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Oltre il confine del tempo: il mio viaggio nella "Nazione Fantasma" della Transnistria


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avatarjunior
inviato il 15 Aprile 2026 ore 8:18    

Esistono viaggi che si misurano in chilometri e viaggi che si misurano in anni luce.

Entrare in Transnistria (ufficialmente Repubblica Moldava di Pridnestrovie) appartiene alla seconda categoria.
Non è solo una striscia di terra contesa tra Moldavia e Ucraina; è una fenditura nel tessuto della realtà, un luogo che sulla carta geografica ufficiale non esiste, ma che batte moneta, ha un proprio esercito e conserva orgogliosamente un’identità che il resto del mondo ha consegnato ai libri di storia.

Da fotoamatore "puro", senza l'ossessione per il sensore perfetto ma con la fame di storie da raccontare, questo è il resoconto visivo del mio "salto" in un’epoca che non vuole passare.

Il check-point: Benvenuti nel 1985
Il confine è il primo impatto. Mentre i soldati in divise che sembrano uscite da un film sulla Guerra Fredda controllano i documenti, capisci che la tua macchina fotografica non sarà solo uno strumento tecnico, ma un passaporto per la memoria.

A Tiraspol, la capitale, l'aria profuma di una strana miscela: gas di scarico delle vecchie Lada, pane fresco e quel silenzio irreale delle città con spazi immensi e pochissimo traffico. Non ci sono i cartelloni pubblicitari a cui siamo abituati. Al loro posto, murales monumentali che celebrano il lavoro, la patria e l'unione.

L'estetica del Brutalismo e il fascino della polvere
Per chi ama la fotografia, la Transnistria è un parco giochi di cemento e marmo.

Piazza Suvorov: Una distesa di spazio dove la statua di Lenin svetta ancora imponente davanti al Parlamento, sfidando il tempo.

Il Carro Armato T-34: Un monumento ai caduti che non è un pezzo da museo impolverato, ma un cuore pulsante della città, spesso ornato di fiori freschi.

L'architettura: Palazzi che sembrano blocchi di ghiaccio scolpiti, finestre tutte uguali che raccontano storie di vite identiche eppure uniche.

In questi scatti non cercavo la composizione accademica. Volevo la verità del momento. Volevo catturare il grigio del cemento che si scontra con il rosso acceso delle bandiere con falce e martello, l’unico posto al mondo dove questi simboli sono ancora parte del presente amministrativo.

La follia del Rublo: monete che sembrano giocattoli
Non posso non raccontarvi la curiosità più assurda.
In Transnistria il denaro sembra uscito da una scatola di Monopoli. Sono l'unico popolo al mondo a usare monete di plastica.
Hanno colori vivaci (gialle, verdi, azzurre) e forme diverse (tonde, quadrate, esagonali) per essere riconosciute al tatto. Sono affascinanti e bellissime da fotografare, ma nascondono un paradosso: valgono solo entro i confini di questa nazione fantasma. Un chilometro oltre la dogana, tornano a essere semplici pezzi di plastica colorata. Un simbolo perfetto della fragilità e della forza di questo luogo.

Non solo cemento: il monopolio della Sheriff e il Brandy Kvint
Tra un busto di bronzo e l'altro, emerge il volto moderno della Transnistria: il marchio Sheriff. Supermercati, distributori, persino lo stadio ultramoderno. E poi c'è il Brandy Kvint, orgoglio nazionale, che ho provato a documentare nei piccoli dettagli della vita quotidiana, dove la modernità cerca di farsi strada tra le crepe del passato sovietico.

Conclusioni: Perché fotografare "senza pretese"?
Qualcuno nel forum mi ha detto che "chi fotografa tutto finisce per non fare niente di interessante". Io credo invece che la curiosità sia l'unica bussola valida per un fotoamatore. Fotografare la Transnistria senza l'ansia della tecnica perfetta mi ha permesso di guardare le persone negli occhi, di cogliere la dignità di un popolo che vive in un limbo diplomatico, e di riportare a casa un diario sincero.

Le foto che vedrete non sono "opere d'arte" da galleria, ma frammenti di un mondo che, forse, tra qualche anno sarà sparito per sempre.

Se avete voglia di perdervi tra i vicoli di Tiraspol e vedere da vicino le famose monete di plastica e i monumenti sovietici, ho caricato il reportage completo sul mio sito:

Transnistria: Il Diario Completo - photos.dadaloop.it/?album=transnistria





Vi aspetto nei commenti: voi avreste il coraggio di fotografare in un posto dove ogni angolo sembra un segreto di stato?

