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Quando sento i Pink Floyd mi emoziono a tal punto che spesso ho gli occhi lucidi bellissima versione... anche se per me la migliore resta sempre quella inserita in PULSE... e la più emozionante quella Live di Venezia... era il 1989, avevo 9 anni, i miei genitori incollati al televisore, ed io bambino in quel giorno iniziai ad amare i Pink Floyd
“ migliore resta sempre quella inserita in PULSE „
sono tre versioni diverse. Quella originale, ha Clare Torry alla voce dall'inizio alla fine. Quella di Pulse ha le voci divise in tre parti, di cui ogni tanto due si sovrappongono. La voce iniziale di Samantha Browne è graffiante al punto giusto; le seguenti molto più bilanciate e curate. Questa del video è una versione un pò più "piaciona" con la voce di Eva Benkowska all'inizio un pò metallica e tirata, compensata da quella più calda della seconda corista di cui non ricordo il nome. Tre versioni da ascoltare in tre momenti diversi con tre stati d'animo diversi. Difficile dire (x me) quale sia la migliore senza cadere in facili campanilismi o ricordi di gioventù. Mi piace pensare che sono versioni che danno incredibili emozioni; ed è questo quello che conta. Poi si può disquisire sull'accento south England dell'introduzione della versione originale o su quello molto più country della versione australiana; o sulla differenza del timbro delle batterie di Mason nel corso degli anni. Quel che conta per noi audiofili è l'emozione.
Tra l'altro, aggiungo, io ho sentito dal vivo sia gli originali sia questa band australiana e devo dire, non linciatemi, che questi ultimi non mi hanno deluso in quanto a emozioni, sarà che gli originali ero in uno stadio lontanissimo dal palco, mentre con questi ero a 15 metri in uno spazio un po' più grande di un teatro.
Ma come si fa a non amarli? Ho tutto di loro, Mp3, Cd, DVD, vinili e anche qualche musicassetta. Compreso "Wish you where here" ancora cellofanato.
Personalmente, bestemmierò per qualcuno, l'unico lavoro che non ho mai apprezzato è The Wall: "We don't need no education"...con quella orrenda cassa in quattro. Pezzo realizzato per vendere. Il resto del disco...boh... Non mi piace. E che ci devo fa'?
Ma nessuno mi tocchi la mucca, il prisma, l'uomo che brucia e il maiale che vola. Quelli lasciatemeli stare, che mordo.
Non credo dai, l'assolo di confortably numb ? Non mi sembra una ciofeca. Poi, chiaro, gusti son gusti; certo che i pf, dopo tutti questi anni, sono ancora tra i primissimi a suscitare emozioni. PS: chissà se i più giovani...
A differenza di altri pezzi dei PF che dal vivo sono stati affinati e migliorati col tempo, The Great Gig In The Sky personalmente trovo che nella versione originale (del '73 non del '78) sia insuperata. Sia i PF che Gilmour e Waters separatamente li ho visti ogni volta che sono venuti in Italia (anche più di una data nell'ambito dello stesso tour) dall'89 in poi, per non parlare dei bootleg che ho. Non ho mai apprezzato più di tanto l'esecuzione a 3 voci (o a due come in questo caso), ritengo che snaturi un po' il senso dell'esecuzione dell'originale (almeno come lo interpreto io e per le sensazioni che mi suscita). Trovo che l'ultima esecuzione di Gilmour a Pompei, con le tre voci in contemporanea, di cui una maschile, sia la peggiore in assoluto, anche per come è stato ri-arrangiato il pezzo. Comunque resta sempre un pezzo da brividi, sia la musica che l'esecuzione vocale. Incredibile come un pezzo sostanzialmente senza parole (se si escludono quei pochi sussurri inseriti, che comunque non sono della cantante) riesca a esprimere così bene il senso della canzone (inizialmente provvisoriamente intitolata "The mortality sequence").
“ Personalmente, bestemmierò per qualcuno, l'unico lavoro che non ho mai apprezzato è The Wall „
Noooo!!! I gusti son gusti, per me è un capolavoro.
“ The Great Gig In The Sky personalmente trovo che nella versione originale (del '73 non del '78;-)) sia insuperata. „
Concordo in pieno, la versione originale con Wright al pianoforte e la voce di Clare Torry è la migliore!!
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