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Fotografia naturalistica - etica, impatto emozionale, componente artistica


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avatarsupporter
inviato il 07 Maggio 2015 ore 11:27

Di seguito un'altro stralcio della mia conferenza sulla fotografia naturalistica. Graditi contributi alla discussione.

Etica del comportamento e interazione

L'aggettivo "naturalistica" indica che chi vuole praticare seriamente questo genere fotografico, se già è fotografo deve diventare naturalista. Non bastano l'attrezzatura e un'ottima tecnica fotografica per riprendere gli animali selvatici nel loro ambiente ma è necessario conoscerli a fondo e imparare sempre qualcosa da coloro che li conoscono. E lo stesso, all'inverso, vale per coloro che si sentono più naturalisti che fotografi; non basta conoscere benissimo una specie per saperla fotografare, se intendiamo per fotografia qualcosa che vada al di là della semplice riproduzione.
Ovviamente in un tipo di fotografia altamente tecnica quale è la fotografia naturalistica i gradi di libertà che il fotografo può sfruttare per rendere personale un'immagine non sono molti; in certe condizioni di distanza o di difficoltà si scatta e basta, a volte non c'è nemmeno il tempo di pensare.
Una sensibilità particolare va posta nel comportamento durante la sessione fotografica, sia essa in postazione fissa (capanno) che in libertà (safari). Il pieno ed incondizionato rispetto per la natura e non solo per l'ambiente deve indurre, dopo lunga esperienza di conoscenza maturata sul campo, a rispettare alcune semplici regole che vanno dall'abbigliamento al muoversi nel modo giusto, dal parlare al non utilizzare richiami e a salvaguardare nidificazione e svezzamento dei piccoli.
La ricerca dei soggetti in libertà non è mai cosa semplice e capita anche dopo una sessione di safari in una riserva africana di non portare a casa uno scatto degno di menzione. Ci vuole una pazienza infinita e una profonda conoscenza degli animali e del loro comportamento, nulla in natura è scontato e per chi muove i primi passi uscire con amici che hanno maturato la necessaria esperienza e hanno la giusta competenza, agevola il risultato, ossia la ricerca dell'interazione fra il fotografo e il soggetto fotografato così che la foto sia in grado di produrre un impatto emozionale per chi la guarda. Molte volte, per rarità del soggetto, modo di comportarsi, situazione vissuta, la foto può anche assumere a pieno titolo una valenza scientifica e costituire un vero e proprio documento da sottoporre a ricercatori, biologi e studiosi di fenomeni naturali e comportamento animale.

Impatto emozionale

Interpretare ed esprimere qualcosa che vada oltre l'immagine pura e semplice: l'emozione.
Fotografare gli animali nel loro ambiente a volte regala sensazioni che sono difficili da descrivere a parole.
Una foto ben realizzata, magari corredata da una sintetica didascalia, può contribuire a far comprendere le sensazioni provate dal fotografo amplificando l'impatto.
Fotografare la natura e gli animali selvaggi significa immergersi nel mondo senza l'uomo, un mondo in cui i pensieri e le convenzioni non contano, per ritrovarsi disarmati faccia a faccia con il grande mistero della vita, nella sua essenza. Fotografare, in fondo, è una scusa. Un pretesto per entrare in contatto con l'essenziale, per tuffarsi in una dimensione dove il tempo rallenta il suo fluire fino quasi a fermarsi e a costringerci a riflettere su noi stessi e, sulla nostra collocazione come
esseri viventi sul nostro pianeta fino ai nostri doveri per la corretta gestione e conservazione del patrimonio naturale.
Fra le arti figurative la fotografia è per sua natura quella più ancorata alla realtà che si vede e che si percepisce. Essa nasce per riprodurre la realtà e da essa ci si aspetta anzitutto la documentazione filtrata dalla sensibilità personale, di ciò che il fotografo ha visto, la testimonianza di un momento, di una situazione.

