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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 21:45
Perdinci, che vespaio solo per aver criticato qualcuno che dice "lens" anzichè "obiettivo", come consiglierebbe la nostra madre lingua, poco amata da qualcuno se preferisce gli esotismi di idiomi anglosassoni. Non è che "lens"sia un caso unico, purtroppo. Ho parlato di "lens" solo perchè sono fotografo. Potrei dire la stesse cose per altri oggetti della nostra utensileria. Magari fosse una sineddoche. Saluto tutti. |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 23:13
Ahahah.... Vieni a vivere in Francia dove il MOUSE è chiamato SOURIS e il COMPUTER è chiamato ORDINATEUR. Ma non dirmi che anche tu chiami TOPO il MOUSE ed ELABORATORE il COMPUTER. |
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inviato il 05 Dicembre 2015 ore 23:31
Vedi, Tomsk, bisogna distinguere tra lingua e gergo. Ogni scienza sviluppa una sua lingua, anzi sarbbe meglio dire n suo gergo, in nome della sintesi e della peculiarità dei concetti specifici e settoriali che si devono esprimere. Il mouse è tale in (quasi...i francesi devono sempre fare per conto loro) tutto il mondo, non perhè sia un topo ma perchè la scienza informatica aveva bisogno di una sola parola per descrivere quell'apparato e l'ha trovato, dando universalità al termine. Lens è altra cosa. Non è una voce gergale e non ce n'è bisogno, esiste un termine specifico nella nostra lingua - obiettivo - e non si vede perchè si debba usare un termine inglese che tra l'altro è anche più ambiguo del nostro. Ce ne sono molti di casi: perchè si deve chiamare manager un dirigente? Perchè si deve chiamare cheif executive officer un amministratore delegato (va beh, si usa la sigla CEO, ma quella italiana AD è anche più corta...)? Perchè si deve chiamare business un'affare? Perchè si deve chiamare weekend il finesettimana? Perchè in certi psti è sintomo di orgoglio e dignità usare la propria lingua, qui è snobismo usare quella degli altri. |
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inviato il 06 Dicembre 2015 ore 2:50
La critica era per la modalità esplicitamente offensiva con cui l'utente in questione si è permesso di stigmatizzare chi usa il termine "lenti" (con la "i" finale, e non "lens" come nel titolo del presente thread): www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1603637 Usare le definizioni "semianalfabeti" e "x anglofoni" nei confronti di persone che non si conoscono, solo perché hanno usato quello che per lui è un anglicismo (e a me pare una sineddoche), direi che non è il massimo della cortesia. “ Ahahah.... Vieni a vivere in Francia dove il MOUSE è chiamato SOURIS e il COMPUTER è chiamato ORDINATEUR. Eeeek!!! Ma non dirmi che anche tu chiami TOPO il MOUSE ed ELABORATORE il COMPUTER. ;-) „ Sapevo dell'uso di "ordinateur" per "computer" e "octet" per "byte", ma non del "mouse" chiamato "souris". Comunque sono abbastanza vecchio per ricordarmi di quando i computer erano bestioni composti da innumerevoli grossi parallelepipedi con le bobine a nastro magnetico (prima ancora a schede perforate) e costavano centinaia di milioni di lire dell'epoca. Erano comunemente chiamati "calcolatore elettronico" e spesso con l'ingenua denominazione di "cervello elettronico". Probabilmente all'epoca l'informatica non veniva necessariamente percepita come qualcosa di derivazione anglosassone. Ricordiamo che l'Olivetti era una delle prime aziende europee del settore. Alla fine degli anni Cinquanta realizzo l'ELEA 9003, il primo "calcolatore elettronico" interamente a transistor, cui l'IBM riuscì in seguito e replicare con un "computer", sempre a transistor, che però non raggiungeva le stessa velocità di calcolo. www.storiainformatica.it/company/28-company/olivetti/476-mario-tchou-e www.google.it/search?q=olivetti+elea+9003&rlz=1C9BKJA_enIT590IT590 In seguito, negli anni Sessanta, realizzarono anche la Programma 101: www.storiainformatica.it/company/28-company/olivetti/86-la-programma-1 che, in un certo senso, anticipava il concetto di "personal computer". Alla fine, l'uso abituale di termini inglesi in informatica non fa che sancire l'egemonia americana in questo settore. Del resto, nella musica, in tutto il mondo si usa la nostra lingua per indicare il tempo: "andante", "allegro con brio" ecc. Questa usanza risale all'epoca in cui erano i musicisti italiani a "dare il la". “ Ce ne sono molti di casi: perchè si deve chiamare manager un dirigente? Perchè si deve chiamare cheif executive officer un amministratore delegato (va beh, si usa la sigla CEO, ma quella italiana AD è anche più corta...)? Perchè si deve chiamare business un'affare? Perchè si deve chiamare weekend il finesettimana? „ E perché, da un po' di tempo, i cuochi che vogliono darsi un tono si autodefiniscono "chef"? Mi sembra una tacita accettazione di una sorta di egemonia francese in campo culinario. |
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inviato il 06 Dicembre 2015 ore 8:08
“ Perdinci, che...... „ Dai, che un pò nerd lo sei !!  |
user16612
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inviato il 06 Dicembre 2015 ore 9:06
Una discussione (notare che non ho scritto thread) già chiusa non era forse bastevole? |
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inviato il 06 Dicembre 2015 ore 10:38
“ Perdinci, che vespaio solo per aver criticato qualcuno che dice "lens" anzichè "obiettivo", „ Il 'vespaio' non è per esserti lamentato dei termini in inglese, ma per il modo poco educato con cui l'hai fatto... un conto è dire la propria, un conto è insultare chi la pensa diversamente. | |

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