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Evoluzione del gusto e il "paradosso" della selezione: succede anche a voi?


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avatarjunior
inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:07    

Ciao a tutti,
riflettevo su una strana contraddizione nel mio modo di lavorare (faccio principalmente paesaggi e natura). Da un lato, dopo anni di scatti, sento che il mio occhio si è stabilizzato: ormai so cosa cerco e so cosa mi piace. Riconosco quasi subito quello che ha potenziale, a differenza dei primi anni in cui ero molto più indeciso e "umorale".

Qui però nasce il mio paradosso : nonostante l'occhio riconosca subito il momento o la scena che funziona, la selezione finale mi pesa più di prima. Sapendo esattamente quale risultato voglio ottenere, finisco per incastrarmi nel confronto tra decine di alternative simili: passo molto tempo a cercare quale singolo file tra i tanti abbia l'esecuzione perfetta (luce, composizione, fuoco, micro-mosso) per soddisfare l'idea che ho in testa.

Il mio metodo in Lightroom è questo:
1. Prima passata di pancia: assegno stelle 1-5 basandomi sul gusto estetico istintivo (fase rapida).
2. Controllo tecnico: sulle serie di foto simili vado a controllare nitidezza e micro-differenze per decretare il "vincitore" (fase lunghissima).
3. Gestione: edito solo le 4/5 stelle, tengo le 2/3 nel limbo e cancello le 1.

È un processo macchinoso che mi toglie la voglia di editare, specialmente quando ho set da centinaia di foto o viaggi da migliaia di scatti (tipo l'Islanda). Mi piacerebbe capire se sono l’unico a vivere questo cortocircuito tra "idee chiare" e "lentezza operativa", o se è un'evoluzione comune.

Più che un confronto sui software, mi incuriosisce proprio il lato umano della selezione. Vi lascio qualche domanda per guidare la discussione:
- Sentite che il vostro gusto è diventato stabile negli anni o cambiate ancora idea spesso sulla "foto giusta"?
- Quanto tempo vi ruba la cernita dopo un'uscita o un viaggio? Vi sembra tempo guadagnato o perso?
- Vi pesa di più decidere il valore estetico o "fare i chirurghi" sui dettagli di versioni simili?
- Che genere fotografate principalmente?
- Al di là dei soliti software, avete trovato strategie/tool particolari per non farvi sfuggire lo scatto migliore quando la mole di file è tanta?

Sono curioso di leggere i vostri approcci e capire come vi siete evoluti nel tempo! Grazie

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 4:29    

Beh... Hai detto niente ... Ovvero se non hai asportato il coperchio del vaso, non di pandoro ma bensì di pandora, poco ci manca.

E' assai noto che proprio da qui inizia il difficile, la fatidica fase post scatto, e con il digitale questo aspetto è peggiorato a dismisura.

Le foto hanno bisogno di decantare, ovvero è consigliabile relegarle ad un periodo di oblio subito dopo la fase di ripresa... A meno che si abbiano problemi di committenza e tempistica stringente, ma direi che non è questo il tuo caso.

Bisogna affrontare la cosa più volte, sessioni da distanziare anche di giorni, settimane e a volte anche mesi.
Questo dipende dalla mole di selezione con cui si ha a che fare, e da che tipo di lavoro è.

In genere necessita riprendere più volte il tutto, perchè quello che scarti oggi e preferisci ora, domani o la prossima sessione è assolutamente normale che ti ravvedi e pensi di preferire il contrario.

Insomma, presto ci si accorge di essere di fronte ad una rognaccia, qualcosa che lascia spesso, se non sempre, molti dubbi su cosa scegliere fra le alternative...

Solo col tempo e l'esperienza la cosa tende nettamente a migliorare, nel senso che il colpo d'occhio diventa via via più agevole nel trovare assai più rapidamente le scelte migliori.

Questo per lo meno è ciò che è stato per me, ma poi non ho idea se la cosa debba essere esperienza comune a tutti.

