JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

I fotografi in gabbia.


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » I fotografi in gabbia.





user20639
avatar
inviato il 08 Settembre 2015 ore 21:29    

Qualcuno ha pensato che ci sia la necessità di una "scala di valori" nell'ambito dell'espressione fotografica, in altri campi è necessario come la moralità o l'etica. In effetti, in questi due campi, morale, etica, c'è una grande esigenza che è quella del rispetto e della libertà di tutti, ma non è questo quello che intendono i fautori delle gabbie mentali.

La scala di valori la vogliono mettere all'espressione delle infinite vie della fantasia e della creatività, che a loro avviso deve essere guidata e "cultura-lizzata". Vuole essere un'opera missionaria per la cultura della fotografia, una maniera di risvegliare la consapevolezza di cosa è bello o è brutto; volersi migliorare per essere più bravi, ma senza essere omologati, oppure omologanti (poveri, se lo sapessero).
Vedono l'espressione dell'arte come una linea continua, che deve portare per forza in solchi già segnati dalle esperienze dei grandi maestri (poveri anche i grandi maestri, se sapessero di una cosa del genere).
Non comprendono che l'arte non è una linea continua, ma un Big Ben dell'uomo, dove c'è un centro da cui partono una infinità di linee concentriche destinate all'espansione in tutte le direzioni.

L'arte è libera come il vento, è qui, è là, non ha punti di vista privilegiati, se non è l'uomo.....Viene prodotta dalla sensibilità, dall'amore, dalla necessità interiore e intima. Tutti valori che non si possono ingabbiare.
Quelli che hanno provato ad delimitare l'espressione, l'arte e la creatività sono stati i regimi di molti generi, ma non ci sono mai riusciti, anche se hanno trovato collaboratori compiacenti, poi hanno dovuto assistere a grandi rivoluzioni e rivolte. L'arte è come il vento, se non può essere libera e sincera, non è più arte, per questo l'arte ha sempre fatto paura, perché intrinsecamente ha una grande forza, la verità. Oggi, il sistema omologante è subdolo, si avvale di ragioni e di forze che identificano la globalizzazione del pensiero come una risorsa oggettiva, un canone, da cui sarebbe ridicolo non esserne parte, per essere riconosciuti, considerati.

Ma come si potrebbe pensare di fare una scala sul valore estetico? Sulla bruttezza? Sul senso di tridimensionalità, misurare l'armonia, sulle proporzioni, sulla prospettiva? Sui colori? Sull'equilibrio? Forse una scala di valori sugli stili? Una scala, sulle tecniche usate? Una scala di valori sulle composizioni? Una scala di valori sulla poesia, sulla mistica? Oppure sull'intimità... sulla psicologia. Una scala di valori sul troppo scuro o sul troppo chiaro, sui controluce, o sulla piattezza delle luci e dei contrasti? Sulle lunghe o corte esposizioni? Sulle espressioni di un volto? Sulla fantasia di un movimento anatomico del muscolo?

Ma perché?

Per fortuna questa storia: del canone nell'arte, è stato dibattuto per secoli ed è stato completamente risolto e frantumato dalle recenti rivoluzioni dell'arte che durano da due secoli, immaginate un passato dove l'oscurantismo era cresciuto a tal punto da voler cancellare tutti i ricordi dell'arte precedente, compresi libri, immagini e architetture. Oppure l'arte che relega l'artista a tematiche strettamente legate ai valori della committenza.
Non c'è ragione per non amare la creatività che induce l'uomo alla speranza e al progresso. Sono per un'arte che abbatte i muri, non per costituire di nuovi.
In fine se cominciamo veramente ad analizzare, resta il tema del Web che è tutto da scoprire nelle sue infinite varianti, ma non si può dire tutto in una sola volta....

