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inviato il 30 Aprile 2026 ore 18:34
Leggo sempre con vivo interesse questi articoli che narrano lo stato della scuola italiana vista dall'interno. Chi ne è fuori può toccare però con mano l'effetto di decenni di riforme intese non al conseguimento di ambiziosi taguardi in termini di qualità, ma aventi lo scopo di creare dei "diplomifici" per rientrare nella media degli altri paesi UE. cito Mr incredibile: "Creano sempre nuovi modi per celebrare la mediocrità!" Da decenni l'istituzione scuola ha perso considerazione e autorevolezza, ne sono il marchio i troppi ragazzi in giro invece di stare a casa sui libri, (ai miei tempi del liceo era impensabile andarsene a zonzo il pomeriggio se non volevi passare l'estate a studiare) ma che avranno comunque il loro bel diploma. E questo non è colpa degli studenti ma delle scelte fatte dalla collettività e che ricadono inevitabilmente su di essi in quanto 'mattoni nel muro' come alunni prima e lavoratori poi. I riformatori di oggi sono stati gli studenti, forse poco attenti o intenti a giocare alla battaglia navale invece di ascoltare il professore, della scuola di ieri. Sul tema specifico della mancanza di interesse, passione, curiosità credo occorra una più vasta riflessione sulle modalità di insegnamento, sugli strumenti messi a disposizione a studenti e insegnanti e sulla capacità di questi ultimi che va oltre la mera qualifica burocratica (abilitazione), se si vuole affrontare rigorosamente un tema davvero delicato per il futuro della nostra società. "Il fine delle scuole è in realtà di creare abitudini stabili in risposta all'autorità, devi reagire come di riflesso quando una figura autoritaria ti ordina cosa fare. Ciò che vogliono sono lavoratori docili e obbedienti, dipendenti gestibili e consumatori voraci" un saluto |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 20:21
Federico, sono stato un tuo collega, probabilmente abbiamo la stessa laurea e specializzazione (io sono un ing idraulico e ho insegnato topografia in un corso cat per quasi 35 anni) adesso sono in pensione da un paio di anni. Ho avuto modo di toccare con mano, anno dopo anno, il progressivo peggioramento della Scuola e soprattutto della sua utenza, che è accelerato in modo esponenziale dopo il covid. Quello che racconti, l'ho vissuto quotidianamente. Ci sarebbe da scrivere un libro ma sono davvero stufo di ripetere le stesse considerazioni. Di una cosa sono certo: non rimpiango questa esperienza e se rinascessi starei accuratamente alla larga dall'insegnamento. In passato ho avuto modo di collaborare, come professionista, con geometri diplomati negli anni 60. In confronto alle competenze dei neodiplomati attuali, quelli erano da premio Nobel. |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 20:38
Antoware Grazie della comprensione. In genere, anche su questa piattaforma, ricevo valanghe di critiche che arrivano per lo più a mettere in discussione le capacità degli insegnanti. Sono fatte, nella maggior parte dei casi, da persone che hanno un evidente rancore nei confronti della scuola e in generale da chi nemmeno conosce il clima e i meccanismi che regolano oggi l'ambiente scolastico. Mio zio era un geometra diplomato negli anni '50 e in confronto ai maturati di questi ultimi anni era un pozzo di scienza (massimamente in termini competenze pratiche). Ho iniziato a insegnare nel 1990 e ho colto tutta la parabola discendente del sistema. in evidente declino a partire, a mio avviso, dal 2010 e in caduta libera negli ultimi 6 - 8 anni. Mi fa sempre piacere sentire che qualcuno ce l'ha fatta. Io sto aspettando il momento giusto per salutare la compagnia, ché grazie alle leggi di questo nostro Paese la pensione è un anticipo di necrologio. |
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