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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:05
Dopo alcuni anni di forum e dopo aver visto alcuni post recenti, mi sento in dovere di condividere alcuni ragionamenti. La cosa più importante in fotografia (ma anche in altri campi) è l'esperienza maturata sul campo. Se dovessi partire da zero adesso, oppure se volessi diventare professionista, chiederei consigli a chi con la fotografia ci lavora o cmq è sempre sul campo a SCATTARE. Questo perché abbiamo avuto, soprattutto nei recenti post, la prova che tra la teoria e la pratica c'è un abisso ed i risultati prospettati nella teoria, poi nella pratica, sono molto diversi. Aggiungiamoci che il marketing fa il suo sporco lavoro ed attecchisce parecchio nelle menti di chi si consuma gli occhi sul web a sfrugugliare le caratteristiche, piuttosto che uscire sul campo a fotografare. E patatrac, la frittata è fatta. Riflettendo il concetto in ambito motoristico, conosco una persona che sa a memoria tutte le caratteristiche dei modelli delle Harley e sulla carta, ha scelto quella che vorrebbe comprare, peccato che non ne abbia provata nemmeno una. Morale, appena comprata si è trovato subito male, rivenduta dopo un mese?.. ecco a cosa serve l'esperienza sul campo. Ultimi due esempi scelti a caso dal mucchio: un post recente in cui in una disamina approfondita si dimostrava teoricamente che con le giuste profilazioni non esistevano differenze cromatiche tra i vari sensori. Le foto dimostrative invece erano parecchio differenti, come mai? Semplice, non si può avere la presunzione di poter controllare tutto, lo si può fare a livello di test di laboratorio, ma sul campo, si introducono variabili che è quasi impossibile prevedere. Che si fa allora? Si sfrutta l'esperienza del campo, si vedono i risultati che il campo restituisce, si analizzano e ci si muove di conseguenza. Lo trovate un metodo spiccio e poco corretto formalmente? Chissenefrega, è il metodo che garantisce i risultati nella maniera più veloce, magari facendo anche dei tentativi. Sapete qual è la cosa che arricchisce di più qual è? E' analizzare i risultati che ci fornisce il campo a posteriori e quindi operare una sorta di "reverse engineering" per trovare le dinamiche che regolano il tutto. Altro esempio: La brochure parlante, l'analisi spasmodiche delle caratteristiche scritte su una brochure pubblicitaria che promette risultati strabilianti?. Ma ragazzi, è pubblicità, ce lo hanno insegnato da bambini che la pubblicità è fuorviante, perché cascate sempre nel tranello? Sony a7IIr che in AF va meglio dei corpi canon con ottiche canon e poi i primi filmati dimostrano una reattività degna di una 350D Fotocamere che devono segnare un nuovo step evolutivo e poi dimostrano sotto alcuni aspetti, di avere le stesse caratteristiche di sensori di 8 anni fa?. Basta, non facciamoci fregare, ascoltiamo le persone che operano sul campo, ascoltiamo anche chi ci campa con questo lavoro. E' vero, non tutti avranno la verità in mano ma con un minimo di buon senso e di nostro background, saremo in grado di prendere ciò che di buono ognuno potrà darci per farci crescere. Amen |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:09
Condividibile post, però se da un lato solo chi utilizza quotidianamente una fotocamera e ci lavora può o meglio potrebbe consigliare ed insegnare, dall'altro ha anche delle aspettative diverse sul risultato finale rispetto ad un fotoamatore. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:21
Saggio, saggissimo!!! Ed è per questo che io entro nei forum a chiedere consigli solo tecnici e ogni tanto al puro cazzeggio, anche se poi tendo ad abbandonarli e ritornare dopo mesi/anni. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:28
“ Paco68 Vero e non vero. „ Ok Soft, ovviamente la discussione è aperta al contradditorio, quindi spiegami cosa ci trovi di non vero nel mio intervento. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:33
Condivido, il lavoro sul campo è fondamentale, infatti manderei tanta gente a zappare la terra. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:40
Io penso che l'esperienza maturata sul campo sia fondamentale e necessaria. I consigli servono molto (se veritieri), e accorciano i tempi. Conta molto anche l'esperienza della postproduzione, anzi conta moltissimo. Quello che conta ancora di più è capire dove vogliamo arrivare e se abbiamo i mezzi per poterci arrivare. Avere tempo e soldi avvantaggia moltissimo. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:47