Aperto a qualsiasi confronto....grazie a voi della pazienza.

avatarsenior
inviato il 09 Settembre 2015 ore 0:36    

Poverini , ma perché!?Mi chiederei effettivamente chi siano costoro e quali prerogative siano necessarie per rientrare e di diritto nella categoria.Con tutto quello che disfano e fanno tramite le fotografie,pensate pianificate, manipolate,consapevoli e non,posso dirti che un ipotetico carcerie senza sbarre e censura, forse in fondo in fondo,sembrerebbe piu' un tesserato dell wwf ,che chiude l'area ai visitatori perché l'ora è tarda e la macchina fotografica va risposta in saccoccia.
A volte si pensa che il problema non sia nell'opera,ma risieda nei critici,in qualche caso favoreli e concisi, e i critici possono sbagliare,non hanno capito il talento che era passato davanti, non hanno saputo guardare oltre e questo è un peccato,augurandoci che dedichino a tutti la stessa attenzione.
Riportare la fotografia al centro,la fotografia piu' apprezzata dagli altri fotografi,sarebbe bello...eh ma c'è gia'... e si ritornerebbe quasi inevitabilmente al punto uno,da chi?La scelta.Ecco che forse buttar giu' una "scaletta"(si puo' dire?) un insieme di requisiti,per semplificare il tutto,come fa il manuale tanto venduto,non sembrerebbe del tutto illogico:del tipo "ciao a tutti fotografo da due mesi, penso che potrei fare..."
ciao

user20639
avatar
inviato il 09 Settembre 2015 ore 9:45    

Poverini , ma perché!?Mi chiederei effettivamente chi siano costoro e quali prerogative siano necessarie per rientrare e di diritto nella categoria.

Per entrare nel loro circolo bisogna saper distinguere, la fotografia bella da quella buona, ma sono loro a deciderlo, con strumenti e criteri che ritengono oggettivi, un insieme di catechismi ereditati direttamente dai maestri del passato.
A mio parere un sistema per imbalsamare la fotografia e renderla statica, chiusa, priva di connessioni con le altre arti e con la realtà del flusso continuo delle mutazioni culturali: vive. Tentazioni conservatrici di una critica arrogante.

user20639
avatar
inviato il 10 Settembre 2015 ore 15:02    

Video di Enzo Mari sulla creatività.
Proposto dal gruppo: Cultura, mostre, critica, lettura dell'immagine.



Mai avrei potuto aspettarmi tanta confusione e tanta conservazione in un unico discorso. Quanta attenzione bisogna fare ai cosi detti maestri....
Quello del video...appena visto.

Una vera eresia che non sta in celo ne in terra, per quanto riguarda l'arte. Ma anche per la scienza.

L'unica grande esigenza, per la produzione dell'arte è la libertà. Se si determinasse un ambiente, come dice Enzo Mari, privo di fantasia e creatività, dove il significato ed il progresso fosse quello di raggiungere un certo obbiettivo già raggiunto, l'arte non potrebbe più determinarsi. E' proprio attraverso le nuove intuizioni che si scoprono nuove strade e nuovi settori del pensiero. Quando si è scoperto la psicologia, ad esempio, l'arte è stata riscritta per altre vie. Lo stesso, quando è nato l'oggetto di consumo di massa, l'arte è cambiata profondamente. Quando è nato il pensiero democratico nell'arte ha stravolto anche i suoi valori, oltre la società. Insomma, la storia dell'arte ci porta da una rivoluzione all'altra.

Questi del video, piuttosto mi sembrano i discorsi già fatti in presenza di regimi totalitari, dove si doveva garantire dei valori all'arte che non dovevano deviare.

Quando l'arte si è macchiata di un grave peccato è stato quando si è messa a parlare di solo determinati valori per compiacere ed essere di supporto ai regimi. Questa non è arte. Peccato grave, anche della scienza.

L'arte ha necessità di qualità, quanto quella di ricerca, di libertà e sincerità.

L'arte contemporanea come valore ha avuto la ricerca, sopratutto verso l'ignoto e con l'aiuto della creatività, non verso qualche cosa che già si era proposto.

Mi dispiace e da molta tristezza che vengano presi sul serio, certe teorie del passato, che sembrano retaggi della storia.

Da questi discorsi insensati nascono le incapacità di capire l'arte contemporanea.
Immaginate i poveri impressionisti che fine avrebbero fatto con questi discorsi, già che c'erano quelli che volevano bruciare le loro mostre come fossero il pattume dell'arte.

