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inviato il 13 Giugno 2026 ore 17:18
Salve a tutti, ho in mente di scattare delle fotografie ad una casa di famiglia che a breve sarà venduta. Non si tratta di fotografia per interni a scopo commerciale, quanto piuttosto di una "operazione nostalgia" per mantenere vivo il ricordo di un luogo che, pur avendo una storia complicata e dolorosa, è tuttavia indissolubilmente legato a persone care ormai scomparse. Nella mia testa, il progetto verrebbe strutturato in questo modo: una parte degli scatti andrebbe a rappresentare gli ambienti (esterni ed interni), una parte si focalizzerebbe sui dettagli (di arredi o di componenti architettoniche) o su foto ambientate di oggetti. Avrei voluto includere anche qualche ritratto ambientato dei miei familiari, ma per varie ragioni probabilmente non sarà possibile. Le foto saranno a colori, ma vorrei provare ad aggiungere anche qualche scatto in bianco e nero. Sapreste suggerirmi qualche autore da cui prendere ispirazione? Al momento infatti la mia premura principale è figurarmi come evitare di ottenere delle robe indistinguibili dalle classiche foto da inserzione fatte con il cellulare. Dato che, neanche a dirlo, sono privo di esperienza in fotografia di interni / still life / BW, vi sarò comunque molto grato anche per gli eventuali suggerimenti tecnici/pratici che vorrete aggiungere. Io comunque mi sono documentato un po' sul web e letto qualche libro, quindi almeno un'idea generale di come approcciarmi ai vari generi ce l'ho. Inoltre nei prossimi giorni farò anche qualche scatto di prova a casa. Lato attrezzatura, il mio corredo è nel profilo. Inoltre ho un treppiede (piuttosto scarso, ma me lo farò bastare), stativi, flash, softbox, gelatine. Ringrazio fin d'ora chi vorrà dedicarmi del tempo. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 18:39
cavalletto pesante. Fotocamera accuratamente in bolla. Bracketing (almeno tre esposizioni, curando parti buie e, sopratutto, l'esterno delle finestre.) Fatti gli ambienti in luce naturale (scegliendo le ore migliori per ogni finestra e stanza). Fai i particolari.. quelli che sottovaluti sempre, ma che poi sono il vero detonatore dei ricordi. Comincia dalla serratura di ingresso e poi fai maniglie e rubinetti. Fai il piano di cottura con la caffettiera. Il sottolavello. Gli scaffali, le prese elettriche sbeccate. Le cerniere. I mobiletti, La tazza con lo zucchero. la piastrelle rotta. Insomma cerca l'inezia, il particolare che a furia di vivere non vedi piu' ma che distingue casa tua dalla casa di chiunque altro. Cerca l'usura del tempo ma, sopratutto, l'usura data dall'uso, dal passaggio. La soglia graffiata dalle unghie del cane. La tappezzeria graffiata dal gatto. L'ombra di un quadro che non e' piu' appeso. il vaso del basilico, con la terra secca |
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inviato il 14 Giugno 2026 ore 9:04
Grazie per il passaggio e per gli spunti, Raviolo. È proprio l'approccio che vorrei dare al progetto. Certo il rischio di scattare una foto banale è altissimo. Mi sto studiando le opere di Ghirri sul web, al mio occhio ineducato sembrano tutte apparentemente foto estemporanee che potrebbe scattare chiunque. Eppure, percepisco l'armonia nella composizione dello scatto (istintivamente le valuto come "giuste"). Ho comunque bisogno di un secondo passaggio (ed un terzo, un quarto) per cominciare ad apprezzare lo studio che c'è dietro. Senza il contesto dato dalle didascalie, molte di queste non avrebbero senso per me. Non che io abbia chissà che pretese, sia chiaro. Già mi accontento se scatto a fuoco ed espongo decentemente. |
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inviato il 14 Giugno 2026 ore 10:11
“ Già mi accontento se scatto a fuoco ed espongo decentemente. „ Appunto... se non sei preparato, comincia con questo obiettivo in mente. A fuoco e ben esposto. Produci una documentazione minuziosa della casa. Anche 500 foto. Pensa che una volta venduta non sara- piu tua e si perdera' l'impronta. Quindi prendi il tempo che ti serve ora. Sara' un modo di viverla un'ultima volta. Una sorta di urbex al contrario, invece di una esplorazione.. un addio. Vedrai che in quelle ore si svilupperanno percorsi. Camera da letto-bagno-cucina-colazione-caffettiera. Cantina-cucina-salotto-cavatappi e bicchieri. e cosi- via. Su quelle rotte che hanno abitato quella casa troverai i segni da fotografare. Edit. Importante, quando sarai li, verrai preso da una fretta di scattare e forse da una sorta di repulsione. Combattila. PRENDI TEMPO. Ripeti i percorsi ed i gesti abituali. Chiave nella toppa, entri, ungiro, cappello e giacca in ingresso, (osserva la luce, l,appendiabiti vuoto e poi pieno. C'e' senz'altro il segno di innumerevoli volte in cui il cappello e'stato posato.) Piano piano, se aspetti abbastanza e se riesci a combattere la tristezza troverai i segni. Non cercare la foto stilosa o alla Ghirri. La fotocamera non e' il punto cruciale. Se ti concentri sulla fotocamera perdi il segno. Trova il segno, il resto verra' da se. |
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inviato il 14 Giugno 2026 ore 10:52
Eccellente il consiglio di Raviolo. |
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inviato il 14 Giugno 2026 ore 10:56
Ho fatto una cosa simile con la cada dei miei nonni, in cui ho passato molte giornate della mia infanzia, e alla casa di mia moglie a cui ero altrettanto affezionato. Stesso motivo tuo. Ho optato per grandangolo sempre in bolla e luce ambiente. Per i particolari ho usato leggero tele sempre per contestualizzare. Luce naturale e penombra sono state per me le scelte più ovvie anche perché più vivi e alla sensazione di ricordo che no ho nella mente. |
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inviato il 14 Giugno 2026 ore 16:09
Di nuovo grazie mille Raviolo, i tuoi consigli sono preziosi. Farò come dici. Fbr: pensavo di usare il sigma 105 f2.8 per i particolari, per il grandangolo il più ampio che ho è il sigma 17-50 f2.8, ma i due canon anche se 24 sono nettamente meglio. Certo dopo i suggerimenti di Raviolo sono tentato di lasciare su il 24-70 e fare tutto con questo, per non lasciarmi distrarre troppo dalla fotocamera. |
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