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inviato il 19 Marzo 2026 ore 9:28
Buon di a tutti, permettetemi una domanda in parte da profano, in parte...maliziosa e provocatoria. E' estremamente diffusa la valutazione della resa del colore degli obbiettivi. Ai tempi della diapositiva l' influenza delle ottiche era assolutamente certa e chiara (gli obbiettivi Leitz erano su un altro pianeta...), ma nel digitale, con tutti i parametri che possono essere modificati, sia in camera sia in PP, sia in maniera conscia che subdola, come è possibile, ancora, parlare di resa nel colore di un' ottica? Già è più comprensibile per una fotocamera ed il suo sistema operativo, con tutte le manipolazioni in camera e con i softwere di conversione RAV di brand. Penso che la resa del colore dipenda esclusivamente delle regolazioni sia note che non note, sia in camera che in PP dei programmi di conversione RAV. e tutti i file possone essere resi uguali. In pratica come mai questa idea è così ben consolidata anche nelle menti dei nativi digitali? Di chi è l' interesse perchè ciò accada? Grazie e buona giornata a tutti. P.S. educazione e moderazione, chiunque esca dalle righe verrà "zittito". |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 9:49
Perchè esistono tre fattori principali che influenzano il colore "finale" di una fotografia digitale: - Il primo è l'obiettivo; le lenti trasmettono le varie frequenze della luce in modo diverso; ad esempio, le aberrazioni cromatiche sono dovute al diverso indice di rifrazione del vetro alle varie lunghezze d'onda (donde la "separazione" delle componenti blu e rossa, ovvero agli estremi opposti dello spettro visibile). - Il secondo è il sensore, che a sua volta può "reagire" in modo differente alle varie frequenze nella conversione luce>segnale elettrico; penso però che questa sia un'influenza trascurabile. Questo, ovviamente, parlando di sensore Bayer, l'uso di altre tecnologie come il Foveon ha un impatto più rilevante. È però da sommare anche il resto dell'elettronica a valle del sensore, che ha sia un'influenza diretta dovuta alla sua morfologia, che attraverso i settaggi scelti dal produttore, pomposamente chiamati "scienza del colore" dai produttori stessi. - il terzo, decisamente rilevante, è il software, compresi il profilo di conversione dal RAW e tutti i settaggi scelti dall'utente. Questo era di difficile controllo al tempo della pellicola, mentre è preponderante nell'effetto oggi. Sul discorso se solo via software si possa ottenere un "look" identico, ad esempio, a una determinata accoppiata lente/pellicola ma pure lente/digitale, diciamo che ci si può certamente avvicinare molto. Identico proprio non ne sono sicuro. Ma forse non è nemmeno tanto importante. |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:35
“ @Luciano.giuliodori In pratica come mai questa idea è così ben consolidata anche nelle menti dei nativi digitali? „ In parte potrebbe servire per giustificare le migliaia di euri spesi in una non meglio precisata ricerca di "nuances" valutabili solo a livello strumentale in ambiente sterile. |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:21
“ E' estremamente diffusa la valutazione della resa del colore degli obbiettivi. „ Mmm... lo è davvero? Sinceramente non ne sento molto parlare, se non come commento "i colori sono intensi" o robe del genere. Anzi, credo se ne parli quasi solo nelle recensioni degli utenti. Sento parlare molto più spesso di contrasto (che è collegato, al massimo, alla saturazione dei colori), che credo sia molto più importante. Il colore lo sento associato ai brand, ai corpi o ai software di sviluppo. In ogni caso, avrebbe comunque senso parlarne, se si è interessati all'argomento: non cambiando corpo, software e schermo, vorrei ottenere gi stessi risultati indipendentemente dalla lente. Se ogni lente modificasse enormemente i colori impazzirei in PP |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:46
Ovviamente in ambiente dí appassionati di fotografia/tecnica. Comunque concordo totalmente con la conclusione di Riccarbi. Grazie ragazzi, buona serata. |
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