(Un amico: Pazzesco, sembra di vedere quel professore alla lavagna del film di Robin Williams in cui il prof. in sostituzione pretende di insegnare la poesia con gli assi cartesiani. Siamo alla demenza, al medio evo, alla caccia alle streghe, io resto con le streghe).

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 15:36    

Senza dimenticare che una statua in marmo o un olio sono unici mentre una litografia, un'acquatorte e una fotografia sono multipli all'infinito di se stessi e dimensionalmente variabili. L'Arte dell'Unico e del Multiplo, dello Zero ( copie ) e Infinito ( quasi ) ..

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 15:37    

Dimenticavo una "Performance" o un'opera Teatrale.. di questi il giorno dopo c'è solo l'effimero ricordo..

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 16:08    

Tutti valori che non si possono ingabbiare

Se si ingabbiassero i valori sarebbe veramente la fine.

Quelli che hanno provato ad delimitare l'espressione, l'arte e la creatività sono stati i regimi di molti generi, ma non ci sono mai riusciti

Ancor più pericoloso di "delimitare" è il "limitare".

Ma come si potrebbe pensare di fare una scala sul valore estetico? Sulla bruttezza? Sul senso di tridimensionalità, misurare l'armonia, sulle proporzioni, sulla prospettiva? Sui colori? Sull'equilibrio? Forse una scala di valori sugli stili? Una scala, sulle tecniche usate? Una scala di valori sulle composizioni? Una scala di valori sulla poesia, sulla mistica? Oppure sull'intimità... sulla psicologia. Una scala di valori sul troppo scuro o sul troppo chiaro, sui controluce, o sulla piattezza delle luci e dei contrasti? Sulle lunghe o corte esposizioni? Sulle espressioni di un volto? Sulla fantasia di un movimento anatomico del muscolo?

Mi vien da pensare... ma quando Munch esprimeva la sua angoscia, quando Ligabue si liberava dai suoi demoni, quando VanGogh esternava la sua inquietudine etc... ma quanti e quali limiti rispettavano? Se avessero rispettato dei limiti sarebbero morti suicidi a 15 anni...

Da questi discorsi insensati nascono le incapacità di capire l'arte contemporanea

Io sono cresciuto nell'arte; dapprima passivamente e poi più in maniera attiva (sempre come fruitore, però). Alcuni artisti li ho capiti dopo anni che avevo appeso in parete i loro lavori. Ho capito Scanavino e Banchieri dopo anni che tutti i giorni passavo in corridoio davanti ad alcune loro opere. Tutto è nato da un colpo d'occio e/ma con un particolare stato d'animo. Senza quest'ultimo sarebbero solo stati delle macchie di colore appese ad una parete. Ho un De Chirico che mi ha fatto incuriosire sin dal primo momento ma che, onestamente, non ho ancora assimilato del tutto. Evidentemente, non sono ancora maturo da capirne l'essenza della sua metafisica. E così dicasi per decine di altre opere che ho la fortuna di avere (o di leggere, come mi piace dire). Capire l'arte... Direi piuttosto "aprire la mente ed il cuore" affinchè la si possa capire. E tutto avverrà all'improvviso, come un big bang, come dicevi tu.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 17:26    

Ma siamo sicuri che impiegando anni prima di percepire qualcosa in un'opera d'arte la si sia capita? Non sarà che in realtà abbiamo impiegato tanto tempo solo per costruircene una "interpretazione" che però è soltanto nostra (o eventualmente di quanti hanno una "forma mentis" simile alla nostra)?

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 17:48    

Leoconte, secondo me oltre ad estremizzare il concetto che vuoi esprimere, sei fuori strada. Un'ipotetica scala di valori, nel momento storico attuale ed in un contesto come questo, potrebbe essere un ottimo pretesto per cercare di arginare l'anarchia in cui si trova la fotografia attualmente. La vera gabbia la crea chi vuol democratizzare ogni cosa, fecendo si che l'ennesimo "ignorantone" di turno domani mattina si svegli proclamandosi meglio di Ansel Adams, dicendo che Galen Rowell era una pippa, perché tanto "l'arte e' arte..." e "tutti possono tutto...".

user20639
avatar
inviato il 10 Settembre 2015 ore 18:03    

Buenavida@ certo, l'arte è un mistero, basta ascoltare dei suoni e farsi trapassare lo spirito.