Se accetti un consiglio, ti indicherei di cercare di operare principalmente due grandi passaggi, semplificando il dover distribuire il numero variabile tra le cinque stellette.

Prima, come "antipasto", operi solo un passaggio di sola visione di tutte quante.
Poi operi un primo passaggio selettivo più grossolano, dove segnali quelle da salvare e che meritano una prima segnalazione.

Poi a distanza di qualche tempo (a tua discrezione) riprendi tutte quelle che hanno superato la prima scrematura e ne operi una seconda ben più selettiva, dove restringi considerevolmente il numero delle "elette".

Su quelle che rimangono, se hai necessità di trovarne un numero prestabilito o comunque reputi che siano ancora troppe, dovrai visionarle più volte con più passaggi e ri-passaggi, operando sottrazioni per eliminarne fino ad ottenere il numero che ritieni congruo per finalizzare i tuoi scopi.

Poi se invece preferisci continuare distribuendo le tue stelle fai pure così, ma credo che la cosa sia meno semplificata e richieda totalmente più tempo, probabilmente anche inutile in quanto alla fine poi contano solo quelle rimangono alla fine.

E puoi buttare tutte quelle che non hanno superato la prima scrematura di base, conservando tutte quelle della seconda fase, sempre buone per ravvedimenti futuri.
Capita anche questo.

A breve ti invierò in MP le mie coordinate bancarie, per l'accredito del mio onorario per la consulenza fornita.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 8:46    

Per me il paradosso più grande è ,scremato, fatto tutto, fatto bene ho le foto che mi piacciono....... e poi
Se lavori ,le vendi ma se sei un amatore ?

Ovvio c'è il divertimento,andare nei posti,valutare pensare , fare.
Terminata la giostra però hai solo un tot di foto in più nell'hardisk ,qualcosa si stampa ma il resto....
A volte ci penso ,ma poi compro il biglietto e faccio un'altro giro in giostra.MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 9:43    

- Sentite che il vostro gusto è diventato stabile negli anni o cambiate ancora idea spesso sulla "foto giusta"?


Cambia continuamente.

- Quanto tempo vi ruba la cernita dopo un'uscita o un viaggio? Vi sembra tempo guadagnato o perso?

Non molto, uso anche io le stelle e cancello brutte o sbagliate, ma vedi l'ultimo punto. Mi sembra tempo del processo.

- Vi pesa di più decidere il valore estetico o "fare i chirurghi" sui dettagli di versioni simili?

Tutto quello che tecnicamente è un 6, quindi sufficiente, sarà utilizzabile. La scelta ricade solo sull'estetica.

- Che genere fotografate principalmente?

Cose ferme, persone ambientate. Ho smesso coi paesaggi, non posso muoverli a mio piacere.

- Al di là dei soliti software, avete trovato strategie/tool particolari per non farvi sfuggire lo scatto migliore quando la mole di file è tanta?

Scatto relativamente poco, se ho centinaia di foto è perchè ho decine e decine di luoghi e soggetti differenti. Vedi punto due.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 10:05    

Il mio metodo in Lightroom è questo:
1. Prima passata di pancia: assegno stelle 1-5 basandomi sul gusto estetico istintivo (fase rapida).
2. Controllo tecnico: sulle serie di foto simili vado a controllare nitidezza e micro-differenze per decretare il "vincitore" (fase lunghissima).
3. Gestione: edito solo le 4/5 stelle, tengo le 2/3 nel limbo e cancello le 1.

All'incirca il mio stesso procedimento, solo che da un paio di anni anche il limbo finisce nel cestino.
Stavo ammassando troppe foto inutili.

Non ho Lightroom, per velocizzare al massimo il punto 1 uso FastStone.

avatarsupporter
inviato il 17 Aprile 2026 ore 10:38    

Perchè adesso fai 1000 foto tutte uguali alla ricerca di quella perfetta, che poi si rivelano essere tutte uguali; prima magari ne facevi di più, ma tutte diverse...

