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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 12:17
Ciao a tutti, leggendo il libro l'immaginario dal vero di Henri Cartier Bresson, c'è un punto in cui lui parla di colore e il nero nella fotografia e dice "considero il colore un mezzo d'informazione importantissimo ma molto limitato sul piano della riproduzione che resta chimica e non trascendentale, intuitiva come in pittura. A differenza del nero, capace di riprodurre la gamma più complessa, il colore non offre che una gamma frammentaria". Volevo capire se questo discorso è valido sempre, come legge del colore, oppure era un discorso soltanto per il mondo dell'analogico. Volevo capire se questo cambia anche con i sensori odierni. Faccio un esempio: io ho una fuji x-t1, se io imposto lo scatto in bianco e nero direttamente dalla fotocamera, quindi escludo il lavoro via software, o scatto a colori e poi converto i colori in bianco e nero, è la stessa cosa oppure il sensore risponde in maniera diversa? Spero di non essere stato confuso. |
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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 12:50
Converti. Nel digitale non esiste il bianco e nero direttamente al sensore. Il raw è sempreba colori. |
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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 12:54
Da Wikipedia "Nei formati Raw vengono registrati, quindi, i dati monocromatici grezzi indicanti l'informazione di intensità luminosa incidente sui singoli photodetector R, G e B. Questa descrizione è valida nel caso di un sensore con CFA (Color Filter Array) di tipo bayer RGB, mentre nel caso il CFA sia di tipo diverso, ad esempio RGB-E (Red, Green, Blue, Emerald) quadricromatico, l'eventuale file Raw che si forma conterrà le quattro informazioni monocromatiche separate, derivanti dai photodetector che registrano i quattro colori." |
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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 12:59
Ti sconsiglio di fare del B/N diretto,o Monochrome,meglio se scatti a colori,ancor meglio,se ti è possibile in RAW ed elabori dopo.Cosi potrai lavorare con vari parametri,ed intervenire direttamente nella formazione del B/N finale. |
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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 16:58
Già quello che vien catturato dal sensore è una "elaborazione" della realtà, ed è a colori. Se fai convertire (sempre in quella maniera) alla fotocamera, quanto altro ti perdi? Meglio scattare a colori e poi convertire a PC, esistono ottimi software per portare in BN gli scatti a colori, con millemila possibilità di personalizzare. (Topaz Labs B+W Effects, Alien Skin Exposure, Nik Collection Silver Efex sono i primi che mi vengono in mente) |
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inviato il 26 Dicembre 2014 ore 17:24
Se scatti in raw puoi anche usare l'opzione monochrome tanto il risultato che ti da la macchina nel LCD è solo un'anteprima jpeg lavorato...Poi quando importi in LR, per esempio, a monitor hai la foto a colori...Solo così poi ti rendi conto se è meglio b/n o colori... Comunque l'idea del b/n deve partirti al momento dello scatto....Se aggiunto in pp di solito è solo per coprire piccoli disastri nell'esposizione o per dare un po' di movimento ad una foto spenta... |
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inviato il 27 Dicembre 2014 ore 14:46
“ .Se aggiunto in pp di solito è solo per coprire piccoli disastri nell'esposizione o per dare un po' di movimento ad una foto spenta... „ Dissento: spesso realizzo versioni BN (anche più di una) di scatti a colori, è anche una questione di sensibilità personale e di gusti. La foto a colori è una cosa, in BN è un'altra cosa. Poi è vero anche che il BN "corregge" determinati errori. |
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inviato il 27 Dicembre 2014 ore 15:19
Non intendevo fare di tutta l'erba un fascio ;) certamente come dici tu in pp si può trovare che la foto renda meglio in B/N rispetto che a colori ;) |
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inviato il 27 Dicembre 2014 ore 15:49
Mai in bianco e nero direttamente!!! Ciao. |
user39791
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inviato il 27 Dicembre 2014 ore 15:52
Raw senza dubbi, poi elabori con LR o programmi simili. Oppure vai di Leica monochrom........... |