Aspetto artistico

Ma cos'è una foto perfetta? Certamente la perfezione è un assunto filosofico, non esiste se non come concetto astratto, eppure la fotografia naturalistica ha sempre cercato la foto virtualmente perfetta, intesa come massima definizione possibile, luce diffusa in grado di esaltare il contrasto ed evidenziare il dettaglio, massima nitidezza e profondità di campo, pulizia dello sfondo. Addirittura alcuni fotografi ritengono quella della massima nitidezza una regola imprescindibile.
Nitidezza, contrasto, saturazione, contributo dello sfocato costituiscono elementi della foto perfetta. Eppure la perfezione non è detto che sia sinonimo di espressione, e non è detto che dia emozioni. Nella ricerca della foto perfetta rischiamo di dimenticare che la fotografia, intesa come arte figurativa, deve esprimere ed emozionare, perchè altrimenti può interessare solo al suo autore, mai a qualcun altro. Se una fotografia non comunica nulla interesserà a pochi.
Il fatto è che la foto perfetta descrive una realtà interessante perchè ci mostra quello che normalmente non è accessibile ai nostri sensi, per questo la si guarda, per questo stupisce e interessa. Ma l'emozione è un'altra cosa. Non attiene alla sfera della conoscenza, ma a quella dei sentimenti e dell'esperienza.
Non sempre perfezione ed emozione vanno d'accordo, è un fatto. Ma forse è la definizione stessa ad essere sbagliata: non dimentichiamo che la foto deve trasmettere emozioni, e allora una foto è "perfetta" solo quando suscita un'emozione in molte persone. E' una definizione debole, ma è tutto quello che davvero si può dire. Come fotografo devo sentirmi appagato quando mi sento dire "interessante-emozionante" non tanto quando mi sento dire "bella-come hai fatto". Per un fotografo naturalista, poi, la bellezza è nella natura, è soprattutto il soggetto che emoziona; il suo compito è quello di mettere in evidenza una bellezza che c'è già, trasmettendo quelle emozioni che solo la natura sa produrre nell'uomo.

avatarsupporter
inviato il 07 Maggio 2015 ore 11:45

Molto interessante Paolo, devo dire chi mi ritrovo sostanzialmente su tutte le considerazioni che hai fatto!
Ciao Marco

avatarsupporter
inviato il 07 Maggio 2015 ore 16:59

Paolo mi trovo d'accordo praticamente anche nella punteggiatura, e soprattutto quando dici " Fotografare, in fondo, è una scusa. Un pretesto per entrare in contatto con l'essenziale, per tuffarsi in una dimensione dove il tempo rallenta il suo fluire fino quasi a fermarsi e a costringerci a riflettere su noi stessi" il vero succo parer mio è questo, uscire, trovarsi totalmente immersi nella natura, conoscerla, apprezzarla e viverla!!!!!!
Sta ad ognuno di noi saperne cogliere le piu' disparate sfumature......
Un saluto, Diego

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2015 ore 17:22

Paolo, mi ritrovo in pieno nelle tue considerazioni! Ho sempre avuto una particolare attenzione alla natura ma solo da pochi anni mi sono avvicinato alla fotografia naturalistica e devo dire che sa regalare veramente emozioni. Il più delle volte le mie uscite sono in solitaria e gli incontri con la fauna selvatica sono un brivido di piacere, una scoperta continua. Devo anche dire che le uscite in compagnia di esperti sono veramente arricchenti e c'è sempre da imparare, non solo dal lato tecnico ma soprattutto per le conoscenze maturate sul comportamento animale.
Ritengo importante la nostra funzione sul campo, non solo come fotografi ma anche come osservatori, segnalatori e anche come conservatori. Se vogliamo fotografare dobbiamo permettere alle specie che fotografiamo di esistere e moltiplicarsi in un ambiente poco disturbato altrimenti, ahimè, non le fotografiamo più!

avatarsupporter
inviato il 07 Maggio 2015 ore 20:42

Parole ben dette e ben articolate Paolo, mi trovi d'accordo con
tutto quanto hai scritto. Molto importante, a mio avviso, è fare
proseliti con il nostro entusiasmo e con la nostra curiosità per
quello che rappresenta il variegato mondo della natura.
Ed esperti come te (sia il Paolo fotografo che il Paolo naturalista)
non possono che fare bene a tutto il movimento.
Un saluto
Massimo

avatarjunior
inviato il 08 Maggio 2015 ore 10:04

perfettamente d'accordo su tutto. aggiungerei inoltre che certe volte quando si ama davvero una specie animale, nel mio caso leoni e wild dogs, nonostante ci possa essere una luce fantastica e si possano ottenere buoni scatti, può essere altrettanto bello parcheggiare la jeep accanto a loro e goderseli mentre interagiscono lasciando la macchina fotografica sul sedile. si possono cogliere tanti bei dettagli nei loro comportamenti che poi ti aiutano a catturare un momento particolare che a parere mio va oltre la nitidezza, lo sfocato etc

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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