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inviato il 20 Settembre 2014 ore 13:09
Grazie!!! La stampa è la parte più difficile! Sino ad ora sono arrivato a risultati appena sufficienti... ma non demordo... appena avro tempo mi ci rimetto. |
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inviato il 15 Ottobre 2014 ore 19:10
ciao complimenti per il lavoro ,ben fatto e ottimamente eseguito, guardando le tue fotografie ritorno a ritroso nel tempo quando anch'io facevo parte di coloro che sviluppavano e stampavano , ora la tentazione di fare un salto a ritroso è grande, ma sia il tempo che lo spazio purtroppo non me lo permettono. ti rinnovo i complimenti per il lavoro ottimamente eseguito. ciao giuliano. |
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inviato il 18 Ottobre 2014 ore 0:00
Io ho stampato dal 69 e fino oltre agli anni 90, anche a colori - per prova- con il metodo sottrattivo con i filtri in gelatina. Un casino, una infinità di bacinelle. Con il bn stampavo fino al 50x60 proiettando per terra l'immagine e focheggiando con il focometro. Smaltavo le foto fino al 30x40.(qualcuno, di certo, non saprà cosa vuol dire "smaltare"). Ho regalato il tutto ad un club fotografico, anche il mio buon ob. Componon. Bei tempi... Però devo dire che l'impegno per cercare di fare bene una foto ce lo metto sempre, ma col digitale c'è la possibilità di correggere gli errori "quasi" in tempo reale a costo zero. La nostalgia del bn (analogico) però rimane, anche perché è legato alla nostra giovinezza, c'è un pezzo di storia che non si può cancellare: tante emozioni. Un vecchio amore non si scorda mai e ti rimane nel cuore... |
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inviato il 18 Ottobre 2014 ore 9:26
Ciao, io mi sono avvicinato di recente alla camera oscura, porto avanti il discorso molto lentamente per motivi di tempo e anche di spazio (mi arrangio in qualche modo in cantina). Con lo sviluppo vado abbastanza bene, c'è da fare ancora tanto con la stampa... I tuoi trascorsi sono invidiabili, possiedi un piccolo tesoro di esperienze, che se oggi un po' svalutate, sicuramente di valore per le emozioni che il tutto ti ha dato. Ciao e grazie del passaggio. |
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inviato il 19 Ottobre 2014 ore 1:58
Ciao Lui_gi. Io sono uno di quelli che sanno cosa vuol dire smaltare una stampa, e ho usato anche il focometro. Come non condividere quanto scritto da Pietro. Anche se non tornerei indietro ricordo ancora l'odore acre dei bagni di sviluppo. Leggo che la stampa ti da qualche problema, ma se chiedi, nel forum di sicuro trovi chi può consigliarti al meglio. Portare avanti questa esperienza sarà sicuramente gratificante; ne vale la pena!! Un saluto con i migliori auguri. Ciao! |
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inviato il 19 Ottobre 2014 ore 6:57
Ciao Lui_gi, per quanto riguarda la stampa dovresti fare diversi provini dove ci sono zone chiare e scure e dovresti prendere i diversi tempi di esposizione poi ritagli dei cartoncini neri con varie forme e del filo di ferro il tutto per potere fare delle maschere che userai per coprire le parti sovraesposte della negativa proiettata sul piano di stampa. ti consiglio di chiudere molto il diaframma dell'obiettivo di modo che avendo tempi lunghi di esposizione puoi gestire meglio i tempi di mascheratura delle parti sovraesposte. Se hai delle richieste o domande particolari chiedi pure nel limite delle mie conoscenze in materia cercherò di esserti di aiuto. Buon divertimento Ciao Federico |
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inviato il 03 Novembre 2014 ore 16:09
Luigi, sviluppare e stampare è semplice, sono i risultati che poi vanno raggiunti. Scrivere qui tutto ciò che si può fare è impossibile, ed è pure difficile trovare un amico che ti possa insegnare tanti trucchetti e passaggi per ottimizzare non solo lo sviluppo, ma anche la stampa, visto che quasi nessuno, se non pochi nostalgici, ai giorni d'oggi stampa in BN. Il digitale ha preso fortemente il sopravvento. Ai miei tempi c'erano molte riviste mensili, come "Tutti fotografi" - "Fotografare"- "Fotopratica" che di quest'ultima ne conservo una copia del 1976, dove riporta il mio primo premio nazionale di fotografia bn a tema. Ogni mese si partecipava ad un concorso inviando una foto bn ed il mese successivo si leggeva l'elenco degli ammessi e dei vincitori. Gli esperti ti facevano notare gli errori. Poi c'erano molti articoli sul bn, come ottenere certi risultati, trucchi, ecc. Si potevano leggere le novità sugli sviluppi, carte, macchine fotografiche, ingranditori, ecc. Si potevano acquistare dei libri : "La camera oscura" - "Trucchi in camera oscura" e altri. Fai una ricerca. Bei tempi davvero. Ma tutto cambia, così come cambia la nostra vita!!! Buona luce. |
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inviato il 16 Dicembre 2014 ore 13:38
Io credo esista o per lo meno dovrebbe, qualche corso per lo sviluppo e stampa in b/n. Avere un buon insegnante all'inizio soprattutto ti fa mettere sulla buona strada. Io nel 2000 partecipai ad un corso triennale di fotografia persso lo ied di roma. Un altro pianeta! Il contatto con gente che mastica la materia da anni ti fa fare subito grandi progressi; e all'epoca c'era appunto il laboratorio b/n come materia. Beh in un paio di anni si era arrivati non a livello di uno stampatore professionista ma sicuramente gli argomenti chiave si erano sviscerati tutti. Io consiglio, magari documentandosi bene prima, l'avvicinamento ad un professionista che puo dare i giusti consigli. |