Buona luce a tutti,
Daniel

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2026 ore 12:04    

Avevo già letto qualcosa nel tuo "profilo" , ho proseguito con interesse la lettura di questo tuo post .
Innanzi tutto, grazie per la condivisione anche da parte mia : il racconto interessante , fresco , vivace e accattivante di un angolo di mondo sicuramente sconosciuto ai più , reso ancor più attraente da questo suo essere "fuori dal tempo" e rispecchiante un periodo forse criticato e criticabile ma che comunque aveva una sua logica e ragion d'essere.
Sono d'accordo, molto d'accordo sulla tua considerazione a proposito di chi "fotografa tutto e finisce per non fare niente di interessante " : è questa un'opinione personale e come tale va rispettata , io penso invece , come te , che curiosità "a 360 gradi" , interesse a temi e contesti diversi e , soprattutto , divertimento, sia uno degli scopi principali della fotografia , che ognuno giustamente vive come ritiene più opportuno , e anche questa è una personalissima opinione .
Infine , la domanda sul fotografare in un posto simile : posto che io "non" sono un viaggiatore , penso che sì , la voglia di documentare e la passione per la fotografia mi farebbero usare la macchina fotografica , magari con discrezione e prudenza , anche in Transnistria !

avatarjunior
inviato il 15 Aprile 2026 ore 12:34    

Grazie di cuore @L'Olandese Volante per le tue parole e per aver seguito il 'filo' dai miei primi passi nel profilo fino a questo racconto.

Mi fa davvero piacere che tu abbia colto lo spirito 'fresco e vivace' che cercavo di trasmettere.

Mi rincuora molto trovare sintonia sulla visione della fotografia: credo anche io che, prima di ogni altra cosa, debba esserci il divertimento e quella voglia di esplorare senza confini o etichette. Sapere che un utente esperto come te la pensa allo stesso modo mi sprona a continuare su questa strada 'senza troppe pretese' ma con tanta passione.

Hai toccato un punto fondamentale sulla prudenza: in Transnistria la discrezione è stata la mia compagna di viaggio.

Come dici tu, la voglia di documentare è fortissima, ma bisogna saper 'sentire' il momento giusto per tirare fuori la macchina fotografica senza risultare invadenti in un contesto così delicato.

Grazie ancora per il supporto e per aver condiviso la tua visione, sono proprio questi scambi a rendere il forum un posto speciale!

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2026 ore 12:56    

Sorriso;-)

avatarjunior
inviato il 15 Aprile 2026 ore 15:50    

Ciao.

Un museo a cielo aperto, un libro di storia, la memoria dell'iconografia dell'EST in noi che abbiamo una certa età.

Bella e in qualche modo toccante documentazione.
Un saluto da Ugo

avatarsenior
inviato il 15 Aprile 2026 ore 18:29    

Nel 2016 ho avuto un'avventura surreale con una ragazza della Transnsitria che si trovava a Torino. Tralasciando tutto il resto......mi raccontò che in quel posto dimenticato da Dio non c'erano molte prospettive di costruirsi una vita. Ed infatti, quando ne ha avuto la possibilità, ha mollato tutto e si è trasferita altrove.

Per rispondere anche al vecchio Leonardone: non confondiamo l'entusiasmo del vivere la fotografia semplicemente come un hobby divertente con i risultati che poi questo implica. :)

avatarsupporter
inviato il 15 Aprile 2026 ore 21:03    

Caro , come ho scritto e penso , ognuno vive la fotografia a proprio gusto , molti semplicemente divertendosi e accettando serenamente ciò che ne viene fuori , non credi?

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2026 ore 3:34    

Sì ma il gusto non c'entra molto. Chi ti dice "io ascolto di tutto" solitamente non ha mai approfondito niente di specifico. Lo stesso vale per la fotografia. È difficile anche crearsi qualcosa che si chiami gusto, se si rimane sulla superficie delle cose.

