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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:08
Se vabè. Secondo te,tu mi dici "no" con la testa,io ti scatto una sola foto ugualmente,tu mi denunci (e come tra l'altro,visto che io me ne sono già andato),finiamo davanti ad un giudice e secondo te lui definirebbe il mio comportamento come petulante o molesto? Io ne dubito fortemente E ti ricordo che le sentenze italiani non fanno giurisprudenza vincolante |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:08
LaLeggePerTutti per LaLeggePerTutti... È ormai un’abitudine comune quella di scattare foto mentre ci si trova in strada, all’aperto o in altro luogo pubblico. Basta utilizzare il proprio smartphone e il gioco è fatto. Questo uso disinvolto dei dispositivi di ripresa rischia però di far incorrere in illeciti se non si presta bene attenzione a ciò che si fa. In questo contesto si pone il seguente quesito: si possono fare foto agli sconosciuti? Vediamo cosa dice la legge. Fotografare agli sconosciuti: è legale? È legale fotografare persone di qualsiasi età che si trovino in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Ciò significa che non si può assolutamente tirare in ballo la privacy e nessuno può impedire di fotografare in strada. Quello che è assolutamente vietato è pubblicare le foto senza consenso, salvo alcuni casi che vedremo. Naturalmente, quando parliamo di pubblicazione, si intende non solo quella su carta stampata (giornali, riviste, ecc.) ma anche quella su Facebook, su siti internet, nel corso di mostre, ecc. L’autorizzazione è, in ogni caso, necessaria se la pubblicazione può risultare lesiva, oppure se fornisce indicazioni sullo stato di salute, sull’orientamento politico, sul credo religioso o sulla vita sessuale. Stesso discorso se le immagini vengono usate con finalità promozionali, pubblicitarie, di merchandising o, comunque, non di prevalente informazione o gossip. Fotografie di sconosciuti: quando si possono pubblicare? Il principio è il seguente: le foto di sconosciuti fatte in strada possono essere pubblicate purché i soggetti ripresi abbiano prestato il consenso oppure non siano riconoscibili. Eccezionalmente, le foto si possono pubblicare anche nei seguenti casi: - manifestazione pubblica: se la persona ritratta sta partecipando ad un evento pubblico si può pubblicare la foto. Per esempio, gara sportiva, carnevale, concerto in cui la persona sta suonando o cantando, ecc. In casi di tal genere, infatti, a prevalere è il diritto di cronaca; - luoghi pubblici generalmente intesi. Ad esempio, se si fotografa il duomo di Milano e davanti ci sono delle persone, anche riconoscibili, si può pubblicare la foto, purché appunto la foto sia “del duomo di Milano” e non relativa alle persone che sono lì davanti. Ciò implica che se la foto ritrae il primo piano di una persona sullo sfondo il duomo, non è possibile pubblicarla; - personaggi pubblici, come il sindaco, una personaggio televisivo, un calciatore, un cantante, ecc. In tutti questi casi non serve l’autorizzazione, a meno che la foto non sia lesiva della dignità del soggetto ripreso; - se non si vede il viso: se la persona non è riconoscibile, tanto basta affinché la sua privacy sia garantita; - la fotografia serve per usi di giustizia o di polizia (ad esempio, per denunciare un reato); - la foto serve per scopi scientifici, didattici o culturali. Inoltre, deve essere valutato lo scopo per cui un’immagine è usata e il contesto di pubblicazione. Se fotografi un senza tetto per strada e inserisci la sua foto all’interno di un reportage sul degrado di una città, non hai leso la dignità di quella persona. Se invece distribuisci quella foto a corredo di un testo razzista, allora il discorso cambia radicalmente. Fotografare sconosciuti: cos’è la liberatoria? Se fate una bella foto e volete utilizzarla senza avere problemi con le persone che vi sono ritratte, l’unico strumento a cui ricorrere è la liberatoria firmata dalla persona o dai suoi genitori se è minorenne. In quest’ultimo caso, occorre la firma di entrambi i genitori: se così non fosse, infatti, quello che non ha firmato potrebbe sempre far valere le sue ragioni. Si tratta semplicemente di un foglio in cui ci sono i vari dati personali e in cui è scritto che colui che firma vi autorizza ad utilizzare la foto. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:10