Lorenzo@
Mi vien da pensare... ma quando Munch esprimeva la sua angoscia, quando Ligabue si liberava dai suoi demoni, quando VanGogh esternava la sua inquietudine etc...

Posso dirti, queste persone che hai citato, non hanno avuto solo loro quelle emozioni, (se si va a leggere le loro biografie) le abbiamo tutti, loro però, sono riusciti a emanarle, esternarle, renderle in forme e colori e molti si sono identificati, ecco il loro valore. Inoltre, il loro valore è nelle profezie visionarie, praticamente raccontano l'uomo di 100 anni nel divenire. Hanno decifrato le mutazioni che stavano succedendo... Veri profeti.
Come hanno fatto? Con la loro sensibilità, con la loro curiosità nella ricerca di verità. Sono indovini per questo?
No, hanno solo avuto il coraggio di guardarsi allo specchio, secondo me.

Daniele@ Anche l'interpretazione dell'immagine è qualcosa di molto intimo, come è la visione della realtà. Bisogna avere il buon momento, essere sereni o avere la giusta predisposizione, avere l'animo giusto al momento giusto ed è l'opera che ti trova e ti parlerà, oppure riuscirai a farla. Non pensare ai critici, dotati dei tuoi strumenti culturali e riuscirai a comprendere qualsiasi immagine, nel tuo modo.


user20639
avatar
inviato il 10 Settembre 2015 ore 18:11    

Beckerwins@
Ci sono quelli che si svegliano una mattina e dicono di essere Napoleone, bisogna ramazzarli?
Ci sono quelli che fanno i sosia, o che cantano quello che cantavano grandi autori, gli imitatori, i ladri di verità, le ballerine squinternate, ci sono i mistificatori e i falsi artisti, ma anche i falsi maestri....
Ci sono quelli che facevano i muratori e vogliono aprire una gelateria, cosa facciamo con questi?
Secondo me, c'è posto per tutti, il mono è vario, bello per quello.

Certo, per decifrare una frase che non si capisce: bisogna essere in possesso di strumenti culturali per avere la chiave di lettura.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 18:40    

La casta Leoconte.

avatarjunior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 19:19    

Una mia idea, ma oggi giorno è sempre piu difficile scindere dividere incasellare separare, soprattutto dare un valore univoco e inequivocabile ad un opera d arte conteporanea "fatte ad arte o artefatte??", critici d arte, decidono loro per me chi è degno di essere artista?o la biennale d arte di venezia mi dice chi sono i nuovi talenti artistici che hanno merito di esporre in una cosi grande vetrina?.... frequento sempre musei, mostre, da quando ero uno studente d arte.... man mano che passa il tempo, sempre meno vedo "evoluzioni" degne di esser chiamate tali.... su 100 opere se ne salvano 2 (come le mie foto....ahahahah) ...il resto gia visto gia fatto gia mangiato.... perché????perché non sento piu quel ardere chesentivo davanti ad Van Gogh???...quello smarrimento davanti ad un quadro di Balla nel periodo Futurista....vi assicuro sembrava muoversi... osservare un grande quadro della serie Foresta di Pollock e dire.... col cacchio che lo so fare anche io..... (e non ha alcul senso rifare Pollock)... trovarsi spesso ad osservare vari quadri della serie "l impero della luce" di Magritte.... e restarne catturato.... poi il mio prediletto..... il distribuitore di pane.... il pane.... il pane averlo o non averlo in certi momenti storici fa la differenza.... regalarlo.... ahahha.... solo un genio.... o un pazzo.... o l unico uomo che ha reso geniale la pazzia....o per dirla come la diceva lui... "l unica differenza tra me e un pazzo.... è che io non sono pazzo"... ha saputo sempre "plasmarsi" ai suoi tempi.... i suoi dipinti surreali.... diventati pixel.... atomi.... guardare "gala nuda che guarda il mare ....che a 30metri si trasforma nel ritratto di Abramo Lincoln".... con la lente dell occhiale usata come specchio.... e catturane tutto il disarmante stupore che riesce a farti sorridere e dubitare della realtà che ci circonda....il genio Dali....e quei cunicoli....le spirali, labirinti, di metallo, curve pareti non ortogonali, concave convesse, che si avvitano su se stesse.... Serra.... dentro al Guggenheim a Bilbao.... una architettura "organica" con al interno lo scheletro arruginito...

