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Il mirco contrasto viene espresso negli mtf?


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avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 9:51    

Sto guardando varie ottiche M4/3 tra cui l'Olympus 12-40 f2.8 e il 12-45 f4

Ho avuto tempo fa il 12-40 ma non ne ho un grande ricordo nonostante sia molto osannata per la sua definizione ho un ricordo di immagini molto piatte
Cercando e ricercando in rete ho avuto riscontro anche da altri che il 14-45 ha molto più micro contrasto rispetto al 12-40 e una resa dell'immagine meno piatta

Purtroppo sulle ottiche M4/3 non ci sono molti test e quindi è molto difficile paragonare le ottiche pur avendone alcune

Al momento ho fissi: Oly 12 f2, Pana 15 f1.7, Fly 25 1.8 e il Pana 14-140 II ( ultima versione ) che oggi voglio provare a comparare a 25 con il 14-140
Ho già provato con il 15 e sinceramente mi sembra la qualità sia identica, visto che tanti me lo hanno smontato ( forse senza averlo neppure provato ) volevo fare qualche test per togliermi qualche dubbio

Detto questo, nel caso trovassi degli MTF può essere che 2 lenti abbiano MTF o grafici per la risoluzione simili ma una abbia più micro contrasto dell'altra?

Il micro contrasto viene in qualche modo misurato?

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 10:35    

Detto questo, nel caso trovassi degli MTF può essere che 2 lenti abbiano MTF o grafici per la risoluzione simili ma una abbia più micro contrasto dell'altra?
*********************************************

Certamente.
Questo perché la Nitidezza di un obiettivo è la somma di due qualità per molti versi antitetiche: la Risoluzione e l'Acutanza.

La Risoluzione, o Potete Risolvente, è la capacità di in obiettivo di distinguere fra loro un certo numero di linee bianche da altrettante nere.
L'Acutanza, altrimenti detta Microcontrasto o Nitidezza Apparente invece, è la capacità di distinguere più o meno NETTAMENTE le linee bianche da quelle nere.

Un obiettivo "ideale" ha la capacità di unire
in sé, miscelandole perfettamente fra loro, una quantità tot in termini di Risolvenza con altrettanta Acutanza; ma allo stesso modo ci sono obiettivi che hanno più Risolvenza e meno Acutanza e altri che, al contrario, hanno molta più Acutanza che Risolvenza... in sostanza questo dipende dalle "linee guida" del costruttore; in ogni caso però queste sono delle "specifiche" che valgono per TUTTI gli obiettivi di un determinato costruttore, e non solo per alcuni quindi, e nel loro complesso esse determinano quella resa particolare, diciamo quella "timbrica" che è propria di ogni ottica di ogni singolo costruttore.

Ora io non conosco gli obiettivi Zuiko, ma per quanto testé detto dubito che nel line-up degli obiettivi Olympus coesistano ottiche con una resa così diversa... o per meglio dire: nella stessa linea esisteranno certamente obiettivi migliori, cioè più nitidi, e altri meno buoni, ossia meno nitidi, ma il "mix caratteriale" no, quello è, o dovrebbe essere, uguale per tutti.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 10:42    

Il microcontrasto non è definito univocamente da uno standard, è il valore del contrasto restituito a frequenze "alte", senza ulteriore specificazione di "quanto alte". Non essendo definito con precisione, sarebbe secondo me meglio non usare questo termine per descrivere un obiettivo, anche se il termine viene abusato.

I grafici MTF riportati dai costruttori fissano delle frequenze ritenute particolarmente significative (normalmente 10lp/mm e 30lp/mm e generalmente nelle spiegazioni viene indicato che la linea delle 10lp/mm è associata al "microcontrasto" e quella dei 30lp/mm alla "!risolvenza", il che è eccessivamente semplicistico) e forniscono il contrasto restituito.

D'altra parte i test in rete fissano un certo contrasto (50%) e riportano il valore delle frequenza che restituisce quel contrasto; riportano, al variare dell'apertura, le frequenze che l'obiettivo è in grado di restituire con un contrasto del 50% (che viene considerato un buon modo, anche se limitato, di valutare la percezione di nitidezza).

Il grafico utile sarebbe quello che mette in relazione il contrasto con la frequenza, da contrasto 1 a contrasto del 10%/15% (limite convenzionale della risolvenza); questo però è un grafico che vale per una certa posizione ed un certo diaframma, rappresentare il comportamento dell'obiettivo ai vari diaframmi e nelle varie posizioni richiederebbe molti grafici.







Questo andamento darebbe una risposta al tuo quesito, cioè i grafici potrebbero mostrare che a frequenza alte due obiettivi hanno valori MTF simili ed a frequenze basse diversi, o viceversa.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 11:30    

Grazie per le risposte

Esiste invece un test “casalingo” tipo fotografare le foglie degli alberi, il muro di mattoni o un grafico per capire dalle ottiche che ho e di cui mi piace la resa che rapporto hanno?

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 12:38    

Esiste invece un test “casalingo” tipo fotografare le foglie degli alberi, il muro di mattoni o un grafico per capire dalle ottiche che ho e di cui mi piace la resa che rapporto hanno?