Condivido il ragionamento di Paco che è applicabile in qualunque campo, anche in quello lavorativo. L'argomento è comunque complesso e non va secondo me dimenticato che il fotoamatore, nella stragrande maggioranza dei casi, scatta (e compra) per divertirsi, per seguire un hobby che lo faccia svagare dal trinomio lavoro/famiglia/rompimenti vari, così come un motociclista che di mestiere fa l'impiegato (una professione a caso) si compra una moto, poi la cambia, poi la ricambia ma ci fa sempre le stesse cose che faceva prima, magari passa più tempo a lucidarla che a guidarla (di Harley ne ho avute cinque, fidati, ci ho fatto decine di migliaia di km ma le ho anche tanto lucidate ). Il valore di un hobby è quello di non avere la costrizione del lavoro professionale, di essere liberi di sbagliare quanto ci pare, di non dover dimostrare niente se non a noi stessi, di farci le pi@@e mentali sulle ottiche o sui sensori perché è liberatorio nei confronti di quella che normalmente è una vita di obblighi e responsabilità. Il disquisire di ottiche e sensori fa parte del passatempo, come lucidare l'Harley invece che guidarla (quanta gente arriva a Sturgis con la moto sul carrello ?) Solo ciascuno di noi (amatori) sa qual è il livello a cui aspira e se il livello è alto, il suggerimento di Paco è prezioso. Ma se qualcuno si "accontenta" di avere semplicemente un passatempo (fotografia o qualunque altro), che male c'è ? Un saluto Federico |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:51
quoto Meghisti in fondo rimane un passatempo |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:51
Paco mi sa che ti riferisci al post di raamiel vero? l'errore che ha commesso è stato quello di non pensare che molti non conoscono bene la gestione del colore, quindi lasciando le foto con i profili nativi da lui creati ogni browser web visualizzava una conversione, ma se qualcuno si fosse preso la briga di aprire le foto su photoshop si sarebbe accorto che non vi erano differenze cromatiche. Posto un esempio fruibile da tutti, mi spiace non essere riuscito ad intervenire sul post chiuso, lo trovato interessante...
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:53
Husqy, io le vedo diverse sui verdi anche col contagocce |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:55
trascina la foto in photoshop, la luce impatta sul fiore in modo diverso, ma la cromia è buona tra le due, magari con un esempio più colorato e con luci controllate non avresti visto differenze. p.s. se apri le foto del post con i loro profili nativi su photoshop ti accorgi che quello che vedi tramite browser è falsato, io ho riconvertito le due foto in srgb per fare in modo che ogni browser le gestisca allo stesso modo |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 10:58
“ Condivido, il lavoro sul campo è fondamentale, infatti manderei tanta gente a zappare la terra. „ SPETTACOLARE AFFERMAZIONE ! ! ! |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 11:10
Scusa ma questo "sfogo personale" mi sembra un po' contraddittorio e ×: parli di esperienza sul campo e poi dici che l'AF della nuova A7rII è si e no paragonabile a quello della 350D, ovviamente senza averla mai provata prima. Poi ci saranno anche quelli che si esaltano solo per le caratteristiche tecniche, ma anche questa tua avversione verso il marchio Sony mi sembra ingiustificata visto che (correggimi se sbaglio) non le hai mai provate "sul campo". |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 11:21
@ soft, mi spiace, ma il digitale si basa su numeri, è vero che la luce può variare il risultato, ma cromaticamente attraverso la gestione del colore si riesce a ricreare uno standard. Succede sia per le stampanti digitali, che per quelle se vogliamo definirle "analogiche" cioè l'offset, ogni processo segue uno standard di profilatura e calibrazione, si gli aggiustamenti occorrono sempre, le variabili in gioco sono molte, ma lo strumento legge sempre la stessa cosa con scarti che ad occhio non sono visibili, ed a occhio ormai si fanno solo scelte personali, di gusto. In fotografia è forse + complesso, ma non di molto poi, perché è sempre la luce che incide sul colore. Se prendiamo una prova e la guardiamo sotto fonti luminose diverse avrà colori molto diversi, ma lo strumento leggerà sempre la forma corretta per cui è stato tarato (D50), anche se guardiamo la stampa sotto fonti luminose D50 avranno sempre una leggera differenza, perché lo spettro delle luci non è mai uguale, anche li ci sono strumenti per valutare se la luce rientra nello standard. |
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inviato il 16 Giugno 2015 ore 11:30
“ Sei libero di crederlo, è quel che vogliono farti credere. Funziona se hai un colore riproducibile, non quando questo per essere riprodotto viene interpretato o quando hai delle sfumature „ Buttiamo alle ortiche decenni di teoria dei segnali digitali? Su dai, se il campionamento e la quantizzazione sono ben realizzati (campionamento ad alta frequenza e quantizzazione a tanti bit) il segnale originale è completamente ricostruibile, vale per qualsiasi tipo di segnale comprese le immagini. |
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