Il processo che usi è giusto, se va bene per te: è normale su grandi quantità (immagino bene i numeri al ritorno di un viaggio in Islanda) fare una prima scrematura e poi ricontrollare.
Quello che ti posso realmente consigliare è di scattare di meno lo stesso posto e muoverti di più: visto che oramai dici di avere l'occhio clinico e sapere quello che vuoi, allenati sul prenderlo in fretta ed avere più tempo per il prossimo step o anche solo per "divertirti a fotografare qualcosa che non hai preventivato prima"! ;-)

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 11:03    

È un processo macchinoso che mi toglie la voglia di editare, specialmente quando ho set da centinaia di foto o viaggi da migliaia di scatti (tipo l'Islanda).

Lento anche per me, non mi toglie la voglia ma richiede tempo.
Anche perché faccio più passaggi:
a) elimino quelle sbagliate e irrecuperabili (le mosse, le tagliate ecc)
b) divido quelle inutili e doppie da quelle buone, proprio le sposto in subdir
c) seconda passata di selezione

- Sentite che il vostro gusto è diventato stabile negli anni o cambiate ancora idea spesso sulla "foto giusta"?

Cambia nel tempo.

Quanto tempo vi ruba la cernita dopo un'uscita o un viaggio? Vi sembra tempo guadagnato o perso?

Non poco, ma neppure tantissimo, per me il tempo va in elaborazione.

Vi pesa di più decidere il valore estetico o "fare i chirurghi" sui dettagli di versioni simili?

Bado molto all'estetica, molto meno al dettaglini: per esempio ignoro il rumore.

Che genere fotografate principalmente?

Paesaggi, paesaggi urbani, ritratti, eventi.

Al di là dei soliti software, avete trovato strategie/tool particolari per non farvi sfuggire lo scatto migliore quando la mole di file è tanta?


Direttamente Canon DPP: occhiata, cancellazione, oppure sposto in cartella "SI", "Doppie", "NO".
Elaboro le foto messe nella cartella SI, tengo le doppie, butto le NO oppure le cancello direttamente durante la selezione (che so, le mosse)

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 11:09    

Il mio "gusto" fotografico si è evoluto negli anni, ma per l'80% lato elaborazione.
Se riprendo vecchi file raw elaborati in passato (addirittura prima li convertivo in jpg...), rivedendoli oggi mi appaiono pacchiani, parlando di colore e contrasto, tanto che pian piano sto rielaborando centinaia di foto dei miei vecchi archivi (lavoro immane nonostante la velocità e comodità dei moderno software). Ma ora finalmente con l'attuale flusso di lavoro di elaboazione e l'uso dei profili di conversione corretti, riesco ad ottenere esattamente ciò che voglio, ovvero foto più morbide, pastose, reali, con neri profondi quando serve, diciamo più old school rispetto allo stile moderno, che in passato seguivo anch'io, dove le foto apparivano ultra nitide, sature vivide, con HDR spesso estremi ed irrealistici (tutto in gamma, anche le ombre più chiuse), stile che oggi se non mi fa venire il voltastomaco poco ci manca.

avatarsenior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 15:03    

sento che il mio occhio si è stabilizzato

Non è il tuo occhio, è lo stabilizzatore del sensore MrGreen

finisco per incastrarmi nel confronto tra decine di alternative simili

È perché scatti troppo. Prenditi una vecchia reflex a pellicola e prova a resettarti con quella, un rullino ogni tanto.
Funziona e scoprirai anche un altro piacere nel fotografare.