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inviato il 27 Dicembre 2014 ore 16:02
non sono d'accordo,la foto in b/n ,non deve essere usata per rimediare ad una a colori "forse" sbagliata. Qui sul forum,va per la maggiore l'idea che si scatta a colori poi si va di pp. Ma mettendo la macchina in b/n possono fare settaggi che sicuramente miglioreranno la foto prima dello scatto.Il che non è cosa da poco |
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inviato il 28 Dicembre 2014 ore 18:46
" leggendo il libro l'immaginario dal vero di Henri Cartier Bresson, c'è un punto in cui lui parla di colore e il nero nella fotografia e dice "considero il colore un mezzo d'informazione importantissimo ma molto limitato sul piano della riproduzione che resta chimica e non trascendentale, intuitiva come in pittura. A differenza del nero, capace di riprodurre la gamma più complessa, il colore non offre che una gamma frammentaria" " Henry Cartier Bresson rappresenta un momento storico della fotografia europea, era bravo .....ma, come tutto a questo mondo, ha fatto il suo tempo ed oggi molte delle sue fotografie, almeno a me, suscitano tenerezza, se osservate con l'occhio critico odierno, e lo fanno sia dal punto di vista compositivo che tecnico. Quando Bresson si è formato come fotografo, la fotografia a colori era agli albori mentre il B/N dava miglior qualità d'immagine, ed è naturale che abbia più in simpatia il B&N, e non è l'unico tra i fotografi bravi e vecchi di età: ai loro tempi, il colore era di difficile gestione tecnica e pratica, mentre il B/N era più gestibile, ci intervenivi di più direttamente (mentre NON potevi intervenire sul colore) e dava oltretutto qualità d'immagine migliore della pellicola o diapositiva a colori. La fotografia in B/N è, semplicemente, un'astrazione della realtà, NON è la realtà, che è raffigurata meglio, con maggior compiutezza, da una immagine a colori se gestita bene. Se uno decide di fotografare in B&N, tecnicamente parlando, la miglior via (= qualità d'immagine migliore) è quella di scattare in RAW, sviluppare in formato immagine A COLORI il RAW, e dopo convertire in B/N l'immagine, con fotoritocco esterno alla fotocamera. Si ha cosi il miglior sfruttamento del sensore, ossia la più ampia gamma dinamica e cromatica, il che porta a maggior numero di tonalità di grigio nell'immagine in B&N, con immagine finale più plastica e realistica, e si ha maggior controllo sulla scala di grigi, associati ai vari colori. Scattare di fotocamera in B&N è più rapido, richiede meno conoscenza, ma lasci fare alla fotocamera quello che dovresti fare tu, ossia il fotoritocco, col risultato che l'immagine finita non è mai di elevato livello, e non lo è perchè la fotocamera non permette interventi settorializzati (zonali) sull'immagine. Saluti cordiali. |
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inviato il 29 Dicembre 2014 ore 11:52
Parlo da possessore Fuji. Il jpg in camera sfornato dalla mia x100s non è per niente male. La conversione da RAW però è decisamente meglio. Al mio occhio non ancora allenato a vedere il mondo in b/n fa molto comodo il mirino ibrido della Fuji perchè la preview la si può fare "live", e quindi scatto raw+jpg sfruttando prima il mirino in digitale per vedere il mondo in b/n, e poi i jpg come se fossero provini a contatto. Sono già in b/n e pesano meno, quindi sono più facili da gestire per fare editing. Scelte le foto, lavoro i raw.... Riguardo alle affermazioni di HCB, sono come i libri di Feininger ovvero, per quanto concerne la tecnologia vanno contestualizzati. Resta valido il linguaggio del b/n ovviamente, altrimenti non staremmo a parlarne... |
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inviato il 23 Giugno 2015 ore 8:06
Ciao Alessandro, dissento profondamente da quanto hai detto. HCB ? stato ed ? tutt'oggi IL MAESTRO avendo insegnato a tutti noi cosa vuol dire fare fotografia. Tenerezza mi pare un termine fortemente inadeguato per un opera di tale livello. Ribadirei inoltre che come hai giustamente detto la foto BW ? un'attrazione ma qualsiasi forma di rappresentazione ? astrazione pure quella cromatica non fosse altro perché congela un istante parziale di realtà o presunta tale. Un saluto Sergio |
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inviato il 23 Giugno 2015 ore 8:08
nel post precedente interpretare ? come e' (l'ipad fa i capricci) |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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