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inviato il 05 Giugno 2026 ore 11:21
 Quando siamo arrivati in questo piccolo paese abbiamo subito individuato la villa abbandonata, ma appena scesi dalla macchina abbiamo capito che entrare sarebbe stato meno semplice del previsto. Il paese era completamente deserto, non c’era praticamente nessuno in giro. Proprio davanti all’ingresso della villa però c’erano dei lavori di ristrutturazione in corso in una casa molto bella, con piscina, e quindi per qualche minuto ci siamo chiesti se fosse davvero il caso di entrare oppure no. Alla fine ci siamo avvicinati lo stesso e abbiamo capito che era un momento di pausa. Nessun operaio in vista, nessun movimento. Il cancello della villa era completamente aperto, il giardino totalmente incolto e le porte spalancate. Siamo entrati senza difficoltà.
 La sensazione iniziale è stata subito diversa rispetto a tante altre ville eleganti e quasi da cartolina che si trovano spesso nel mondo urbex. Qui c’era qualcosa di più vero, più vissuto. Non era una villa di lusso, ma un posto che raccontava davvero la vita di chi ci aveva abitato.
 Siamo saliti subito al piano superiore. Abbiamo trovato tre camere da letto, un piccolo salottino e un bagno che secondo me è una delle parti più interessanti della casa. Una delle stanze era devastata, piena di oggetti sparsi ovunque: statuine religiose, santini, libri dedicati alla Chiesa e tantissime tracce di una vita molto religiosa. A un certo punto abbiamo trovato anche la il documento di una suora, e da lì abbiamo capito da dove arrivasse il nome Casa della Monaca. Una delle camere aveva un’atmosfera stranissima. Sul comodino c’era un vecchio giocattolo totalmente fuori contesto, mentre vicino al camino i calcinacci caduti dal soffitto avevano quasi coperto una piccola statuetta trasparente della Madonna di Lourdes. Una scena semplice, ma molto forte fotograficamente.
 Il bagno invece mi è piaciuto tantissimo, semplicemente meraviglioso. Piastrelle anni Settanta, due sanitari affiancati e soprattutto una cassetta del wc completamente spostata verso sinistra rispetto al vaso. Una soluzione assurda, di quelle che ti fanno fermare a guardare pensando a quanto abbia dovuto bestemmiare l’idraulico per montarla così.
 Poi siamo scesi al piano terra, dove c’è la stanza più bella della villa, quella che probabilmente rappresenta meglio tutta la casa. Una grande sala con divano, tavolo centrale, poltrone, un soffitto affrescato, un lampadario particolare e un enorme mobile pieno di oggetti religiosi. Crocifissi, una seconda Madonna di Lourdes, lumini da cimitero, candele, santini. Ma anche bottiglie di alcolici lasciate lì, perché alla fine la vita vera è sempre fatta di contrasti e non solo di preghiere. Anche la cucina mi è piaciuta molto. Non era una cucina elegante o moderna, ma una cucina vissuta davvero. Di quelle dove immagini persone sedute a parlare, mangiare, preparare il pranzo. Una cucina reale. Tutta la villa ha questo carattere molto religioso, ma allo stesso tempo molto umano. Non dà la sensazione di una casa fredda o costruita per apparire. Qui dentro si percepisce chiaramente che qualcuno ha vissuto davvero. Quando siamo usciti gli operai erano tornati. Li abbiamo salutati tranquillamente e ce ne siamo andati senza problemi.
 Non è una villa lussuosa e probabilmente non è nemmeno una delle location urbex più spettacolari che abbia visto. Però mi ha lasciato addosso una sensazione positiva. Perché in posti così non guardi solo l’abbandono. Riesci a immaginare le persone che ci hanno vissuto dentro.
 Qui tutte le foto |
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inviato il 05 Giugno 2026 ore 20:11
Complimenti , magnifiche immagini , sempre affascinante l'urbex ! |
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