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inviato il 18 Aprile 2026 ore 17:39
 Questa villa è conosciuta come Villa del Coniglio . Io non la chiamo Villa del Coniglio. Perché non è un coniglio. È una lepre. Punto. E non è una questione di opinioni. È che basta avere gli occhi. È imbalsamata: si vede chiaramente. Corpo lungo, orecchie lunghe, punte nere. Lepre. Il problema è che la gente non guarda. Copia. Ripete. E via, tutti dietro a Villa del Coniglio come se fosse inciso nella pietra. Ma poi davvero: chi × imbalsama un coniglio? Un coniglio non è un trofeo. Una lepre sì. È difficile da prendere, ha senso, è esattamente quello che ti aspetti di vedere impagliato in un posto del genere. Non serve essere cacciatori, basta non essere completamente distratti. Che poi questa roba mi faccia pure schifo è un altro discorso. Ma almeno chiamiamola per quello che è. Perché continuare a chiamarla Villa del Coniglio non è una tradizione, è una cazzata ripetuta abbastanza volte da sembrare vera.
 Detto questo, il posto è clamoroso. La Villa della Lepre (sì, lepre) è una delle esplorazioni migliori che mi siano capitate ultimamente: praticamente intatta, piena di roba, stanze che parlano da sole. Uno di quei posti dove non devi inventarti niente. Devi solo non essere cieco.
 All’ingresso ti accoglie un salottino che già da solo vale la visita: parete decorata con scene primaverili, un tavolo, la tipica macchina da cucire (marca Gritzner). Poi si entra nella sala della lepre, ed è lì che il posto cambia passo: camino, tavolo, una zona più raccolta con un sedie in stile e un tavolino da esterno, un lampadario importante, quadri con ritratti di famiglia. Tutto gira intorno a quella stanza. Anche i pavimenti fanno la loro parte: cementine bellissime decorate a motivi geometrici, e in generale tutta la casa mantiene un livello altissimo.
 Al piano di sopra ci sono le camere: una enorme, con un arazzo sopra il letto, una bandiera italiana sbiadita, specchi, quadri, mobili rimasti al loro posto. Ogni stanza ha qualcosa che la distingue: lampadari, pavimenti d’epoca, tappezzerie particolari. In una c’è anche una vecchia culla da bambino, di quelle aristocratiche. Poi il bagno, con un vaso Piemontesina della Pozzi Ginori (un classico), sedile rosso (meno classico) e porta con la scritta libero/occupato, dettaglio intrigante per una casa privata. Tornando giù, due stanze laterali completano il tutto: una sorta di studio, tappezzeria curata, lampadario in stile e un altro pavimento che da solo basterebbe. Tutta la villa è un piccolo gioiello, e speriamo resti così.
 E poi c’è lei: il conig… no, la lepre. Centrale, impossibile da ignorare. Sta lì, esposta, fiera. Corpo slanciato, zampe lunghe, orecchie dritte con le punte nere: basta questo per capirlo. Non è un animale qualunque: è veloce, schiva, difficile da prendere. Un trofeo, non a caso. E infatti domina la stanza, ti ci riporta lo sguardo anche se provi a evitarla. Puoi guardare tutto il resto, ma torni sempre lì. E no, non è un coniglio.
 Qui tutte le foto |
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inviato il 19 Aprile 2026 ore 8:24
Se non lo vedessi con i miei occhi non ci crederei ! Ma come è possibile ?! Pare una di quelle dimore storiche che nelle giornate del FAI si paga tanto di biglietto per visitare !!! |
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inviato il 19 Aprile 2026 ore 22:24
Ma infatti tante volte anche io stento a crederci. Eppure... :-) |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 7:02
Complimenti per le solite stupende foto. Anch’io fatico a credere che esistano così tanti posti così belli e abbandonati. Un giorno si scoprirà che è tutto frutto dell’intelligenza artificiale Si scherza, ovviamente. Per quanto riguarda l’animale imbalsamato è chiaramente una lepre, ma io mi adeguerei al nome che gli è stato dato dal volgo; non ha senso essere l’unico a chiamarla la villa della lepre. Di esempi del genere è pieno il mondo: il Mar Caspio è un lago, a Firenze il famoso “Porcellino “ è in realtà un cinghiale adulto. Ecc… |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 16:47
Ciao, mi unisco ai complimenti per le magnifiche foto della villa della...... lepre. Una cosa che ho notato dalle tante riprese, la presenza minima di polvere, quasi a testimoniare che forse del tutto abbandonata non sia. È solo una mia impressione o semplicemente una mia superficiale osservazione? Di nuovo complimenti per il progetto. |
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