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incidente sub alle maldive: italia vs resto del mondo


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avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 17:58    

avendo mio figlio che fa immersioni, ci siamo ovviamente interessati a questa triste vicenda.
La nostra principale fonte di notizia sono stati forum, agenzie e siti stranieri. E ovviamente anche qualche sito di notizie italiano.

Sulla dinamica c'è poco da dire, sono morti annegati nella grotta. Ma c'è una interessante differenza nell'analisi del fatto.
In italia, come al solito, si cerca il colpevole. Il responsabile, l'attrezzatura difettosa, la corrente, la serie di circostanze sfavorevoli. La procura, tanto per cambiare, apre un fascicolo per omicidio colposo. Perchè, per la nostra procura, un morto equivale sempre ad un omicidio. Ossia, ci deve essere una persona che sia stato responsabile di aver fatto qualcosa di sbagliato o non aver fatto la cosa giusta. Chiunque, persino se in quel momento si trovava all'altro capo del mondo. Tutti, insomma, tranne le vittime. Persino l'università adesso stanno tirando in ballo.

Ma il 99% dei siti, club, forum, youtuber da anni nell'ambito delle immersioni, hanno dato quasi subito un quadro quasi univoco, molti persino ancor prima che venissero recuperati i corpi: errore dei sub. Si, proprio delle vittime.
E non errore come potrebbe essere quello di chi inciampa su un sentiero. No, errore ben più grave e colpevole: aver fatto coscientemente un'immersione per la quale nessuno di loro era certificato e con un'attrezzatura inidonea, ma tanto inidonea. Che, per un italiano abituato alle inutili burocrazie del nostro stato ci sta che possa sembrare una colpa tutto sommato veniale, burocratica.

Nel mondo dello scuba, certificazione significa competenza. E le "regole" che vengono date per le immersioni, sono regole serie, da rispettare anche quando non c'è il vigile a darti la multa.

Meritavano di morire per questo? Certo che no, la tristezza rimane, l'angoscia che può aver provato quella madre quando si è resa conto che sarebbe morta anche sua figlia è inimmaginabile.

Se si vuole che non siano morti invano, che si possa apprendere la famosa lezione che potrebbe salvare un domani altre persone, bisogna avere il coraggio di dire chiaramente e a voce ben alta quale sia stata la reale causa: essere andati oltre i limiti della propria certificazione. Questa e solo questa è stata la causa di quella disgrazia. Anche se al momento sembra di aver tutto sotto controllo, ma bisogna che i sub abbiano sempre la percezione che sott'acqua può essere un'ambiente bellissimo, ma è sempre un ambiente ostile, mortale. L'uomo può sopravvivere solo se non vanno storte più di due cose per volta. E l'unico modo per garantirlo è mantenere sempre tutti i limiti di sicurezza.

Ma se si comincia a rimbalzare la vera responsabilità sul caso, sull'attrezzatura, sul comandante della barca, sull'università, sul papa....ci saranno altre persone che ad un certo punto ignoreranno qualcuna di quelle regole "burocratiche" perchè l'attrezzatura è a posto, il comandante della barca ha detto ok, l'università ha firmato il foglio e il papa ha pregato.

avatarsupporter
inviato il 25 Maggio 2026 ore 18:24    

Condivido in toto il tuo ragionamento e , pur non avendo io alcuna voce in capitolo per ignoranza totale dell'argomento , purtuttavia pare anche a me che forse , e sottolineo il forse , la sopravvalutazione delle proprie possibilità e capacità e la sottovalutazione dei rischi abbiano giocato un
ruolo preponderante in questa sciagura .
In questi casi , mi viene sempre in mente un vecchio proverbio marinaro : solo pochi possono dare del tu al mare e quei pochi non lo fanno .

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 19:48    

Non faccio immersioni ma amo l’acqua, il mare. Tuffato in acqua passerei tutto il tempo in apnea senza maschera anche se é impossibile. Quando ho sentito che avevano lasciato una torcia all’inizio della grotta ed ho visto l’attrezzatura dei finlandesi ho intuito che l’ossigeno probabilmente non era “sporco” ma soltanto insufficiente. Una bravata che è costata la vita a 5 persone.

avatarjunior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 20:13    

E purtroppo anche a un incolpevole soccorritore.

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 20:55    

Settimana scorsa.Cinque amici scendono dalla montagna.Quattro rientrano.Uno decide di fermarsi al rifugio invernale e lì passare la notte.Al mattino esce e si inerpica verso la vetta.Nevica.Foschia e nebbia.Risultato?
Elicottero e squadre di soccorso.Triste
Se si vuole che non siano morti invano, che si possa apprendere la famosa lezione che potrebbe salvare un domani altre persone,

Sembra che il governo delle Maldive stia inasprendo le regole per quel tipo di immersioni.Io,ovviamente,non mi rallegro per l'accaduto ma, diamine, giocavano alla roulette russa e gli è andata male.Càpita.
Non servirà da lezione a nessuno.
Su questo potete scommeterci l'osso del collo.

avatarsupporter
inviato il 25 Maggio 2026 ore 22:38    

Ho paura di essere d'accordo con te : certe cose càpitano sempre agli altri , mica a noi ! Triste

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 23:14    

anche il soccorritore, comunque, ha commesso praticamente lo stesso errore: è sceso con un'attrezzatura improvvisata, non adatta a quel tipo di immersione. infatti è morto per dcs, embolia. Ha finito l'aria ed è risalito troppo velocemente. In uno dei video inglesi/americani, si vedeva una ripresa dalla barca dei "soccorsi". Lo speaker era inorridito, era poco più di una barca da pesca con dentro 4 o 5 persone assolutamente male equipaggiate e non organizzate.

