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Milano fuori controllo


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avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 19:21    

Basta girottolare un po', per me anni, in Africa nera, in Sud America, in Yemen, etc, e si imparano un sacco di "buone abitudini" di sopravvivenza, utilissime nell'Italia attuale.

Ricordate sempre che è molto, molto meglio un brutto processo di un bel funerale: ammazza sempre e subito, ammazza e non ferire prima di essere ammazzato, e poi, delle conseguenze se ne riparla, semplicemente perché va tenuto ben presente che il morto...... ha sempre torto.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 19:26    

È da valutare anche cosa si intenda con giustizia, che non è certo sinonimo di vendetta.

Ecco perché servono organi opportuni per il potere esecutivo e giudiziario, così da non lasciare il tutto all'arbitrarietà soggettiva dei singoli.

Il cittadino medio non ha l'autorità, la capacità e la formazione necessaria per poter intervenire.

Per chi vuole le leggi severissime, si deve considerare anche il rovescio della medaglia, dato che non esistono solo persone che non commettono mai reati e altre che sono fuori controllo, ma una miriade di situazioni intermedie.

Anni fa un mio collega era andato a san vittore, per fare un esame universitario a un detenuto. Lo studente era in carcere in quanto, a seguito di un alterco con un automobilista che non gli aveva dato la precedenza mentre attraversava le strisce con la famiglia, era arrivato a spingerlo: l'automobilista era caduto, aveva battuto la testa, ed era deceduto.

Lo studente aveva deciso di "farsi giustizia da solo", e la situazione era andata fuori controllo.

Il sistema di leggi severissimo, in tali frangenti, cosa dovrebbe prevedere? Sarebbe equo verso tutte le parti coinvolte, incluse le famiglie dell'automobilista e quella dello studente?

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 19:29    

io concordo con Mario.
Sono tutti ridicoli.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 19:43    

Che qualcuno fosse × l'avevo capito e l'avevo anche riabilutati sbagliando.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 19:59    

Ecco perché servono organi opportuni per il potere esecutivo e giudiziario, così da non lasciare il tutto all'arbitrarietà soggettiva dei singoli.

Assolutamente d'accordo.Questa è la finalità del patto fra Stato e Cittadini.Ma è lo Stato che non mantiene fede al patto.Al netto di bislacche interpretazioni del Codice da parte di giudici....estrosi.

Per chi vuole le leggi severissime, si deve considerare anche il rovescio della medaglia, dato che non esistono solo persone che non commettono mai reati e altre che sono fuori controllo, ma una miriade di situazioni intermedie.

Concordo.Inizino ad applicare quelle che ci sono.E a snellire le cause.Prescrizione.Ergo il fallimento dello Stato.
E quando va male va in c..o sempre a Pasquale.Oramai questa vergogna è divenuta la porta di accesso per accedere ed uscirne intonsi da ogni àmbito penale.E tocca soprattutto delinquenti con giacca e cravatta.

Sentenza Ponte Morandi.Che dite?Gliela famo?

Lo studente aveva deciso di "farsi giustizia da solo", e la situazione era andata fuori controllo.

Altra sinéddoche che respingo.Questi sono casi limite.Quando io chiamo in causa la criminalità non mi riferisco certo ad uno spiacevole alterco che ha avuto esiti imprevisti.

Perchè,ditemi,quando un criminale entra in casa mia debbo stendergli il tappeto?
Perchè io debbo essere "ragionevole" quando chi mi si presenta davanti è un malintenzionato?Forse che si presenta con una lettera dove elenca le sue "accettabili" richieste?Qui forse siamo in presenza di uno "spiacevole alterco?"
Se entri nella tana di un'orsa in presenza dei suoi piccoli la stessa ti offre del miele?Dò qui ragione a Pollastrini.E' comprensibile e accettabile un istinto animalesco.E' una provocazione che si veicola da un istinto di sopravvivenza.
No.Lo Stato ti vuole vittima sacrificale privandoti di un diritto fondamentale:la tua difesa personale a fronte non di una provocazione in un alterco ove i due contenedenti muovono da una condizione di parità, ma di un atto delinquenziale dove la contesa è impari.
Consapevole che anche la giustizia amministrata da persone,con tutti i loro limiti,mai potrà soddisfare pienamente le legittime richieste di tutte le vittime.
Sorvolo qui sulla parte conclusiva della Fattoria degli Animali:
«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri»
A questo mai vi sarà rimedio.Ahimé.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 20:15    

No.Lo Stato ti vuole vittima sacrificale privandoti di un diritto fondamentale:la tua difesa personale a fronte non di una provocazione in un alterco ove i due contenedenti muovono da una condizione di parità, ma di un atto delinquenziale dove la contesa è impari.


Non è esattamente così, riporto un parere di un avvocato sulla legittima difesa nella sua stesura del 2019 voluta fortemente dal Ministro Salvini:
"La legittima difesa domiciliare permette di realizzare condotte normalmente illecite per difendere la propria o l'altrui incolumità oppure i beni propri o altrui quando si è vittima di una violazione del domicilio o del luogo presso cui si esercita l'attività commerciale o professionale.
Per questi casi l'art. 52 c.p. prevede che sussiste sempre il rapporto di proporzionalità tra la difesa realizzata mediante un'arma legittimamente detenuta o un altro mezzo e l'offesa che si stava subendo. I requisiti sopra elencati devono sempre essere rispettati ma sussiste questa presunzione di proporzionalità. Inoltre per ritenere sussistente la proporzionalità, con riferimento alla difesa dei beni propri o altrui, non deve esserci desistenza da parte dell'aggressore e al contrario deve esserci un pericolo di aggressione."

