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inviato il 18 Giugno 2015 ore 12:03
Buongiorno a tutti. Mi capita spesso di guardare le mie gallerie qui sul forum di Juza o su altri networks di fotografia dove sono registrato, o anche solo di riscorrere le foto che ho fatto al ritorno da un viaggio o da un' uscita mirata . Quello che noto sui miei risultati, a livello di impressione sinottica, come sguardo d' insieme, è una forte disomogeneità nel mio stile fotografico. (E qui cade l' immancabile provo a spiegarmi meglio ) - Scorrendo le gallerie (album, raccolte, chiamatele come preferite) di altri fotografi, in linea di massima più esperti di me, noto che le foto appartenenti a una raccolta sono stilisticamente omogenee tra loro: la postproduzione, in primis, non varia mai così tanto da una foto a un' altra all' interno dello stesso album. Per esempio, se sto "sfogliando" un album di street è molto probabile che ci siano una serie di caratteristiche comuni a tutte le fotografie (mettiamo: leggera vignettatura, bianco e nero, contrasto alto), pure mentre variano , da foto a foto, altre peculiarità, vuoi il taglio orizzontale o verticale, vuoi la messa a fuoco, vuoi addirittura la lente utilizzata. O ancora, se osservo gli stupendi album di Silvia Pasqual di ritorno dal suo viaggio in India, trovo una serie di foto guidate da una linea comune: concentrazione sulla ritrattistica, colori molto vividi e forti, in prevalenza caldi e via discorrendo. Quasi per contrappasso, guardo (tutte insieme) le mie foto fatte a Creta l' estate scorsa. Cinque paesaggi, dieci scatti street, un paio di ritratti, qualche fotoricordo , alcune in bianco e nero, altre con colori esaltati, su alcune (perdonatemi, non so usare i software di fotoritocco decenti,uso Photoscape che ha dei filtri preimpostati) ho applicato un leggero cross process , su altre quello che il programma chiama effetto film (forte contrasto, più inserisce una sorta di dominante violacea unita a una leggera desaturazione), e così via. Il risultato è che mi sento di aver lavorato individualmente su ogni foto, cercando di tirarne fuori le caratteristiche per me più importanti e appropriate alla circostanza, ma come dicevo all' inizio, lo sguardo d' insieme ci rimette molto: si percepisce un' accozzaglia di stili diversi, come se fosse una raccolta di foto fatta da diverse persone, manca una linea guida. L' esempio di Creta è per me personalmente quello più lampante, ma mi sto accorgendo che ho sempre fatto la stessa cosa in tutti i miei viaggi/uscite/gite o cos' altro. Voi come gestite questa situazione? Date importanza a questo aspetto che io sto chiamando omogeneità - ma che magari è ben noto in fotografia con un altro nome? Ci pensate già prima di scattare e mentre scattate, o cercate di uniformare il tutto in postproduzione? P.S. Non ho trovato altre discussioni sull' argomento. Ce m'è una di Giamby86 di qualche tempo fa, in parte simile a questa ma relativa in particolare alla creazione del suo fotolibro. Io qui sto cercando di parlare più dell' intenzione a priori, e più in generale. Grazie a tutti coloro che vorranno esprimere il loro parere! |
user68299
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 12:44
L'omogeneità è veramente molto importante quando fai un servizio, soprattutto in generi come quelli del matrimonio, reportage, moda etc etc L'omogeneità serve a creare una "storia" visiva. |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 13:18
Credo che dovresti preoccupartene solo sei lo vuoi.. ..se sai che determinate foto devo avere un fine specifico ( ritratti ad amici ecc, un lavoro o una mostra ecc. ) allora sicuramente sarebbe meglio avere uno stile omogeneo e coerente. Altrimenti se scatti solo per te non vedo nessun problema a scattare con stili diversi. Anche a livello di vita personale molti individui non sono per nulla costanti nelle loro scelte e questo se da una parte le rende imprevedibili dall'altra le rende poco noiose... Io al posto tuo scatterei senza preoccuparmi molto di questo aspetto, poi se nel tempo svilupperai un tuo stile predominante ok, altrimenti goditi la fotografia così come ti viene. |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 14:05
Quello che dici mi torna, Ugo. Condivido a pieno anche quanto detto da MasterLight, infatti non ho volutamente citato matrimoni e fashion photography nella mia domanda proprio perchè mi sembrava abbastanza intuitivo che un servizio in quei campi richieda un minimo di "costanza estetica", come hai detto, per continuare una storia visiva! |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 14:16
Se l'intento è quello di avere un ricordo di un viaggio la foto deve essere appunto un ricordo e, in generale, appagante per l'occhio. Se questo comporta stili e postproduzione diversi non vedo cosa ci sia di male. Diverso è se parti con un progetto o un intento preciso. In questo caso si presume che le foto andranno in una raccolta, magari mostrate al pubblico, e allora decidere a priori uno stile é più importante. Insomma, farei un distinguo tra le foto "senza pretese" anche se esteticamente belle, e quelle più impegnate. |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 15:06
Ok, quindi mi state dicendo che comunque non c'è almeno in teoria una regola fissa da seguire, ma dipende dal contesto: ci saranno semplicemente situazioni in cui è opportuno optare per una maggiore omogeneità, altre in cui se ne può fare a meno. Certo, lo scattare per se stessi (che è ciò che il destino ha in serbo per me adesso), è per definizione abbastanza inutile - esclusa la gioia e la soddisfazione personali, che non sono poco, s' intende - ma quando si scatta per qualcun' altro (per un sito, per una mostra, per un pubblico, per una compagnia teatrale, mi pare di capire che sia sempre meglio preimpostare e poi tenere una linea guida che diano un senso maggiore al lavoro fatto. Bella l' espressione di MasterLight, una storia visiva! |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 15:11
seguo |
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inviato il 18 Giugno 2015 ore 15:51
“ è per definizione abbastanza inutile - esclusa la gioia e la soddisfazione personali „ E' la definizione di hobby. Se sei un fotoamatore e non ci campi scatta come ti pare e vivi sereno. Magari "evolvendoti" noterai che ti soddisferà di più fare un reportage più che concentrarti su una foto singola. Ne conosco tanti che fanno così, sono ottimi narratori e fotoamatori "sprecati". |
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