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inviato il 16 Dicembre 2014 ore 22:39
Ciao e grazie a tutti, e scusate se magari rispondo tardivamente. I problemi per me sono lo spazio e il tempo, mi ci sono messo con grande entusiamo questa estate, ma appena ripresa la vita di tutti i giorni non ho più avuto modo di "praticare". Ho insistito più di una volta presso il circolo fotografico che frequento, affinchè organizzino dei corsi di camera oscura... ma a quanto pare, sono l'unico a cui interessa l'argomento... Tra un po' ci saranno le feste di Natale e spero di trovare il tempo per maneggiare con sviluppatrice e soluzioni... Ringrazio tutti, terrò ben presente la vostra disponibilità per consigli, non mancherò di approfittarne quando sarà il momento! Ciao |
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inviato il 08 Gennaio 2015 ore 3:44
Scattare in analogico sarebbe un buon incentivo anche per me per riflettere di più prima di scattare.Posseggo una nikon d90 ed uno degli errori più frequenti è di mettere a fuoco la parte sbagliata dell'immagine e inoltre mi capita spesso di non accorgermi di tutti gli elementi di disturbo nell'inquadratura.Francamente mi sembra un pò complicato passare all'analogico anche perchè non sò nulla di come si sviluppa un rullino. Saluti Davide |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 23:38
Quante notti passate a sviluppare BN in camera oscura!....oramai saranno 20anni fa, un amico siera costruito una camera usando una parte della cantina e ci ritrovavamo li in 3 o 4 per sviluppare rullini e stampare. I liquidi e la tanchetta costano (costavano ) poco ma ci voleva pratica per aprire il rullino al buio e avvolgero con perizia al tamburo...poi rispettare i tempi e cercare di tenersi nel range di temperatura. Ma il momento più bello era proprio la stampa, con ingranditore, le vaschette di sviluppo e fissaggio e di conseguenza anche i tempi giusti, la carta...il tempo passava veloce come lampo. Avevamo anche dei manuali che trattavano su come dare effetti particolari. Ricordo un esempio (se non ricordo male di Newton) che spiegava di come usare il cotone passato durante la proiezione su carta per dare effetto al cielo e nuvole.Bei tempi!....ora ogni tanto un rullino lo scatto, ma come pellicola uso quella della kodak da poco, quella che si trova al supermercato, e lo sviluppo colore lo faccio per forza fare dal laboratorio che eventualmente digitalizza anche.Riconosco comunque che il fascino della pellicola e tutta un'altra cosa....un'alchimia dallo scatto allo sviluppo e stampa...certo che la qualità degli obbiettivi e dei sensori digitali hanno fatto passi da gigante, tralasciando i grandi formati in 6x6 e 6x7 scattati con apparecchi blasonati per il resto con la 35 non ci sono paragoni. |
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inviato il 15 Settembre 2015 ore 19:56
@Pietro Veivolo, ho quasi la tua età (sono di 4 anni più vecchio...! ) e anch'io dal 1970 sino a circa 10 anni fa ho sviluppato in casa in una camera oscura ben attrezzata..Ti dirò che ancora oggi mi mancano l'odore dei liquidi di sviluppo, del fissaggio e dell'acido acetico. Negli anni anch'io provai a sviluppare anche il negativo colore; Purtroppo la necessità di tenere la temperatura dei bagni senza differenze di +o- 1/10 di grado, mi fece e mi indirizzò verso lo sviluppo, con ottimi risultati, delle diapositive (io usavo Agfa 50 ISO professional con i bagni proprietari) L'ansia dell'inversione a mezzo lampada mi attanagliava tutte le volte, per anni, ma il momento dopo la sbianca in cui iniziavano ad apparire le fotograife era impagabile! Nulla a che vedere con lo scaricare la CF al computer... Deve dire però che il digitale sopratutto per chi è passato per la gavetta, dopo un primo disorientamento può dae belle soddisfaazioni. Lui-gi tu hai fatto il percorso inverso e un pochino devo dire che ti invidio, ti esorto a insistere con con la stampa magari leggendo qualche buon libro...vedrai che dopo aver coperto qualche centinaio di Mq con stampe che non ti soddisfano pienamente arriverà il momento magico in cui saprai già, prima di mettere la carta sotto l'ingranditore, cosa ne verrà fuori.. Ho visto le tue foto e mi sono piaciute nonostante il passaggio penalizzante dovuto alla scansione. Io ho un scanner che dovrebbe essere migliore di quello tuo (Epson Perfection V750); Nonostante ciò il collo della bottiglia è sempre quello, purtroppo ! P.S. non ho venduto nulla di tutta l'attrezzatura, nonostante mi occupi praticamente una intera stanza di casa |
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inviato il 02 Agosto 2016 ore 0:56
Anche io ho imbobbinato e sviluppato, personalmente e quasi settimanalmente per tre anni,con gli acidi le pellicole bn in camera oscura. la luce rossa e le foto appese ai fili ad asciugare. Sono passati circa 25 anni, quando l'avvento del digitale era oramai alle porte. Bei ricordi, tanta pratica ed alcune soddisfazioni, ma anche tante arrabbiature quando le foto non venivano come avrebbero dovuto. Non tornerei comunque indietro. La possibilità di rivedere subito il risultato ottenuto ed eventualmente correggere gli errori è impagabile, senza tenere conto del risparmio economico. Ciao mauro |
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