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inviato il 13 Giugno 2026 ore 4:57
Salve a tutti, mi sto facendo una domanda che vorrei condividere con voi e capire anche il vostro punto di vista. Come mai, secondo voi, il ritratto classico a mezzo busto sia a colori che in bianco e nero oggi sembra attirare sempre meno interesse? Ho l’impressione che, nel tempo, si sia un po’ perso il valore della fotografia “base”, quella in cui il soggetto è statico e tutta l’attenzione è concentrata su espressione, luce e composizione. Spesso si sente dire che questo tipo di ritratto “non vale più nulla” o che è qualcosa di semplice e superato. Ma mi chiedo: è davvero così? Oppure il ritratto classico è diventato meno apprezzato perché, in realtà, non è così semplice come sembra? Forse il problema non è il genere in sé, ma il fatto che oggi molti lo sottovalutano o non lo padroneggiano davvero. Un buon ritratto a mezzo busto richiede controllo della luce, capacità di leggere il volto, gestione della profondità e soprattutto la capacità di tirare fuori un’espressione autentica dal soggetto. Eppure, proprio questa semplicità apparente potrebbe essere ciò che lo rende uno degli esercizi più difficili e sottovalutati della fotografia. Voi cosa ne pensate? Il ritratto classico ha perso valore oppure è semplicemente stato dimenticato o frainteso? |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 7:36
Condivido il 90% di quello che hai scritto,alla domanda finale,rispondo che è stato sostituito dai selfie! |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 7:44
Non saprei, forse per la ricerca autoreferenziale di autorialità. Personalmente non disdegno l mezzo busto, anzi |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 9:33
Un buon ritratto coglie e descrive l'anima di una persona. Le difficoltà non sono solo nella capacità compositiva o nel saper gestire la luce, bisogna saper descrivere il momento , il carattere, il modo di essere di un soggetto. Come sai amo il ritratto non posato, di non facile realizzazione. Tempo fa chiesi all'amministratore del sito se era possibile creare una galleria di soli ritratti, separandoli dalle foto di fashion, sarebbe un buon modo per valorizzarli un po' di più. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 9:41
“ coglie e descrive l'anima di una persona „ una delle tante tesi sul ritratto. Ognuno ha la sua. A me piace rifarmi alla definizione che ho preso da Tony Thorimbert sulla creazione di un personaggio: la relazione col soggetto non serve tanto per conoscerlo ed empatizzarem quanto per cogliere quegli aspetti che aiutano a descrivere il personaggio, che però non necessariamente coincide con quello reale, quanto con l'idea che il fotografo si è fatto di chi ha davanti |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 9:54
Concordo, ognuno di noi ha una sua idea nell'interpretare il ritratto, apprezzo anche la tua, che probabilmente è anche di più difficile realizzazione. Non sopporto più immagini di visi dall'espressione languida, ammiccante, anche se realizzati in maniera tecnicamente impeccabile, sono vuoti, simili a altri mille, non mi trasmettono nulla. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 10:06
Altra tesi interessante è "Il ritrattista fotografa sempre e solo se stesso” (Efrem Raimondi). E secondo me vale un po' per tutti i generi. Schietto, onesto e anticonformista, Raimondi ha contestato con fermezza gli sterili cliché della fotografia omologata e in particolare l’attestazione ampiamente – e infondatamente – condivisa della capacità del fotografo ritrattista di cogliere l’anima del soggetto ripreso. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 10:37
Io posso parlare solo del giro che frequento ovvero quello cosplay. Il buon vecchio ritratto classico che sia stretto o più ampio qui ormai va molto poco. Ci sono molti che sperimentano con il fisheye e ottengono un discreto successo sui social (che magari dice poco ma in questo giro è quello che viene ricercato). Ancora ancora funziona il ritratto ambientato purché la scena richiami il Mood da cui è tratto il personaggio. Poi un tripudio di luci, fuoco (vero) e effetti speciali in post. Vanno anche molto le inquadrature di dettagli stretti o comunque tagli non convenzionali. Io mi mangio le mani che mi sono comprato un 135 1.8 e di fatto non lo uso quasi mai perché i casi in cui si può ambientare con questa lunghezza focale sono pochissimi. E inoltre non sapendo sfruttare il fuoco né aggiungere effetti in post sono considerato un dinosauro nel giro. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 13:02
@Gfirmani Non conosco questo autore, appena ho un po' di tempo lo vado a cercare. Grazie per la segnalazione. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 13:05
“ Un buon ritratto coglie e descrive l'anima di una persona. „ Ti sfido a fare un ritratto ad un serial killer (senza sapere che lo è) o a un assassino, strupratore, ecc. che ne colga o descriva l'anima. Vedo più veritiera quella citata di Raimondi. |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 13:14
Le focali per riprodurre correttamente le proporzioni del viso a distanza da ritratto vs no da 85 a 135. Ma può essere intelligente provare anche focali più corte (35-50) per dare un po' di ambientazione e in qualche modo di intimità col soggetto |
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inviato il 13 Giugno 2026 ore 13:33
@Rcris Probabilmente hai ragione, ci si prova, non sempre con successo. |
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