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2026 ore 17:24    

Grazie a tutti per gli spunti, ne è uscita una discussione interessantissima e molto varia! :)
Mi colpisce molto il concetto della "decantazione" e dell'oblio. È vero che il tempo aiuta a staccarsi emotivamente, ma mi chiedo se a volte non sia solo un modo per rimandare la "rognaccia" di una selezione che oggi, con i volumi del digitale, è diventata un carico mentale enorme. Se il mio gusto è stabile, mi chiedo perché devo aspettare mesi per decidere tra due file quasi identici. 
Vedo che molti di voi confermano che il problema non è tanto la scelta estetica, ma proprio il processo macchinoso. C'è chi usa software esterni come FastStone solo per avere quella velocità (che altri software tipo Lightroom non hanno), e chi come @0maxx0 segue un flusso quasi identico al mio. Questo mi conferma che il "collo di bottiglia" tecnico è un'esperienza comune, al di là del software usato. 
Su chi consiglia di scattare meno o di tornare al rullino... beh, capisco il fascino e il senso della "pulizia" mentale, ma in certi viaggi l'entusiasmo è tale che è difficile non cercare l'alternativa perfetta sul campo. Il mio obiettivo sarebbe proprio quello di non far diventare quella passione una "tassa" da pagare davanti al PC. 
Interessante anche il punto di @Bruno77 sul gusto che cambia negli anni: forse la sfida non è trovare lo scatto "eterno", ma quello che ci rappresenta oggi, senza perdere ore a fare i chirurghi sui pixel. 
Qualcun altro ha strategie diverse per gestire il "limbo" delle foto che non sono né da buttare né da 5 stelle? 

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 15:25    

Se il mio gusto è stabile, mi chiedo perché devo aspettare mesi per decidere tra due file quasi identici.


Attenzione, indicando quanto fosse bene prendersi tempo e staccare per giorni, settimane, ma anche mesi o più, è suggerita come soluzione assolutamente in generale e non nel tuo specifico caso.
E il cui scopo non è di certo la scusa per procrastinare scelte.

Ci sono particolari e voluminosi progetti che richiedono impegno di fasi di ripresa anche di alcuni anni, e altri come nel tuo caso "solo" per selezionare foto di un viaggio e a questo ovviamente, riguarderanno tempi di stacco decisamente più brevi... Di qui il giorni/settimane/mesi o più... Ovviamente a seconda del tipo di lavoro in oggetto.

Per avere chiarezza di scelta tra due file, può bastare staccare solo qualche giorno, ci mancherebbe si parlasse di mesi solo per questo.

Comunque ti ho indicato una strada, poi sta te decidere se seguirla o meno, e verificare di persona se ti porta riscontri positivi o no.

Il perchè questo succede... Non serve scrivertelo come opera di convincimento che magari ricerchi da parte mia, ma è cosa che deve giungere e arrivarti dalla tua esperienza diretta, se mai la adotterai.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 15:31    

È una domanda non un'affermazione: se si provasse a scattare meno fotografie?
Qualcuno ha provato? Cambia in qualche modo la situazione?

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 16:54    

Le scelte, le selezioni, comunque devi pur sempre farle.

Ci sono casi dove devi scegliere 200 foto su migliaia, altre 1 sola su 100 o 36, o meno.
Il principio vale ugualmente, ma certo in modo proporzionale.

Poi se ci sono possessori di doti sopraffine che operano selezioni in mezz'ora o un paio di giorni (non per scegliere una foto su di una dozzina)...
Direi beati costoro, che aspettano ad intraprendere una brillante carriera come photo editor.

Il numero di foto che si scattano è scelta soggettiva e individuale.
Dipende da tanti fattori e scopi, nonchè del settore.

Se scatti molto poco, se non disponi di un indubbio talento, di certo non ti assicura un prodotto finale migliore, ma verosimilmente il contrario.

Se lo fai per il tuo album di famiglia o i tuoi ricordi è un conto, ed è una buona scelta.
Se hai scopi di ben di altro tipo, di respiro più ampio o professionali, lo è decisamente meno.

avatarsupporter
inviato il 18 Aprile 2026 ore 17:05    

Kepler
se si provasse a scattare meno fotografie?

Avresti meno fotografie da guardare dopo e più tempo per fotografare altro prima! ;-)

Una volta che si ottiene lo scatto, va bene farne qualche altro come prova, ma dopo è un "accanimento terapeutico"...
Nel senso che tanto non andrai a cercare niente di diverso da quello che hai già fatto.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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