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inviato il 27 Maggio 2024 ore 11:03
Scusa non lo ho evidentemente letto con attenzione Colpa mia |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 11:09
Figurati… Però è vero che questo dello "sviluppo di una visione personale" è un argomento molto difficile da sviluppare in un forum. Al di là delle affermazioni teoriche sulle quali ho visto che sostanzialmente concordiamo in un piccolo circolo di partecipanti, è veramente molto difficile qui sviluppare una pratica. Cioè trovare un modo per cui chi si interroga sul proprio fotografare possa trovare negli altri una fonte di feedback critico. |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 11:18
Io suggerirei qualche lettura portfolio con persone ben selezionate. Non per prendere come oro colato tutto, ma per avere una visione di persone che sono un poco più "autorevoli" e fanno un ragionamento sulle specifiche foto, questo aiuta a avere qualche punto di riferimento in più Un utente in un topic parlava anche di esercitarsi a creare relazioni e questo può essere applicato a foto singole con elementi nel frame come a serie creando legami tra più scatti. Non è nè facile nè banale anzi |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 12:00
Pero' scusate... puoi pure avere in mente previsualizzato lo scopo di una fotografia.. ma se poi non sai sviluppare una post decente, tutto crolla miseramente. Voglio dire serve un equilibrio in tutte le fasi, dallo scatto alla stampa/formattazione per il video. Anche in bicicletta, prima di imparare a leggere le carte per fare un viaggio, devi imparare a pedalare e a stare in equilibrio. Fermo restando che Ardita dimostra di avere una certa sensibilita' ed occhio, che fanno ben sperare , se osserviamo le sue gallerie, e' evidente che sulla post e' necessario lavorare ancora. Non solo sulla post, ovviamente. Ma tralasciarla in questa fase per me e' deleterio. |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 12:40
Matteo i tuoi consigli sono effettivamente ottimi! Spesso quando sono in loco scatto un po' le cose che succedono, senza pensare a che messaggio veicolare (anche perchè l'alpinismo è un'attività inutile, egoriferita e assolutamente vana, non vedo che messaggio possa portare se non "sono andata in giro coi miei amici, non siamo morti, ci siamo divertiti, allez!") mentre vedo che i fotografi di successo nel campo o lavorano per qualche brand che deve mostrare qualcosa o passare un messaggio (che ne so, tipo la leggerezza o la comodità del materiale, la grande impresa dell'atleta che sponsorizzano, ecc.) oppure sono produttori seriali di scatti che ti fanno dire "wow, fotonico". La stessa cosa vale per un saggio di danza; non vedo messaggi che vadano al di là del gesto tecnico/artistico di un ballerino Però questo dipana il mio dubbio sullo stile di post-produzione, che a questo punto direi non mi interessa avere. Ottima l'idea della lettura portfolio!! “ Fermo restando che Mary dimostra di avere una certa sensibilita' ed occhio, che fanno ben sperare ;-), se osserviamo le sue gallerie, e' evidente che sulla post e' necessario lavorare ancora. Non solo sulla post, ovviamente. Ma tralasciarla in questa fase per me e' deleterio. „ Invece Salt non ho capito, che ha che non va la mia post? Su che altro dovrei lavorare secondo te? E perchè parli di Mary, che non mi pare sia intervenuta in questo thread? Un grazie gigante a chi ha dato un occhio alle mie foto prima di rispondermi, almeno ho delle critiche puntuali :) |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 13:10
Si' scusa a volte mentre scrivo vengo interrotto e capita di pensare una cosa e scriverne un'altra. correggo il post.. “ sono andata in giro coi miei amici, non siamo morti, ci siamo divertiti, allez! „ e ti pare poco? Sono occasioni di scatto particolari. Qui diventano tutti matti per la street.. ma non esiste solo la street. Puoi fotografare lo sforzo, l'equilibrio, l'amicizia, la montagna. Esistono particolari e dettagli che, da soli raccontano una giornata. le mani sporche di magnesite, l'airilite di una soletta consumata e cosi' via. Momenti di tensione e momenti di slancio. Insomma non fermarti alla fotografia "semplice"... cerca di vedere oltre. |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 14:13
