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Edward Weston a Camera Torino: dal 12 febbraio al 2 giugno 2026.


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avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2026 ore 19:44    

Edward Weston, "La materia delle forme" , a Camera Torino: dal 12 febbraio al 2 giugno 2026.





it.wikipedia.org/wiki/Edward_Weston

it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_f/64

La mostra attraversa oltre quarant’anni di attività (dal 1903 al 1948).

camera.to/en/incontri/edward-weston-the-revolution-in-photography/

camera.to/

CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2026 ore 20:03    

Edward Weston, uno dei più importanti fotografi della prima metà del Novecento, è l’incarnazione della poesia applicata al mezzo fotografico. Le sue splendide immagini, stampate in maniera impeccabile, raffigurano romantici paesaggi, dettagli della natura e splendidi ritratti. Come sosteneva Ansel Adams: “Weston è uno dei pochi artisti creativi del nostro tempo. I suoi lavori illuminano il viaggio spirituale dell’uomo verso la perfezione”.

Weston può essere sicuramente considerato il primo grande artista statunitense che espresse la sua visione estetica tramite l’obiettivo fotografico, un nuovo medium artistico che oltre ai suoi limiti tecnici, presenta le sue peculiari qualità che impongono una nuova bellezza formale, composta di particolari, superfici, ritmi resi con una vibrante esattezza. L’artista americano era convinto che la fotografia servisse per catturare la vita e sotto qualunque modo essa si presentasse. Tant’è vero che dichiarò: “Ho fatto la mia parte nel rilevare agli altri il mondo vivente intorno a loro”. E non poteva essere se non così, per l’appetito sensuale di Weston per tutte le forme – organiche e vegetali, antropomorfiche e industriali – che da empirista statunitense non immune da una certa cautela nei confronti dell’Europa modernista e delle sue matrici soggettiviste, il fotografo cerca nella realtà, naturale o artificiale, per isolare, sublimarle e rivelare alla sensibilità emozionale dell’uomo comune. Eppure questo appassionato della forma che provava un “brivido di piacere” quando l’oggetto stava per “darsi” all’obiettivo, negli ultimi dieci anni della sua attività superò l’inibizione della forma per cogliere l’automatismo gestuale della natura. Questa sorta di astrazione di Weston non deve però considerarsi come una sorta di perdita di realtà, ma un’estrazione, una concentrazione, un compendio di elementi comuni nella tensione verso un valore universale della forma, e quindi della vita, perché secondo Weston la forza e il movimento della vita sono racchiusi nella forma. “Con la macchina fotografica ho dimostrato come la natura offre, già create e selezionate – ready to use – pronte per essere colte dall’intuizione dell’artista, quelle forme semplificate, estreme che Brancusi ha dovuto creare”, affermò Weston.

Un’altra caratteristica essenziale per capire l’opera artistica di Edward Weston è la sua capacità di ottenere tramite il mezzo fotografico maggiore incisività e nitidezza al momento dello scatto. Infatti nel 1932 insieme ad altri fotografi fondò il Gruppo f/64, un movimento artistico che raggruppa i più duri tra i puristi della fotografia. Questa cerchia di fotografi avviò un’estetica che si basava sulla perfezione tecnica e stilistica: qualunque foto non perfettamente a fuoco, o perfettamente stampata, o montata su cartoncino bianco era “impura”. Si trattava di una reazione violenta allo stile sdolcinato e sentimentale che in quegli anni dominava nella fotografia pittorialista.

avatarsupporter
inviato il 11 Febbraio 2026 ore 7:30    

La prossima , sicuramente ! Sorriso

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