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2026 ore 8:09    

Intanto complimenti per il viaggio e per il racconto, entrambi molto interessanti.
Sulle foto, avrei lavorato di più sulla luce, come hai riportato la luce è spesso dura, avrei cercato qualche scatto nelle ore con una luce più morbida.

avatarsupporter
inviato il 16 Aprile 2026 ore 8:24    

Verissimo caro Rombro , soprattutto in àmbito musicale (ma non solo); credo tuttavia che nel nostro "settore" la situazione sia diversa e l'aspetto ludico della fotografia , il suo viverla con leggerezza ne sia un aspetto importante .
Anche così , ad ogni modo , esiste una sorta di approfondimento (anche se vanno fatte le debite proporzioni) ed è , a parer mio , l'orientamento verso il genere fotografico che ciascuno di noi predilige , e magari eccellendovi anche , come abbiamo spesso la fortuna di vedere in molti bellissimi scatti dei nostri amici del Forum .

avatarsupporter
inviato il 16 Aprile 2026 ore 9:11    

Ciao Rombro, spoiler: anche io fotogravo(avo) di tutto ed ascolto di tutto, seguendo la panza e con pochi fils rouges, rientra nel "come si è " ma torniamo all'argomento aperto dal bravo LensFlare.
La Transnistria ho saputo esistesse leggendo i romanzi di Lilin, oltretutto c'era tutta una vulgata contro di lui e che affermava semplicemente non esistesse . Zan : c'è, ne parla l'amico in questione e pure lì si azzuffano tra Ucraina e Russia.
Il reportage, torno sul pezzo, è interessante, alcune immagini decisamente molto valide ( mi piace molto la 14/50 in b&w ) e parecchie curiose, da turismo nell'ex Est o CortinadeFero che esistono e persistono. Infine, per dire, fortunatamente non esiste una regola tassativa su generi fotografici, stili et similia : sposo di più la linea dell'Olandese, ognuno segue il suo istinto od estro ma, visto che soprattutto qui non mancano gli stimoli sia visivi di validi autori che suggerimenti sia di libri o mostre ed Autori esterni, giustamente si potrebbe, o dovrebbe, uscire ognuno dal proprio facile e stranoto orticello per provare a far qualcosa di nuovo , o farlo strano. Male non fa, e le regole sono infinite. ;-)

avatarsupporter
inviato il 16 Aprile 2026 ore 9:22    

Verissimo anche in questo caso , caro Codromodro ; pur nelle mie limitatissime capacità e possibilità , sono sempre stato un paesaggista ; attratto dalla street , mi ci sono cimentato e mi ci sono divertito , con qualche (per me beninteso) soddisfazione .
Ora mi piacerebbe "allargarmi" verso la foto sportiva (segnatamente rafting e ciclismo) ma qui la faccenda si fa più complicata ...
Non sarò mai un ritrattista , lo so , né avifaunista , escludo parimenti nudo/ glamour anche se , ad esempio , la foto di moda mi attrae ... ripeto , chacun à son goût !

avatarjunior
inviato il 16 Aprile 2026 ore 10:38    

Grazie a tutti per questo scambio così stimolante!

È bello vedere come un semplice diario di viaggio possa scatenare riflessioni profonde sulla natura stessa del fotografare.

@Goatto: Hai perfettamente ragione sulla luce. Purtroppo, essendo un viaggio 'mordi e fuggi', mi sono trovato a scattare spesso in orari centrali con un sole spietato. È un
limite con cui ho dovuto fare i conti, ma cercherò di fare più attenzione alla pianificazione degli orari nei prossimi scatti, dove possibile. Grazie della dritta!

@Codromodro77: Grazie per aver citato lo scatto 14/50 in B&W, mi fa piacere che ti sia arrivata! Interessante il riferimento a Lilin: quel velo di 'leggenda' o di narrazione complessa è proprio ciò che rende la Transnistria un posto così magnetico e, come dici tu, fuori dalle regole.

@Rombro: Capisco perfettamente il tuo punto di vista e lo trovo un ottimo spunto di riflessione. È vero, il rischio di restare 'in superficie' quando si spazia molto è reale. Forse in questa fase della mia vita fotografica preferisco ancora lo stupore della scoperta alla profondità della specializzazione, ma non escludo che, col tempo, il mio 'gusto' possa cristallizzarsi su qualcosa di più specifico. Per ora, mi godo il viaggio!

@L'Olandese Volante: Grazie ancora per aver preso le mie parti e per aver condiviso il tuo percorso. Vederti pronto a metterti in gioco con la foto sportiva è la prova che la curiosità non ha scadenza. Chacun à son goût, esattamente!

È un piacere confrontarsi con voi, mi state dando molti spunti per i prossimi aggiornamenti del mio diario.

avatarsenior
inviato il 16 Aprile 2026 ore 12:52    

Grazie per la testimonianza... l'Est ex-Unione Sovietica mi ha sempre attratto...
Curiosissimo il distributore automatico di caffè... MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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