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inviato il 19 Marzo 2014 ore 16:02
in una borgata del paese dove abito vi è una chiesa (museo nazionale), anni fa decisero di fare in paese una mostra dedicata alla natività, con il giovane curato abbiamo girato chiese e cappelle compreso quella (museo nazionale), siccome vi è anche un giudizio universale stupendo gli ho chiesto di fotografarlo per mè, l'unica sua richiesta fù non farne un commercio. saluti |
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inviato il 22 Marzo 2014 ore 1:27
L'immagine ha un valore ed è plausibile che ci sia qualcuno ne sia proprietario, altro discorso è capire chi sia e se chi rivendica tale possesso ne abbia effettivo titolo. Quanto ai permessi, spesso si limita l'uso di attrezzature fotografiche per la loro invasività: ve lo vedete il Louvre con una foresta di treppiedi e banchi ottici davanti alla Gioconda, raffiche di flash che la sbiadiscono in una settimana e file di turisti che inciampano a destra e a sinistra intasando non più i musei, ma il pronto soccorso? Vero, con la gente educata non ci sarebbe bisogno di norme restrittive, ma evidentemente...Quanto al pagare, ho visto che in molte chiese di Firenze le aree destinate al culto sono accessibili, si paga per entrare in zone circoscritte dove ci sono i capolavori più eclatanti. Ci può anche stare... Oh, ragazzi, l'arte costa (in manutenzione, sicurezza, infrastrutture, personale e quant'altro). Nei limiti della decenza, un piccolo contributo... |
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inviato il 29 Novembre 2014 ore 10:40
Attualmente con le macchine fotografiche moderne usare il flasch non serve quasi a nulla, obiettivi luminosi, ISO, ecc ecc. Comunque sempre a "casa" di altri si entra ne consegue che bisogna stare alle regole, se si chiede al parroco la gentilezza di scattere qualche immagine non credo a una risposta negativa. Certo che se uno/a entra e scatta come se gli fosse dovuto....be come dargli torto. |
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inviato il 29 Novembre 2014 ore 21:56
Secondo me il nodo - tutt'altro che ideologico -da sciogliere è a chi appartengono certi beni culturali e a cosa servono. Se si pretende che una chiesa appartenga alla Chiesa e serva per pregare, sono anche d'accordo. Però quando ci sono i restauri da fare i fedeli fanno la colletta senza angosciare la collettività e se la chiesa gli crolla in testa se la prendono con se stessi. Se la chiesa ("c" minuscola, l'edificio, ma anche il monumento civico,il palazzo antico, qualsiasi bene culturale) è patrimonio pubblico mettiamo tutti le mani in tasca per mantenerlo ma deve servire all'interesse collettivo, che - bada bene -non è affatto quello magari maggioritario dei fedeli raccolti in preghiera. Serve per pregare, (interesse privato, magari maggioritario ma privato) ma anche per il turismo e la cultura (questi si, interessi pubblici). Tutto si deve conciliare, ma ricordiamoci che al di la della tolleranza e della buona educazione c'è il diritto, ad affermare la supremazia degli interessi collettivi su quelli particolari. E' vero che in Italia la Chiesa ("C" maiuscola, l'organizzazione) è un soggetto privato molto particolare, ma ogni tanto una piccola riflessione non guasta. Se poi le leggi vanno da un'altra parte....ma da che parte vanno?? Non c'è neppure un elenco dei beni culturali accessibile liberamente... |
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