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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 17:32
E nel ringraziarti per averlo messo in luce, la netta divisione con quello che era la pellicola (analogica), vorrei rimanere in ambito moderno della questione. ********************************************* Giusto per la cronaca, sull'estetica della fotografia chimica avevo aperto, tempo addietro, un thread specifico. Venendo all'argomento del contendere la fotografia ha due bellezze: la bellezza visiva e la bellezza emotiva. La prima si forma sulla rètina e lì si ferma, la seconda, dopo essersi fermata sulla rètina, la attraversa e arriva fino al cervello. La prima si fa solo con l'attrezzatura... la seconda aggiungendoci anche qualcosa di più personale. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:14
Meglio una foto interessante con il file così così che un file perfetto e la foto banale. Io guardo sempre prima i contenuti. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:44
Ineccepibile, Fcl: dritto al punto della questione e te ne ringrazio molto. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:46
PaoloMcmlx, lo puoi tranquillamente rinominare, per completezza della discussione e, ringraziando pure te, per questo e gli altri interventi fatti in passato, sulle tue ultime otto righe qui sopra ben scritte, mi alzo in piedi e ti applaudo. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:52
Che poi, a ben vedere, a volte, se il contenuto è davvero TANTO potente, non serve nemmeno la sufficienza dal punto di vista tecnico (né in scatto, né in sviluppo), per definire la qualità di una foto come straordinaria, incisiva, grandissima, fondamentale ecc...
 Da: www.nationalgeographic.it/sbarco-in-normandia-la-storia-della-foto-sim (ok, sono casi particolari, ma sottolineano bene il punto: tranne che in specifici generi o per specifici soggetti, contenuto batte sempre tecnica, e con largo margine) |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:54
Ecco, TheBlackBird, appunto : esempio da encomio. Mi aspettavo questa o la bambina denudata che scappa in lacrime ... |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 18:59
La famosa napalm girl, anche... quella però è anche abbastanza "ineccepibile" dal punto di vista tecnico: inoltre, questa della Normandia, fra le due, è decisamente più rischiosa da fare. Io personalmente non riesco a non scindere, per certi generi, la componente "merito nell'arrivare allo scatto", da quella "contenuto". Per me conta tantissimo anche la prima (incluso in naturalistica, oltre che nel reportage di tutti i tipi). Per dire, anche nella staged dei grandissimi autori il "come si arriva allo scatto" è una componente epica e inscindibile dal contenuto dello scatto stesso. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 22:20
“ Le foto di NeveNera sono alla portata (leggibilita', ndr), di tutti ? „ Sul piano dell'immediatezza, sì. Chiunque, davanti a una qualunque immagine ha una reazione primaria legata alla percezione visiva e a ciò che viene "istintivamente" stimolato come associazione psicologica (quello che, convenzionalmente, chiamiamo "gusto personale"). Ad un livello più approfondito, invece, gli strumenti culturali/intellettivi non è che legittimino maggiormente l'esperienza o la fruizione, ma la stratificano, possono mettere in condizione di leggere una foto meno superficialmente avendo una mappa più ampia di possibili connessioni. Però, visto che citi le foto di NeveNera, faccio una piccola aggiunta, di cui parlavo con lui stesso ultimamente: Per come conosco Tony, lui non è tipo da costruire a tavolino dei significa(n)ti da tradurre in immagini. È sostanzialmente una persona abbastanza riservata e solitaria che si porta dietro il suo bel bagaglio di sfighe e malesseri. Ed ha trovato nella fotografia uno spiraglio per esprimere e sublimare a modo suo tutto ciò che non riesce a tirare fuori diversamente. Io non faccio fatica ad entrare in risonanza con le sue cose ma non tanto perché io sia più colto della media, semplicemente perché quella "vena malata" fa parte anche della mia vita e dell'immaginario con cui sono cresciuto. Le sue sono immagini che si sentono, nient'altro...lui stesso ti ha detto più di una volta che non c'è niente da "decifrare" ed ognuno ci vede quel che vuole, o meglio, quel che può. A volte non si tratta di avere gli strumenti per capire...capita semplicemente che un "sentire" familiare risuoni e tanto basta per non rimanere interdetti :) |
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inviato il 07 Gennaio 2026 ore 5:12
Caro @Rombro, trenta righe ben scritte, in modo chiaro e da tutti papabili, per cui ti ringrazio molto e che prendo come epistolari sul tema trattato. Indi per cui, la comprensione di una qualsiasi fotografia, essendo cosa alquanto personale, affonda le radici dentro ognuno di noi e, un soggetto mosso o sfuocato, può diventare, a volte, veloce locomotiva a vapore capace di portare in fumosi pensieri, dove, nella costruzione del proprio io, turbinii di reconditi ragionamenti, spaziano dal "Che × sta succedendo ? " al "Cosa debbo passare per capire ?". Così scritto e riletto, ti auguro un buon sonno e, felice del confronto, esco e me ne vado al lavoro, in bici, sotto una coltre di nubi nere ma non inquietanti, dove, a voler indagare, sopra, stanno le stelle. |
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inviato il 07 Gennaio 2026 ore 9:43
Mi aspettavo questa o la bambina denudata che scappa in lacrime ... ******************************************** Kim Phuc, alias "Napalm Girl", una fotografia di Nick Ut ripresa nel 1972 durante quella che passò alla Storia come l'Offensiva di Pasqua. Come "Saigon Execution" di Eddie Adams, di quattro anni antecedente e ripresa durante il primo giormo di quella che tutti conosciamo come Offensiva del Tet, anche questa fotografia ha vinto il Pulitzer Queste due, insieme con "Migrant Mother" di Dorothea Lange, sono per me le tre fotografie più belle di tutti i tempi. |
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inviato il 07 Gennaio 2026 ore 9:52
La foto di Capa è talmente un unicum che credo potrebbe essere citata in qualsiasi discussione sulla fotografia (io ad esempio l'avevo citata qualche giorno fa nel topic sulle didascalie) |
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inviato il 07 Gennaio 2026 ore 10:05
“ Ad un livello più approfondito, invece, gli strumenti culturali/intellettivi non è che legittimino maggiormente l'esperienza o la fruizione, ma la stratificano „ Stefano, lungi dall'essere turbinii di reconditi ragionamenti , quelli di Rombro colgono l'essenza di ogni sguardo sull'Arte non figurativa. La cultura, l'affinamento dello sguardo attraverso visite ai musei, libri d'arte o la crescita interiore che l'esperienza può donarci, stratificano , cioè, strato su strato , maturano in noi la capacità di vedere oltre, altrimenti l'arte moderna da Picasso a Pollock sarebbe vissuta come veloce locomotiva a vapore capace di ... fumosi pensier |
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inviato il 07 Gennaio 2026 ore 14:53
Se, mentre guardiamo una foto, ci domandiamo perchè la stiamo osservando, vuol dire che per noi una qualche qualità dovrebbe averla. Identificare detta virtù sarà il passo successivo e più difficile. |
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