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Mah, mi pare la faccia più grossa di quello che è. Premesso che non ho nessuna ammirazione per Sorrentino come regista (lo trovo uno scopiazzatore di stili e di idee), teniamo presente che è pur sempre un film; a volte agli spettatori viene implicitamente chiesto di stare al gioco, anche per esigenze scenografiche. Si è visto ben di peggio in film che avevano pretese di realismo.
Io penso che basti poco per realizzare qualcosa di credibile, verosimile. Sergio Leone, che io giudico uno dei più grandi registi, era quasi maniaco per la precisione nella narrazione e la coerenza degli elementi scenici. E nonostante tutto, qualche errore lo ha commesso pure lui. Ma si tratta di disattenzioni, sfumature, piccoli inghippi dovuti al montaggio. Non ha mai mai avvalorato l'ipotesi, per dire, che una pallottola attraversasse tre pareti e poi uccidesse un uomo a cento metri di distanza. Sorrentino, con quella scena ha banalmente snobbato le leggi della fisica. Non mi sembra un gran servizio al cinema.
“ Non ha mai mai avvalorato l'ipotesi, per dire, che una pallottola attraversasse tre pareti e poi uccidesse un uomo a cento metri di distanza. „
Mi sa che hai preso l’esempio sbagliato Nei film di Leone è pieno di esagerazioni irreali (ovviamente volute, gli erano funzionali alla sua visione del cinema). Ti faccio solo un esempio sui mille che potrei fare: la scena finale de “Il buono, il brutto e il cattivo”; come può un uomo a cavallo, a un centinaio di metri di distanza, con la precisione che avevano i fucili dell’epoca, spezzare una corda al primo colpo?
Vabbè, se ci mettiamo a guardare tutto non si salva nessun film... Potremmo parlare di: - imprecisioni scientifiche (ad esempio nei film con ambientazioni spaziali); - imprecisioni sulle armi (per esempio il silenziatore che riduce sì il rumore ma non come nei film, la precisione degli spari, i danni degli stessi, ecc.); - imprecisioni sulla continuità degli eventi (e qui i sequel e le serie tv ne sono pieni); - imprecisioni sui processi (non penserete mica che ai processi facciano gli show che si vedono nei film?); Eccetera, eccetera. Per dire, un capolavoro della fantascienza come Alien fra le altre cose cade clamorosamente sul fatto che in pochissimo tempo un affarino di pochi centimetri e qualche decina (centinaia?) di grammi diventa una roba di 2 metri e passa per cento chili o giù di lì, con la massa che spunta dal nulla (alla faccia del "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"). Potremmo stare qua anni.
Vabbé dài, il critico cinematografico del link ("la rivista intelligente") ha voluto i suoi 5 minuti di celebrità non sapendo in quale altro modo attirare l'attenzione su di sé
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