Il tanto vituperato muro di mattoni è perfetto allo scopo. MrGreen

Potesti notare che le lievi differenze di colore dei vari mattoni (che dipendono dal contrasto a frequenze medie, poi dipende naturalmente da quanto è grande il singolo mattone rispetto all'immagine) sono più visibili con un obiettivo rispetto ad un altro, ma che le piccole imperfezioni all'interno del singolo mattone sono più definite con l'altro.

Comunque la difficoltà di avere contrasto alto a tutte le frequenze, per cui i progettisti erano costretti a decidere se privilegiare il contrasto a frequenze medio basse (microcontrasto - Zeiss) oppure a frequenze molto alte (risolvenza - Leica), è ormai una difficoltà superata; le ottiche moderne hanno valori alti a tutte le frequenze.

www.lensrentals.com/blog/2019/10/more-ultra-high-resolution-mtf-experi

Da questi test di Lensrental che arrivano a frequenze altissime, puoi veder che se confronti i grafici dei 135mm f/1.8 Sigma e Sony (più o meno a metà pagina), hai che:

- alla frequenza più bassa (rossa) sono pari
- alle due intermedie prevale il Sony
- alle due frequenze più alte prevale il Sigma

Ma sono comunque differenze piccolissime, le definirei strumentali, che non puoi vedere ad occhio.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:12    

Il mirco contrastoMrGreen

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:25    

decidere se privilegiare il contrasto a frequenze medio basse (microcontrasto - Zeiss)

Esatto gli Zeiss mi danno quella sensazione di maggior microcontrasto

Poi forse sto cercando la cosa sbagliata ma di solito lo noto sulle foglie, la sensazione di poter quasi contarle
O sulla corteccia, la sensazione di vedere i solchi
O le rocce

Quasi fosse stata scattata con una GFX e potessi continuare a ingrandire all'infinito

prendendo da questo gruppo Flickr le foto del 12-45 f4

www.flickr.com/photos/99341985@N05/55002341553/in/pool-14678642@N25/

www.flickr.com/photos/201555941@N05/54951159814/in/pool-14678642@N25/

www.flickr.com/photos/201555941@N05/54912557738/in/pool-14678642@N25/

www.flickr.com/photos/antoniogb/54644231839/in/pool-14678642@N25/

Appena riesco leggo l'articolo

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:43    

Poi forse sto cercando la cosa sbagliata ma di solito lo noto sulle foglie, la sensazione di poter quasi contarle


Secondo me è giusto valutare questo aspetto su soggetti del genere, cioè con piccole differenze di contrasto della scena.

Supponiamo di avere un obiettivo che restituisce l'80% del contrasto ed un altro il 100%.

Se hai una scena con piccoli elementi con contrasto pari a 100 (supponiamo che equivalga a bianco/nero), con uno
avrai un contrasto restituito di 80 e con l'altro 100; la differenze c'è ma non è molto di più del limite della visibilità delle differenze di contrasto (che è circa il 10%), quindi in entrambi i casi gli elementi li percepisci come ben separati fra loro, la differenza di contrasto dell'immagine non è determinante.

Se invece nella scena i piccoli elementi hanno contrasto pari a 12, con uno avrai un contrasto restituito di 9.6 e con l'altro di 12, quindi con uno sei sotto al limite di visibilità del 10% e vedi tutto uniforme, con l'altro sei appena sopra e gli elementi risultano leggermente separati fra loro facendo la differenza.

Questo in teoria.

avatarsenior
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 14:27    

Comunque secondo me le differenze di contrasto che due obiettivi restituiscono (e ci sono) non dipendono molto dalle differenze dei grafici MTF, semplicemente perchè le differenze di contrasto si vedono anche su frequenza basse dove praticamente tutti gli obiettivi moderni hanno valori prossimi ad 1 (questo a TA, figuriamoci chiudendo un po').

Piuttosto dipendono da perdita di contrasto per riflessioni interne, aspetto che le curve MTF non considerano perchè sono curve teoriche basate sul tracciamento dei raggi.

Quindi quello che secondo me conta di più è il trattamento antiriflesso, il numero di lenti e la costruzione interna.

avatarsupporter
inviato il 15 Febbraio 2026 ore 23:29    

Provo sempre i miei super tele su un muro di mattoni lontano una quindicina di metri per vedere la definizione tra i vari tele tra i vari diaframmi e le lunghezze focali.. é un buon parametro di giudizio io trovo.. se poi il muro presenta rotture , schegge Malta tra le giunzioni , puoi fare ottime valutazioni anche del rumore.. oltre che del micro contrasto..
Il mattone è sempre una garanzia... MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Febbraio 2026 ore 11:52    

Ho il 12-45 e ho avuto il 12-40. Per lavoro ho dovuto fare reportage in tutte le condizioni di luce, con entrambi gli obiettivi. Il 12-40 lo ricordo molto contrastato: colori quindi più saturi, più difficoltà ad avere ombre leggibili in situazioni di luce intensa con tanti stop di differenza, e maggiori problemi in controluce. Il 12-45 invece ha un rendering molto più piacevole e naturale, e infatti l'ho tenuto.
Il microcontrasto invece lo noto molto nel 15mm 1.7 panaleica, il cui unico difetto è l'aberrazione cromatica a TA. Comunque lente che mi piace moltissimo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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