“ La fotografia fa emergere l'inconscio ottico
Walter Benjamin, nato nel 1892, è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco. Scrive il testo “Piccola storia della fotografia”, pubblicato nel 1931 sulla rivista Die Literarische Welt, nel quale approfondisce, con le sue considerazioni, il tema della differenza tra immagine fotografica e immagine pittorica, tale differenza comporta delle conseguenze sulla tematica dell'autorialità.
Benjamin fu il primo a mettere in rapporto la fotografia con il termine “inconscio”, nel testo analizza il senso della nozione di “inconscio ottico”.
A proposito egli scrive: “La natura che parla alla macchina fotografica è una natura diversa da quella che parla all'occhio; diversa specialmente per questo, che al posto di uno spazio elaborato consapevolmente dall'uomo, c'è uno spazio elaborato inconsciamente. Se è del tutto usuale che un uomo si renda conto, per esempio, dell'andatura della gente, sia pure all'ingrosso, egli di certo non sa nulla del loro contegno nel frammento di secondo in cui si allunga il passo. La fotografia, coi suoi mezzi ausiliari: con il rallentatore, con gli ingrandimenti glielo mostra. Soltanto attraverso la fotografia egli scopre questo inconscio ottico, come, attraverso la psicanalisi, l'inconscio istintivo”. „