giuste o sbagliate le mie considerazioni, sono nate grazie al genio di qualche Artista che ti fa pensare....che ha qualche cosa da dire.... che riesce a comunicare, che riesce a smuovere pensare....e forse si reagisce...e si agisce....

se tutti gli artisti facessero solo quello che gli insegnano all accademia delle belle arti.... avremo 98 opere su 100 da scartare.... per fortuna ogni tanto qualcuno che vuole uscire dalla gabbia ci sta.... e mi colpisce ancora....

quindi.... riassumendo si alle regole.... le regole immutabili tempi diaframma...teoria del colore, ingegneria, architettura... conoscendo le regole, magari vien piu voglia di infrangerle...

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2015 ore 19:23    

@Leoconte

Ma si..."il mondo e' bello perché e' vario" e "il cielo e' blu sopra le nuvole", di cosa stiamo parlando? Mi chiedo se ti guardi intorno. Il tuo modo di voler filosofeggiare ammazza ogni genere di confronto. Su un forum bisogna potersi confrontare, discutere di Fotografia e possibilmente provare a trarre beneficio dalle eventuali critiche ricevute. Certo se tanto "l'arte e' arte" (come se tutti ne facciano in abbondanza), inutile provare a discuterne. Poi ci si meraviglia nel momento in cui nascono le caste del "like".

user62173
avatar
inviato il 10 Settembre 2015 ore 19:27    

Io sono ignorante in materia.
Ormai lo sanno tutti, anche chi è più ignorante di me....e non solo in materia.

Ma ho tre cose che mi aiutano e non sempre ma spesso sopperiscono a questa incurabile ignoranza.
Due in mezzo alla fronte e uno dentro la scatola cranica !!!

Le mie riflessioni all'interno di una discussione impegnata,
non saranno mai fatte di parole difficili o farcite di rimandi a nomi che non conosco...
ma sicuramente non mancheranno mai di una cosa che alcuni chiamano onestà intellettuale,
e che io chiamo semplicemente sincerità istintiva.

Finchè guardiamo e commentiamo una foto come quella del gruppo dei sacerdoti di Bresson,
allora io sono il primo a dire che c'è qualcosa di oggettivo che sicuramente riguarda la composizione,
e che fa essere quella foto una foto particolare...da guardare e studiare.

Se dovessi definirla direi che in quella foto lo spazio vuoto è stato riempito in modo geniale !!!

Ma quando si comincia a commentare delle foto INGUARDABILI e senza senso,
e ci si sente dire che per capire la foto bisogna documentarsi e capire l'autore....
allora ho la conferma che certe cose alcuni le affermano solo perchè le hanno sentite enunciare da altri,
ed è quindi solo uno stupido passaparola che non arriva mai davvero al cervello.
Si ferma sempre un attimo prima, dopo aver nominato l'autore famoso di turno.

Questo atteggiamento non mi sta bene.
Non è onestà intellettuale.................o nel mio caso da semplice ignorante, non è sincerità !!! Cool
__
Non ho letto tutti gli interventi prima....spero di non essere andato off topic !!! ;-)

banner

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione ha raggiunto il limite di 15 pagine: non è possibile inviare nuove risposte.

La discussione NON deve essere riaperta A MENO CHE non ci sia ancora modo di discutere STRETTAMENTE sul tema originale.

Lo scopo della chiusura automatica è rendere il forum più leggibile, soprattutto ai nuovi utenti, evitando i "topic serpentone": un topic oltre le 15 pagine risulta spesso caotico e le informazioni utili vengono "diluite" dal grande numero di messaggi. In ogni caso, i topic non devono diventare un "forum nel forum": se avete un messaggio che non è strettamente legato col tema della discussione, aprite una nuova discussione!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me