Partiamo dividendo le cose DANZA: serve fare foto precise, in particolare per la classica. E' importante il momento dove le linee del corpo sono perfette, dove la figura eseguita è nel momento topico per essere ripresa. Qui è una questione di conoscere cosa fotografi e i momenti in particolare da riprendere sapendo bene come devono essere i corpi dei ballerini. ALPINISMO: non è come dici, ho avuto amici che praticavano e non è solo scalo e stop, ma organizzazione, un modo di vivere legato alla montagna con trasferte frequenti, magari come i miei amici dormire nei furgoni, festeggiare dopo ci sono molte cose da raccontare ma bisogna volerlo fare e vederle e appunto vedere il racconto è quello che devi esercitarti a fare. Personalmente non vedo una drammatica necessità di post produrre, ma di dare un senso al tutto |
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inviato il 27 Maggio 2024 ore 17:23
Mah.. ho fatto parecchia fotografia sportiva in montagna. Si fotografa sempre in condizioni difficili di luce e di posizione. Credo che, come la per la fotografia di panorama, la post sia indispensabile. Poi è vero che la buona post è come il trucco per una ragazza. C'è, ma non si deve vedere. Non deve ingombrare. |
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 10:32
Se non altro sono coerente, non mi sono mai truccata in vita mia Generalmente non fotografo solo il gesto atletico (in falesia sì, perchè mi annoio nei tempi morti e non ci sono grandi preparativi, al massimo qualcuno fa su la corda o guarda la guida), tento di fare delle "narrazioni" organiche... però c'è anche da dire che io sono sempre il pulcino bagnato del gruppo e gli altri tirano come dei muli da soma e starci dietro fotografandoli pure è un'impresa. Quindi dei pezzi me li perdo sempre. Devo farmi un giro di amici normali e provare a fotografare loro! “ Credo che, come la per la fotografia di panorama, la post sia indispensabile. „ Ma io non dico che non faccio post, dico che faccio un po' correzione colore, luce generale, qualche maschera, 3-5 minuti a foto. Non sono una che si mette a cercare un look o un mood, che studia i preset e tenta di emularli, mi piace che la foto sia naturale. In realtà mi piacerebbe anche dare un "look" ma non riesco a scegliere tra le miliardi di possibilità che ho quale sia quello che sento più mio e, non scegliendo, rimango fedele alla linea "non far notare la post". Non so se mi spiego |
user207727
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 10:53
Le foto di arrampicata / vie di roccia sono difficilissime. Spesso controluce, poca possibilità di scelta della posizione. Fatte dal basso dicono poco. Diciamo che a scappa tempo esce roba poco interessante. Dovresti dedicare una mezza giornata a cercare di ottenere qualche scatto. Assicurarti sopra o di lato a chi sta salendo, avere una buona lente zoom per riprenderlo mentre sale, un grandangolo spinto quando è vicino. Sperare nella luce buona. Stare appesi è faticoso, noioso, l'attrezzatura rischia di sbatterti sulla roccia, cambiare lente è un'impresa (da evitare). Fare foto in via, mentre si da corda (fatto per diversi anni - vedi mio canale youtube) è pericoloso, devi avere una fotocamera da poter usare con una mano sola e il tuo compagno deve essere consapevole che corre rischi maggiori in caso di volo. A me è capitato di lasciare la fotocamera cadere nel vuoto per tenere la corda, fotocamera che è sempre legata a cordino ma che ogni volta prende una botta, insomma non è gradevole. E' un'attività che richiede una discreta specializzazione, conoscenza delle manovre, spericolatezza, e voglia di soffrire. Per essere buoni fotografi di climber bisogna, per prima cosa, essere buoni climber ed essere disponibili a sacrificare buona parte del divertimento per un'altra attività, nonché richiede tanta complicità con chi si vuole fotografare. |
