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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 17:25
“ E la macchina fotografica ? Tu non hai una macchina come noi tutti, Kodak o Nikon o Leica. Io non so cosa hanno gli altri. Io ho una macchina che ho fatto fabbricare, una cosa tutta legata con lo scotch, che perde i pezzi. Io non sono un amante di queste cose. Ho questa da quando ho iniziato, sempre la stessa. Con lei ho vissuto le cose, belle o brutte, con lei ho diviso tanti attimi della mia vita. Mi rattrista solo l'idea di staccarmi da lei. Ma questa macchina da dove viene ? L'ho fatta fare io. Ho smontato un'altra macchina di un amico mio, togliendo tutte le cose inutili. Per me l'importante è che ci sia la distanza e? cosa c'è d'altro? Io non so came funzionano queste cose. L'importante è che non passi la luce. È una cassa senza niente. E che film ci metti ? Quello che trovo. Ma un film 35 millimetri ? Non mi chiedere i millimetri. I film grandi, non quelli piccoli. Non il piccolo formato. Mai avuto. Centoventi ? Non mi dire mai i numeri! Io so solo una cosa: il sei per nove e ridotto a sei per otto e mezzo. Cioè fai dodici foto con un rullino ? Non ricordo. Mi sembra che ne faccia dieci, non dodici. Dieci immagini. Per me questo è importante. Una volta ho vinto un apparecchio di piccolo formato, in un concorso, ma non sono riuscito a fotagrafare, era troppo veloce, non c'era più la partecipazione come con la mia macchina, non avevo il tempo di pensare, scattavo quasi inutilmente. E perdevo la gioia più bella, che è questo aspettare, questo preparare l'immagine, girare, cambiare il rullino. Invece questa è giusta per me, per il mio carattere. E che velocità ha questa macchina ? Un trentesimo? Un centesimo ? Non ricordo. So che non arriva oltre il duecentesimo. Per fare i paesaggi dall'aereo, me ne faccio prestare un'altra, da un amico, ci sarebbe da vergognarsi, però non me ne frega niente. Per me va bene lo stesso, perché io, se potessi, fotograferei senza macchina, non ho questo grosso amore per la meccanica. E il diaframma che apertura ha? Secondo le volte. A Scanno, per esempio, le ho fatte quasi tutte a un venticinquesimo. In inverno faccio due e ventidue. Diaframma ventidue e mezzo secondo. So che c'è un due e un ventidue. È la chiusura dell'obiettivo, questo l'ho imparato a memoria. Dunque chiudi completamente l'obiettivo. Tutto chiuso, sempre uguale. Perché sono paesaggi. Invece quando faccio le figure no. Tengo l'obiettivo aperto perché c'è poca luce. „ Discorso trito e ritrito quello sull'hardware e la sua importanza (o non importanza). Ma raccontato così ha un non so che di poetico, di spiazzante per me. (Ah, ovviamente non è il discorso tra un giornalista ed un barbone preso per strada, è un'intervista a Mario Giacomelli... maledettifotografi.it/interviste/mario-giacomelli/ ) |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 18:38
Oh, sarà anche un genio, però parla come un ritardato ... |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 18:54
Grazie per aver condiviso questa bellissima intervista che non conoscevo, consiglio d'andare oltre la parte proposta..merita..molto.. |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 19:00
@Caterina : certo!! La parte riportata tratta del dito & della luna, ma è assolutamente da leggere tutto! Anzi, mi incuriosisce anche il libro da cui è tratta... @Alvar: Temo sia voluto. Giacomelli scriveva, e pure bene. Immagino abbia risposto così per "costruire" nella testa di chi legge l'atmosfera surreale che a volte si crea quando spacchiamo il bit a metà ignorando cosa succede dall'altra parte del sensore. Ma è una mia teoria questa, non farci affidamento. |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 20:23
lo vado a leggere.. |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 21:14
Concordo con Shambola ;) Probabilmente ha giocato sul personaggio, ma lo ha fatto in modo sensato. |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 21:18
Grazie! Molto bella! |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 21:27
Cosi', istintivamente, mi torna in mente Piero Ciampi....non so perchè. Grazie per questa bellissima lettura. |
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 21:34
molto interessante |
user39791
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inviato il 23 Dicembre 2014 ore 21:36
Lo trovo inutilmente snob. Forse chi ha scritto questo articolo ha un po spinto su questo lato per creare interesse nei lettori. |
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inviato il 24 Dicembre 2014 ore 3:59
Snob? |
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inviato il 24 Dicembre 2014 ore 8:13
un grande occhio senz'altro, e un famoso precursore di una PP minimal graphics. |
user39791
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inviato il 24 Dicembre 2014 ore 8:18
Fabrizio Snob hai capito bene. Oppure comico come dice Olopierpa. Se non è così, e spero per lui che la verità sia questa, si è divertito a prendere in giro i maniaci della tecnologia. Ma il mio non è un giudizio sulla sua persona, e tanto meno su di lui come fotografo perchè lo ritengo uno dei grandi, ma è un giudizio limitato a questa (pseudo?) intervista. |
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inviato il 24 Dicembre 2014 ore 10:11
Come è stato detto, probabilmente ha voluto appunto ''giocare''. O forse a quelle cose non dava davvero peso :) A me non sembra così incredibile il non dare importanza a certe cose. Ovviamente il non saper cosa sia un diaframma ecc è probabilmente una provocazione. |
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inviato il 24 Dicembre 2014 ore 11:18
Bellissima. Secondo me lui è proprio così, senza filtri... "Io credo all'astrattismo, per me l'astrazione è un modo di avvicinarsi ancora di più alla realtà. Non mi interessa tanto documentare quello che accade, quanto passare dentro a quello che accade." |
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