La cosa a cui non avevo mai pensato seriamente nemmeno io, è che in acqua non si sopravvive senza equipaggiamento. Solo nello spazio si è in una situazione simile.
Persino in montagna o qualsiasi altro ambiente, per quanto duro, un problema con l'equipaggiamento non ti uccide direttamente. Ti può rendere difficile difenderti da altri elementi, può fallire nel momento in cui dovrebbe frenare una caduta. Ma una corda rotta, un giubbino non preso ecc, non ti uccidono. Se finisci l'acqua o il cibo, non muori immediatamente.
In acqua, è solo l'attrezzatura che ti tiene in vita. Senza di questa, muori in 30 secondi. Se sbagli i calcoli e non ti resta aria sufficiente non solo per salire, ma anche per fare le decompressioni, muori.
La regola delle immersioni sotto i 12-20m, è di tornare con metà bombola piena. Eccezionalmente, se proprio è un'immersione senza decompressione e sei sempre tra 12-15m, puoi scendere perchè sei a pochi m dalla superficie e non devi decomprimere. Ma il gruppo con cui esce mio figlio, ad esempio, non vanno mai sotto al 40%. Se programmi una immersione con decompressione e calcoli un residuo di meno del 50%, stai già rischiando.

E non è per fare una colpa o biasimare le vittime, hanno già pagato il prezzo più alto e meritano, come persone, il massimo rispetto. Ma come sub hanno sbagliato e questo deve essere detto.

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 23:27    

Io non sono esperto proprio per niente, zero virgola zero di attività sub, ma parlando con chi fa attività ( non certo a quelle profondità ) per loro la situazione non è per niente complicata e quello che è successo sempre per loro è assai semplice,

non avevano le attrezzature adatte ma se avessero fatto una escursione veloce alla grotta, messo il filo di sicurezza e appena dato uno sguardo fossero usciti abbastanza celermente per poi fare la giusta procedura di risalita e quindi distribuendo ad ogni mossa sin dall'inizio dei tempi precisi che lasciavano anche un po' di margine al 99% il tutto si concludeva senza incidenti però con la consapevolezza di aver tirato il rischio al limite massimo.

Così però non è andato, sul ritorno hanno sbagliato la via di uscita infilandosi in una senza uscita e li i margini di tempo sono finiti inesorabilmente e se fossero usciti anche un po' prima dalla uscita giusta il tempo necessario per la risalita regolare sarebbe stato molto scarso con grossi problemi ben noti.

Ora fare inchieste non serve a nulla, a nessuno servirà un colpevole da mettere in croce, non servirà farci delle infinite trasmissioni Tv condite con esperti diventati tali la sera prima,

li serve lasciare in pace chi ha perso tutto e dimostrare un filo di umanità e non solo le solite bancarelle dell' audience che sanno tanto di sciacallo.

avatarsupporter
inviato il 25 Maggio 2026 ore 23:33    

La cosa più incredibile è che la professoressa ha portato con sé la Figlia a fare questa bravata..
C'è un filmato su YouTube di un sub istruttore che spiega bene cosa hanno fatto.. ed é pazzesco.. sapevano che avrebbero avuto non più di 10 minuti di aria (per arrivare in barca a manometro 0.. quindi senza nessuna riserva.. ) per entrare in una caverna complessa e semi inesplorata con 3 camere più quelle cieche connesse da budelli strettissimi e lo hanno fatto comunque , in 5.. Già da soli pur avendo brevetti ed esperienza era quasi impossibile farlo.. ma pensare di riuscire a farlo in 5 è stata una cosa di una ingenuità incredibile ! È straziante per chi rimane e pensa a quei momenti e non è facile nemmeno per Noi , commentare onestamente senza retoriche.. ma se può servire anche solo a 1 persona per non fargli fare una stupidaggine simile , è giusto che si sappia tutto ciò che hanno fatto di sbagliato ..

avatarsenior
inviato il 25 Maggio 2026 ore 23:39    

non avevano le attrezzature adatte ma se avessero fatto una escursione veloce alla grotta, messo il filo di sicurezza e appena dato uno sguardo fossero usciti abbastanza celermente per poi fare la giusta procedura di risalita e quindi distribuendo ad ogni mossa sin dall'inizio dei tempi precisi che lasciavano anche un po' di margine al 99% il tutto si concludeva senza incidenti però con la consapevolezza di aver tirato il rischio al limite massimo.


Quello che dici è corretto se si fossero limitati alla prima camera.
Ma sono entrati nella seconda, da lí anche fosse andato tutto nel migliore dei modi non so se sarebbero riusciti a farcela, e infatti il sub delle Maldive che è andato per recuperarli non ce l'ha fatta.

avatarsenior
inviato il 26 Maggio 2026 ore 0:03    

Trovo allucinante come in questo caso delle Maldive ci sia questo bisogno di qualcuno da mettere in croce anche se non più in vita mentre per chi si mette alla guida di una macchina non certo per fare una gita fuori porta, si mette in tasca un coltello non certo per sbucciare la mela, massacra delle persone innocenti e subito arriva qualcuno che cerca di incartare la cosa con spiegazioni assurde sulla probabile personalità del tipo mischiato all'assordante silenzio di chi per convenienza ha scelto di glissare scegliendo il motto se "c'ero dormivo".ConfusoConfuso

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