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inviato il 02 Settembre 2024 ore 20:04
“ Allora forse una percentuale anche alta di benzina nell'alimentazione può essere utile per avere maggior spunto.. „ Quotidianamente salgo da 900mt a 1250 mt slm.Anche due tre volte.Percorso a/r 10km. |
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inviato il 02 Settembre 2024 ore 20:08
“ Quali sono i migliori impianti GPL per auto ad iniezione?Funzionano con un sistema misto di alimentazione?Intendo una parte di benzina e una di GPL? „ Il punto è valutare se la conversione sia fattibile sul proprio veicolo, dato che non tutti i propulsori si prestano a tale trasformazione. Anzi, persino con propulsori che erano stati rivisti dalle case, talvolta vi sono stati dei problemi. Piuttosto, visto che percorri pochi chilometri, a che pro puntare a un impianto a gpl? Prima di recuperare il costo dell'impianto impiegheresti probabilmente anni. Considera, inoltre, che un impianto a gpl richiede una manutenzione aggiuntiva. Comunque, sulla Subaru forester sono stati montati diversi motori, a seconda dell'anno di produzione, e non sempre le conversioni a gpl hanno dato buoni risultati: il problema più comune è l'usura precoce delle sedi delle valvole, che poi comporta un costoso intervento sulle testate. Essendo propulsori boxer, le testate sono due, e per accedervi è molto probabile che si debba smontare il motore dall'auto, con tutto quello che consegue in termini di manodopera. Il problema è che nessuno può realmente garantire che una trasformazione aftermarket non abbia effetti collaterali sul motore, se quest'ultimo non è progettato per operare con tale carburante: la casa declinerà ogni responsabilità, mentre l'installatore dell'impianto a gpl fornirà una garanzia solo su quest'ultimo. Potrai leggere le esperienze positive o negative di altre persone, in rete, con il medesimo veicolo, ma conta molto anche l'utilizzo, per cui anche le recensioni sono utili fino a un certo punto. Con un motore boxer, comunque, il controllo periodico del gioco delle valvole può essere problematico, dato che se lo spazio all'interno del vano motore non è sufficiente, si deve smontare il motore dall'auto. Anche qualora non fosse necessario smontare il motore, le testate sono due, per cui certe attività si duplicano, rispetto a un motore con cilindri in linea (due coperchi delle punterie da smontare, guarnizioni ecc.). Ecco, se l'auto ha delle punterie idrauliche, la regolazione del gioco delle valvole è automatica, a meno di problemi alle punterie. Tuttavia, il margine di regolazione delle punterie idrauliche è limitato, e se vi è un problema di usura delle sedi valvole, a un certo punto i giochi andranno fuori dai valori previsti. Esistono degli additivi che, a detta del produttore, riducono il problema dell'usura delle sedi delle valvole, sulle auto convertite a gpl: tuttavia, a parte questo non ho riscontri sulla reale efficacia. Anzi, personalmente ho dei dubbi di altro tipo, dato che non so se tali additivi possano causare problemi alle sonde lambda o ai catalizzatori, nel lungo termine. |
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inviato il 02 Settembre 2024 ore 21:28
“ le testate sono due, e per accedervi è molto probabile che si debba smontare il motore dall'auto, con tutto quello che consegue in termini di manodopera. „ In effetti non intervengo sulla mia Subaru diesel per il motivo che hai elencato.Debbono estrarre il motore.Mi sono rivolto ad un meccanico in zona.Non ha l'attrezztura necessaria per estrarre gli iniettori. Subaru mi chiede 1800 euro ad iniettore.Manodopera esclusa.Lasciamo perdere.Ma che c...o di motori producono in Giappone? Quindi a questo punto direi:out GPL. |
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inviato il 02 Settembre 2024 ore 22:16
Purtroppo per via della posizione delle testate, l'accesso è problematico: se gli ingombri del motore sono al limite all'interno del vano, allora si deve provvedere alla rimozione. Per quanto concerne gli iniettori, questa è una delle conseguenze delle richieste legislative di avere emissioni inquinanti e di CO2 sempre più basse, nonché di quelle della clientela, che non vuole rinunciare alle prestazioni. Per rendere più efficiente la combustione dei diesel, utilizzano impianti di iniezione sempre più complessi (con pressioni di lavoro molto elevate), con iniettori che hanno tolleranze molto strette, tanto che in molti casi non si possono nemmeno revisionare. Il risultato è che gli iniettori sono cari, e a differenza del passato la riparazione è spesso impossibile. Al contempo, i motori tollerano molto meno i funzionamenti fuori specifica, rispetto al passato, e questo vale anche per sporcizia nel carburante e annessi. |
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inviato il 02 Settembre 2024 ore 22:31
Mi chiedo come faranno con euro 7.Cosa si inventeranno.E a quale scopo?Per vendere a chi?Visto le nuove direttive. Curioso.Avrò chiesto ad una ventina di proprietari Subaru diesel.E,se non ricordo male,tutti avevano proceduto all'eliminazione del FAP.Un amico che faceva il ganascia con la sua Opel e la "magia" dell'adblue,arrivato a 100.000 km si è visto costretto a rimuovere l'"intruso".1000 euro. Mah!Ripiegherò su di un benzina.Pazienza.Così và il mondo.Sudditi. |
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inviato il 03 Settembre 2024 ore 16:45
Per la normativa euro 7, la parte ibrida viene in aiuto, ma sicuramente si complica la fase di progettazione del motore, per farlo rientrare in limiti maggiormente severi. Tra l'altro, in futuro verranno ulteriormente abbassate le soglie limite per le emissioni di CO2, e già con quelle odierne svariate auto ibride sono fuori dai limiti, con conseguenti sanzioni comminate alle case dalla UE. La rimozione del filtro antiparticolato è illegale: il giochino può costare fino a 2 anni di reclusione e una sanzione che spazia da 10 a 100000 euro, visto che si va nel penale. A questo poi si aggiunge una sanzione per la modifica non autorizzata delle caratteristiche costruttive del veicolo, con una ulteriore sanzione e ritiro della carta di circolazione. Purtroppo circolano non pochi rottami modificati in tal senso: se le revisioni periodiche fossero effettuate come si deve, tali mezzi non potrebbero più circolare, ma purtroppo vi sono ancora svariate officine "compiacenti". Il problema più grave è che poi tali veicoli finiscono sul mercato dell'usato, e l'ignaro acquirente si trova a dover affrontare spese dell'ordine di grandezza delle migliaia di euro, per riportare l'auto in condizioni dignitose (posto che si trovino ancora i ricambi). Tecnicamente, tra l'altro, rimuovendo il fap si riduce la contropressione allo scarico rispetto ai parametri progettuali, per cui è probabile che l'auto perda coppia a basso numero di giri, rispetto a un'auto in configurazione originale come da specifica. |
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