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inviato il 08 Novembre 2013 ore 0:52
Probabilmente è un argomento trito e ritrito, ma sarà una cosa ciclica, quindi verranno rifatte domande simili. Non trovando un articolo utile sul forum chiedo per avere info definitive che possano convincermi su come agire e comportarmi. Vorrei stampare le mie foto, in previsione di un uso lavorativo (portarmi appresso un portfolio fisico), ma la paura è che potrei vedere appena stampate delle schifezze, come ci si deve comportare quindi? che precauzioni e che caratteristiche bisogna controllare affinché la stampa sia ottimale e "perfetta"? |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 7:56
E' un percorso lungo e molto costoso per stampe "perfette", ti consiglio prima di spendere gran soldi di fare un corso ad hoc sulla gestione del colore dal video alla stampante passando per gli spettrofotometri e i profili ICC (diversi per ogni carta, monitor e stampante), così almeno ai idea di che morte morire |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 8:02
Vuoi stampare da te oppure rivolgerti ad un laboratorio? Se fosse un laboratorio, ne hai qualcuno fisico oppure pensi di rivolgerti on line? Sono processi diversi. Ciao Gianfranco |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 12:51
nono, ok spiego meglio, vorrei preparare ad hoc il file per portarlo in un laboratorio! senza trovarmi brutte sorprese. |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 13:11
Io parlo da ignorante, ho fatto stampare qualche fotografia delle cime di lavaredo, le trovi sul mio profilo nella galleria lavaredo...ho fatto una piccola post per la pubblicazione sul forum, e poi le ho stampate, così come le vedi nelle gallerie!!! Risultato pazzesco, sono meglio che il web ultra definite!! L'unica scelta e stata una carta opaca per i riflessi!! |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 13:17
il mio dubbio risulta per la scelta dei dpi (io li lascio a 300) e della conversione in CMYK; un mio conoscente che lavora in una grossa copisteria mi ha detto che per ottenere colori migliori e più fedeli è preferibile convertire da RGB a CMYK, in quanto il segnale RGB non rappresenta colori reali in stampa, pertanto non vengono riconosciuti esattamente come tali, al contrario il segnale CMYK è migliore. |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 13:25
Si anche io quando sono andato a fare un calendario presso una copisteria ho convertito in CMYK, ma avevo fatto tutto da me dal layout al file per le lastre, per le [negozio 24]esso mi affido ad un buon negozio rinomato vicino a Bg, devo dire caruccio, però su stampe grandi (ho fatto anche un 120X180cm) mi prepara sempre un provino di stampa che poi valuto assieme a lui, il profilo colore in questo caso lo lascio SRGB in Tiff a 16bit. Ti consiglio di cercare un buon stampatore vicino a casa tua, no online, fatti lasciare il profilo colore ICC che userà per la stampa e simula al tuo monitor (naturalmente calibrato) il risultato. Comunque un corso sulla gestione colore è molto intrigante te lo consiglio lo stesso. |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 13:33
chiederò p.s. come mai hai convertito in Tiff? il peso dei Tiff è scanadalosamente alto! |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 17:05
Non sono un professionista della fotografia e sono un autodidatta, ma non vedo tutta questa difficoltà a stampare e non mi va in genere di vedere le mie foto "malmenate" da un laboratorio (oltretutto è molto difficile avere un rapporto così stretto-salvo pagare cifre notevoli-con un fotolaboratorio). Magari dirò delle stupidaggini per qualche "purista" ma stampo sempre da me e da alcuni anni. La trasformazione in CMYK credo che serva solo alle stampanti dei laboratori professionali. Occorre una stampante discreta a più colori: io stampo normalmente o con una A4 a 6 colori Epson Claria che assicura stampe di notevole durata (da quando stampo-alcuni anni- non mi si è rovinata nessuna stampa) oppure una non recentissima Epson R2400 con 8 inchiostri a pigmenti, con la quale stampo in A3+ stampe che ho in cornice, costantemente alla luce da 6 anni e non sono sbiadite per nulla. Le foto, processate in Photoshop sono salvate in Tiff perchè, ovviamente, il Tiff non determina perdita di dati come il jpeg che è un formato matematico compresso. Dimensiono la foto a seconda del formato necessario e stampo ad almeno 300 DPI ( che è il valore tipico della stampa fotografica...anche se valori un po' inferiori quasi non si vedono) Per poter esser sicuri che quello che vedo a monitor corrisponda in stampa occorrerebbe calibrare il monitor; ci sono dei sistemi di calibrazione che andrebbe fatta circa ogni mese. Farò inorridire qualcuno, ma spesso me ne frego della calibrazione e (come in analogico un tempo) io faccio qualche provino in piccolo formato, circa 10-15 o poco meno con lo stesso tipo di carta, fino a raggiungere il risultato voluto (c'è sempre un po' di differenza tra quello che si vede al monitor e quello che si stampa) .Ovviamente una buona carta per stampare (in genere uso Ilford o Canson). Tutti questi problemi non ci sono, secondo me. Ma non mi soddisfa assolutamente tenere le foto e vederle al computer |
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inviato il 08 Novembre 2013 ore 18:26
Ho scelto il Tiff a 16bit per la massima qualità, anche se poi non tutte le sfumature vengono riprodotte in stampa. |
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inviato il 09 Novembre 2013 ore 18:21
Il punto è che ci deve essere coerenza tra il profilo colore incorporato nel file e quello utilizzato dallo stampatore. Se il tuo stampatore usa l'sRGB, allora è sufficiente utilizzare tale profilo per avere la corrispondenza dei colori ma attenzione, non è detto che sia uguale a quello che vedi se il monitor non è calibrato. Alcuni stampatori su internet forniscono il profilo colore della loro stampante in maniera da poter lavorare su quello. Ciao Gianfranco |
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inviato il 09 Novembre 2013 ore 18:44
mmm e come si fa per non avere problemi? |
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