avatarsupporter
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 20:47    

il problema e la proporzionalità nel difendersi, implicitamente la legge ti dice non fare nulla, perche potresti passare da vittima a carnefice

ma un normale cittadino non e addestrato e abituato alla violenza tipo un poliziotto, in un momento concitato di fortissimo stress puo esagerare, in quei momenti non hai il controllo delle sue azioni, puo agire d'impulso per la paura senza rendersi conto di esagerare se l'intruso e armato anche solo di un taglierino

ma lo fa per difendere se stesso la famiglia o la sua proprietà, e lo str0nzo che entra ti in casa o nella tua attività, che rapina per strada che viola la sua integrità, ma la legge ti pone nello stesso piano dell'aggressore, reagisci in egual misura, se esageri nel difenderti passi nel torto, io la considero una bestialità, ma per molti e giusto cosi


avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 20:56    

Lomo temo tu non abbia letto la norma, art. 52 codice penale se non ricordo male

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 21:05    

Mi fa morire che ancora molti continuano a dare la colpa sempre agli stessi senza rendersi conto che nessuno degli attuali, di qualsiasi schieramento, è in grado di risolvere problemi, un misto di incapacità e menefreghismo dove quello che conta è la poltrona.
Ma a sbraitare su X a qualsiasi ora sono bravi tutti.
Ma quando finiranno gli alibi daranno la colpa agli alieni?

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 21:06    

Il sistema di leggi si deve poter applicare a tutte le casistiche possibili, per essere efficace. Tuttavia, dato che non è possibile esplicitarle tutte, le leggi sono deliberatamente vaghe in certi punti, così da consentire l'interpretazione delle stesse da parte degli organi giudiziari, a seconda dei casi. Esistono anche dei diritti inalienabili delle persone, che non si possono "ignorare".

Nel caso del "ladro in casa", l'articolo 383 del cp consente l'arresto da parte del privato cittadino, fino all'arrivo delle forze dell'ordine.

Ovviamente l'arresto potrebbe implicare l'uso della forza. Qui entra in gioco anche la legittima difesa: si basa sul principio della proporzionalità dell'offesa, che non è la legge del taglione o la vendetta personale.

Il problema è che il cittadino medio non ha nemmeno la formazione per eseguire un arresto, nè gli strumenti necessari. Discorso analogo per l'uso di armi, proprie o improprie: usarle in una situazione reale è ben diverso da una palestra o un poligono di tiro.

Se poi si eccede nella legittima difesa o nel modo di agire e usare eventuali armi, si è responsabili legalmente della cosa. Ovviamente serve il sistema giudiziario per valutare quali siano le soglie accettabili, a seconda dei casi.

In altri termini: la legge consente la legittima difesa e anche l'arresto da parte del privato cittadino, ma solo a certe condizioni, e se si eccede se ne pagano le conseguenze.

Il fatto che la legge mi conceda un diritto, non implica che io sappia esercitarlo nel modo più opportuno. Se esagero ne sono poi responsabile.

Anche le forze dell'ordine non hanno carta bianca, ma devono seguire un protocollo: ovviamente hanno un margine discrezionale di azione, ma non è certo "Chuck Norris mode".

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 21:20    

Il famoso antifurto alla nitroglicerina non penso lasci scampo sia al povero cristo che ci lascia le penne sia a chi lo ha installato.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2026 ore 21:53    

l'art. 52 c.p. prevede che sussiste sempre il rapporto di proporzionalità tra la difesa realizzata mediante un'arma legittimamente detenuta o un altro mezzo e l'offesa che si stava subendo.

Come si può stabilire in un contesto di violenza subìta il grado di offesa?
Ti entra una banda di ladri in casa.Hai moglie e figli e devi fare attenzione alla proporzionalità fra offesa ricevuta e reazione.
Già.Aspetto che mi uccida e poi deciderò sulla reazione.
Ma come si fa in quelle circostanze a decidere sulla proporzionalità?

Anche le forze dell'ordine non hanno carta bianca, ma devono seguire un protocollo: ovviamente hanno un margine discrezionale di azione, ma non è certo "Chuck Norris mode".

Seguire un protocollo?
Quel protocollo si è dimostrato elastico.In un senso.
che non è la legge del taglione o la vendetta personale.

No.E' prevenzione.Difesa da un pericolo imminente.Percepito.Fossi convinto che i ladri sono entrati in casa per dare una spolveratina....Legge del taglione o vendetta personale se a seguito del torto si procede ad una giustizia privata.Dopo il danno.
La vittima è il derubato.Non il ladro.Che non si presenta con una lista degli "acquisti" e delle sue magnanime intenzioni.
Continuate a citare articoli.Ma sono gli stessi che io contesto.Sono delle vergognose discriminazioni.Dei palesi inviti a delinquere.
Breve,voi riuscireste a contenervi?Perchè sta tutto lì.La richiesta da parte del legislatore di una preveggenza e di una condotta congrua al danno.Che non si può prevedere in quei contesti.
Se il povero Willy Montero si fosse difeso colpendo a morte i suoi aggressori,sarebbe stato perseguito per non rispetto del rapporto di proporzionalità?
Diamine,doveva saperlo che non avevano intenzione di ucciderlo.
E forse volevano solo dargli una lezione.Forse non era loro intenzione di ucciderlo.Ma le conseguenze del pestaggio quelle sono state.Quindi par di capire che avrebbe dovuto espiare la sua colpa.Quale?Quella di essersi difeso.
A me francamente frega na sega se non volevano ucciderlo.Ma quella era un'eventualità non certo remota.Avessi avuto una pistola ne avrei fatto uso.Voi no?




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