Infatti, MAI successo nella storia di tutte le riviste con cui collaboro da 35 anni (e credo MAI succederà... per cui non hanno nessun stuolo di avvocati, ASSICURO! ), che fotografando spettatori, di un spettacolo SVOLTO IN PRESENZA/APERTO al PUBBLICO (anche se in luogo privato, come palazzetti, stadi, autodromi, fiere, ecc. ), qualcuno ritratto abbia MAI preteso alcunchè! Idem che io sappia, pure i famosi "adulteri" durante la partita in USA, se ben ricordo, non hanno potuto avanzare alcunchè. A noi stessi, per i due anni che Apple, ha girato il film della F1, ci è stato detto a voce, di non rompere le pelotas, e se venivamo inquadrati, per le scene del film (ovviamente a gratis) di continuare con il nostro lavoro, come se nulla fosse. Idem in tutti questi anni di Netflix, con le puntate di "Drive to survive"... Il principio è molto semplice, sei li a quell'evento? Affari tuoi! Se non volevi essere ripreso, stai a casa. E ripeto è riportato sui biglietti e siti quando si acquistano! |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:14
Curiositià, cosa dovrei dire, per le milionate di volte che vado/andiamo, in diretta TV, anche PRIMI PIANI, di secondi, mentre lavoro??? O che passiamo migliaia di volte nei promo pubblicitari, dell'evento, sulle tv di mezzo mondo??? Sarei MILIARDARIO!!! |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:22
@Rcris Allora, con tutto il rispetto....lascia stare il caso specifico e vai a guardare le MOTIVAZIONI della Sentenza, dove cioè si entra nel merito della condotta e si valuta se la condotta costituisca reato o meno. Se ti vai a leggere le motivazioni della Sentenza in argomento, scoprirai che la stessa identica disciplina si applica esattamente anche a chi va in giro a fotografare "qualcuno incrociato in un luogo pubblico". E' Legge....e se dobbiamo parlare di Legge, che piaccia o meno, giusta o sbagliata che sia.... "chest'è!" Ora....è ovvio che parliamo di "casi scuola" veramente estremi.....però ti porto un esempio pratico: sei in giro per una città e vedi una persona molto fotogenica alla quale vuoi scattare una foto, ti avvicini, quella ti dice chiaramente che non vuole essere fotografata, tu lo fai. Sei passibile di querela. Pacifico. Che poi magai sta cosa sia successa tipo 3 volte nella storia della fotografia, è un altro paio di maniche. @Stylo “ Se vabè. Secondo te,tu mi dici "no" con la testa,io ti scatto una sola foto ugualmente,tu mi denunci (e come tra l'altro,visto che io me ne sono già andato),finiamo davanti ad un giudice e secondo te lui definirebbe il mio comportamento come petulante o molesto? Io ne dubito fortemente E ti ricordo che le sentenze italiani non fanno giurisprudenza vincolante „ Se parli così, si vede che non hai mai frequentato un Tribunale in vita tua.....(buon per te   ) |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:30
“ ti porto un esempio pratico: sei in giro per una città e vedi una persona molto fotogenica alla quale vuoi scattare una foto, ti avvicini, quella ti dice chiaramente che non vuole essere fotografata, tu lo fai. Sei passibile di querela. Pacifico. „ Tu sei libero di querelare chi vuoi ma per una cosa del genere il magistrato nemmeno la fa arrivare davanti al giudice. Archivia la cosa facendosi una bella risata |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:34
“ Tu sei libero di querelare chi vuoi ma per una cosa del genere il magistrato nemmeno la fa arrivare davanti al giudice. Archivia la cosa facendosi una bella risata „ Si, vabbè.....dipende da Procura a Procura e da Magistrato a Magistrato. Ți posso assicurare che ho visto procedimenti penali e rinvii a giudizio per cose molto meno gravi davanti alle quali saresti tu a farti una bella risata. E invece piuttosto che riderci sopra si aprono dibattimenti in aula. Di contro, poi....reati veramente seri archiviati come se non ci fosse un domani. Italia, paese dei controsensi. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:35
“ Ți posso assicurare che ho visto procedimenti penali e rinvii a giudizio per cose molto meno gravi davanti alle quali saresti tu a farti una bella risata. E invece piuttosto che riderci sopra si aprono dibattimenti in aula. „ Urca,cosa è molto meno grave di uno che ti fa una foto anche se tu non vuoi?  Una parolaccia? |
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