io le illustri.....
Ma se vuoi parlare del merito e del senso, sono qui.
Se mi chiedi i nomi delle varie scuole che operano in questo stato le trovi da solo... Poi fai la tua classifica con le tue informazioni.

La libertà di insegnamento, certo, lo stato laico, deve lasciare la libera facoltà ad altre scuole di poter insegnare culture diverse, sempre nell'ambito del bene comune (se ci fosse una scuola dello scasso delle casseforti non credo sarebbe accettata).

Forse trovi forti queste affermazioni, per il fatto che non ti sei mai posto esattamente delle domande pratiche sull'argomento.

Ad esempio, le scuole di fotografia sono quasi tutte private.....che ci sarebbe di male, eppure si insegnano le culture...No?




avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 11:54    

Banali luoghi comuni, parlate di cose che conoscete

avatarjunior
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 15:01    

Dunque, ricapitoliamo, prima dice:
@Leoconte
Il mio parere: Lo stato laico, in questo momento è il male minore, sia chiaro.
Gli stati laici, la cultura, la propinano solo per formare dei bravi consumatori, siamo ben lontani da una cultura libera.
Ecco, che per fortuna ci sono anche altre culture, quelle dei privati, quelle religiose e molti altri modelli.


poi dice
Comunque, sono ben contento che la storia è arrivata a comprendere, a promuovere la divisione, fra lo Stato e la Chiesa.
Sono altrettanto contento che lo Stato democratico: lasci la libertà di insegnare qualsiasi cultura o credenza... nel rispetto e per la finalità del bene comune.


Ma tu, ti ascolti mentre parli? In una frase una cosa, in un'altra il suo opposto............
Mah... e comunque
1. stato laico significa che la religione non centra! Il sapere DEVE ESSERE SVINCOLATO da qualunque religione. Quindi niente scuole religiose (perchè ci sono?).
2. Perchè la cultura sia "libera" è necessario che tutti ne possano essere partecipi. Come cribbio fai a dire che è libera se la rendi privata, visto che la metti in mano a un cittadino che può distorcerla a proprio piacimento? E come può essere libera se non tutti vi partecipano (perchè non tutti possono permettersi scuole molto costose)?

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 18:46    

(perchè ci sono?)

Hai voglia, se ci sono, dal nido alla laurea, e prendono un sacco di soldi dallo stato, tolti alle scuole pubbliche

Perchè la cultura sia "libera" è necessario che tutti ne possano essere partecipi. Come cribbio fai a dire che è libera se la rendi privata, visto che la metti in mano a un cittadino che può distorcerla a proprio piacimento? E come può essere libera se non tutti vi partecipano (perchè non tutti possono permettersi scuole molto costose)?


approvo

user20639
avatar
inviato il 08 Dicembre 2015 ore 23:35    

Richard, non sarà facile fare sintesi.
Nelle due frasi (mie), da te citate, non vedo contraddizioni...
La prima è un piccolo parere sulle finalità dello stato laico e democratico, che purtroppo, con le sue scuole non forma cittadini in grado di formarsi per una convivenza civile, ma per un sistema economico basato sul consumismo estremo ed esasperato (i risultati ambientali sono sotto gli occhi di tutti).
L'altra, è un piccolo storico fra Stato e Chiesa, che ritengo un passo avanti nelle libertà civili e politiche.

Il motivo di opposizione riguarda la costruzione della convivenza pacifica in una società pluralistica. Le scuole private che nascono sulla base di una ideologia culturale o religiosa accentuano le diversità e le trasformano in appartenenza identitaria, un aureo recinto da cui si guarda tutto il resto con ostilità. Il già difficile equilibrio della società pluralistica scivolerebbe verso forme di razzismo e di violenza.
L'interminabile conflitto dell'Irlanda del nord dipende anche dal sistema delle scuole private in mano alle fazioni opposte, dove l'educazione viene piegata agli interessi di parte e alla opposizione ideologica, che inevitabilmente sfocia in quella armata. Se i giovani cattolici e protestanti vivessero assieme nella stessa aula per un decennio circa, imparerebbero a non demonizzare l'altro e a convivere pacificamente oltre le diversità religiose e sociali.

Sostituite alla scuola pubblica ad altrettante scuole di parte, mancherà, tra tanti mugnai intenti a trarre l'acqua al proprio mulino, chi sia consapevole che gli alunni non sono l'acqua per far girare le ruote del proprio mulino, né il grano da schiacciare con la macina per farne della farina da impastare a piacimento. Anche la solidarietà nazionale si frantumerà in tanti egoismi, sempre pronti a combattersi per l'interesse di parte, a costo di danneggiare, e persino rendere impossibile, la vita collettiva.

Altrettanto vero è, che la scuola privata o quella pubblica, quando si fa libera, ne esce un cittadino a tutti gli effetti capace di distinguere i pericoli culturali che sfociano in ideologie. Questo può succedere in tutte le scuole che usano il metodo della ragione e con quello della ricerca umanistica, quindi l'uomo, prima della scienza e della tecnica.

In definitiva, non dipende da scuola pubblica o privata la bontà dell'insegnamento, ma dal grado di libertà che offre il tipo di istituzione, che può variare nelle epoche, secondo le contaminazioni.

Poi come ho già detto, Socrate insegna ancora adesso: "so di non sapere". Più si impara e più ci rendiamo conto dell'infinito che dobbiamo ancora capire.
Mentre gli asini sanno tutto e sono sicuri di tutto.
Altro fondamento della cultura: è la capacità di mettersi in dialogo con il rispetto dell'altro e la buona educazione verbale è sostanziale, un aspetto della considerazione dell'altro, mettendosi in gioco con un proprio "io" ospitale.
Quindi, la necessità personale di essere in un atteggiamento di ascolto per imparare, sempre e a qualsiasi età.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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