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Autoscatti di W.Bonatti...COME??


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avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 8:14    

Ho una curiosità, dopo aver visto la mostra (molto bella), a distanza di mesi , leggendo qua e la sulla storia della fotografia mi è venuto un dubbio........ma se il primo pulsante elettromagnetico nacque nel 1975 come faceva Bonatti a farsi gli autoscatti????


avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 8:20    

Con l'autoscatto meccanico? Col cavetto flessibile?

Saluti
Roberto

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 8:23    

L'autoscatto esisteva nelle macchine fotografiche analogiche ben prima del 1975. Era comandato da un meccanismo a orologeria, che funzionava con una molla: dopo averlo impostato, premevi il pulsante e partiva il meccanismo che, dopo una decina di secondi di zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz, faceva scattare l'otturatore.
Ne erano dotate non solo le reflex, ma anche le fotocamere di grande formato.
D'altro canto, anche l'otturatore era comandato da un meccanismo a molla: i tempi lunghi funzionavano esattamente come l'autoscatto.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 9:17    

Grazie tempestivi..., quindi era possibile scattare , come descrive Bonatti, a una distanza di 100 m utilizzando un cavo e far "partire" il meccanismo meccanico.....

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 9:51    

Da una veloce ricerca con google: "Per fotografarmi inventai l'autoscatto a onde radio, un centralina con tre pulsanti, che copriva un raggio di 500 metri, mettere il cavalletto con il filo era impossibile, visto che gli animali lo mangiavano. I lettori protestarono: perché Bonatti dice di essere solo quando nella foto è a 200 metri dall'obbiettivo? Dovetti spiegare in un servizio il mio sistema ".

Ancora: " Ci sono casi, come quello di un tuffo, in cui evidentemente ad averlo fotografato è un suo compagno di viaggio.... In tanti altri casi ha usato un autoscatto con telecomando a cavo, come per le esplorazioni realizzate per Epoca, oppure wireless via radio ".

E ancora:
" Un'avventura che Bonatti non si accontenta però di raccontare e fotografare. Lui di quella avventura, come delle arrampicate sulle pareti più impervie, vuole essere il protagonista. Di qui il ricorso, a piene mani, alla tecnica dell'autoscatto, con sistemi sofisticati e ingegnosi: fili elettrici lunghi 50-100 metri che collegano la macchina a un pulsante, transistors e impulsi radio, centraline grazie alle quali "potevo comandare fino a tre macchine fotografiche, ognuna con la sua lunghezza focale "

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 11:11    

Qualcuno delle nuove leve della fotografia potra non crederci,ma l'autoscatto esisteva ben prima del 1975.Come hanno gia scritto,era un meccanismo a orologeria,bastava spostare la levetta presente sul fronte della fotocamera,azionare il pulsante di scatto e ..Cheeese. Nelle Nikon F2 serviva anche ad usare i tempi di ritardo come selettore dei tempi da 2 sec a 10 sec con la posa T.

avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 11:49    

Io usavo questo tanti anni fa

avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 12:06    

eccolo il mio primo autoscatto, è quella levetta bianca vicino allo sblocco dell'ottica




avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 14:28    

La spiegazione, anche se un pò fumosa, sta nelle parole dello stesso bonatti postate da fedebobo, perchè ok l'autoscatto meccanico, cavetto ecc... ma per scattare a distanze importanti, non c'erano mezzi "commerciali".....erano tecniche inventate dallo stesso bonatti...?? tutte sue?? avete riscontri o esempi di altri fotografi..??

Non è che non credo agli autoscatti di Bonatti, ma sinceramente, mi piacerebbe trovare il servizio in cui spiega il sistema che utilizzava per farsi le foto.....



avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 14:40    

Mi meraviglio che sta gente , "fotografi " non sappiano neanche come erano gli apparecchi fino a qualche anno fa. Durante il periodo da militare , avevo comperato di seconda mano , una canon a telemetro , e quanti selfie ci siamo fatti con l'autoscatto , sotto i c119 e gli ercules c130 pronti a decollare per andare a Altopascio per lanciarsi con il paracadute , si parla del 1970/71.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 14:55    

La tua meraviglia è riferita a me...???
Ma visto che ne sai ..... almeno tu....
Puoi spiegarmi come facevi a farti un autoscatto a 200 metri di distanza,visto che i vecchi cavi a flessibile per i pulsanti meccanici, non erano trasportabili oltre i due metri e che i temporizzatori non andavano oltre i 12 secondi ...?

grazie



avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 15:00    

Mi meraviglio che sta gente , "fotografi " non sappiano neanche come erano gli apparecchi fino a qualche anno fa.

I forum come questo servono per imparare, insegnare e documentarsi. Se nascessimo tutti "imparati" non ci sarebbe più il gusto della conoscenza

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 17:03    

Mi meraviglio che sta gente , "fotografi " non sappiano neanche come erano gli apparecchi fino a qualche anno fa.


Vabbè, ma se non hanno mai avuto occasione di vedere o mettere le mani su una fotocamera con qualche annetto sulle spalle è normale che non conoscano certe cose.

Devi vedere certe facce che fa la gente quando scopre che un bestione come Mamiya RB non utilizza alcun tipo di batteria :-P .

avatarjunior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 18:23    

Mi meraviglio che sta gente , "fotografi " non sappiano neanche come erano gli apparecchi fino a qualche anno fa

Mi meraviglio che certa gente risponda ogni volta senza leggere cosa è stato detto prima.MrGreen

Scusa Alessandro, non ce l'ho con te, ma spesso leggo interventi che non centrano con quello che è stato detto nel topic, e mi da un po' fastidio


avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2015 ore 18:44    

c'era un progetto di Nuova elettronica, tantissimi anni fa, con un cavo elettrico lungo a piacere e una pila si faceva scattare da distanze anche di decine di metri un relè, al quale era collegata una barretta che letteralmente premeva il pulsante di scatto meccanico

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