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 13:03
Ciao @Ardita, bella domanda e tante risposte interessanti! Mi occupo di ciclismo gravel (quando possibile in montagna), quindi insomma, siamo lì. per quanto mi riguarda, quest'anno avevo perso un po' di motivazione, più che altro perché ho raggiunto un paio di obiettivi professionali e quindi mi sentivo, come te, soddisfatto/non soddisfatto. Per fortuna ci sono alcune cose a cui mi affido in questi casi: 1. chiacchierate con colleghi dello stesso ambito o simile, con cui confrontarsi su modi di scattare, workflow, idee. Da queste discussioni nascono spesso spunti interessanti da mettere poi in pratica. 2. ispirazione da colleghi famosi del settore. Ogni tanto sfoglio IG e studio le foto dei riferimenti del settore, i vari "jimmy chin" del mio settore: guardando attentamente trovo nuove cose da sperimentare. Ad esempio, recentemente ho iniziato a lavorare sul flash a seconda tendina (che va molto di moda e non mi piace quasi mai; ma è difficile da padroneggiare e vale la pena provarci) e su foto "sporche" che però hanno un valore all'interno di una narrazione. 3. libri fotografici, su temi e di autori qualsiasi. NOn libri di tecnica fotografica, ma di progetti. Da questi ho tratto infinite idee, che nel complesso mi fanno crescere (con fatica eh!). Esempio1: Roy de Carava e Langston Hughes hanno provato una narrazione ibrida foto/testo in "sweet flypaper of life", con un approccio unico che in alcuni casi è davvero affascinante. Esempio 2: "It's a Race" di J Robertson e "american geography" di Matt Black sono estremamente diversi ,ma hanno un approccio reportagistico in cui mi ritrovo, e a cui tendo. Con i libri potrei fare tanti altri esempi, ma insomma, ci siamo capiti! Infine, per quanto riguarda il brutto, il tema è un pezzo consistente delle mie serate "ride your stories", dato che statisticamente i posti brutti sono più numerosi di quelli belli. E poi, diciamocelo, che gusto c'è a fare una bella foto delle 3 cime di lavaredo? Non è più soddisfacente fare una foto bella di un kebabbaro o di un ecomostro abbandonato? Applicando al contesto, nel caso di ciclismo - ma immagino si applichi anche ad arrampicata e al ballo - a me interessa soprattutto il pre e il post: il viaggio, la preparazione, la pianificazione, gli imprevisti, i momenti "off" (come diceva più su Matteo) per quanto riguarda la post, anch'io concordo che è indispensabile per realizzare il potenziale degli scatti. Capisco però che non a tutti piace. Mi diverto a sperimentare su LR (quasi mai su PS), ma se è visto come un fardello, rischia solo di far passare la voglia di scattare. |
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 16:35
“ e non ci sono grandi preparativi, al massimo qualcuno fa su la corda o guarda la guida „ temo che tu debba sforzarti per "vedere" e non solo guardare... Non dare per scontati i piccoli gesti. I dettagli... Sono quelli che fanno la storia. Qualcuno fa su la corda, ma qualcuno si sggiusta l'attrezzatura, qualcuno sistema il baudrier, qualcuno allaccia le scarpette. Ci si prepara, l'abbigliamento e' colorato. Le mani callose, il gesto fluido e non ancora "compresso". Arrampicare e' cercare una rotta, un percorso nascosto. L'appiglio mentre il culo pesante ti tira giu. Lo sguardo e' importante, va valorizzato. Fondamentale il gesto.. la bellezza dell'equilibrio. L'eleganza del ragno. Una giornata di arrampicata su sasso, falesia o via alpina e' densa di gesti caratteristici che "raccontano" la storia della salita verticale. Se li vedi e sai riprenderli usciranno fotografie spettacolari. tre dita callose che si sovrappongono tra loro, su un'appiglio che offre spazio solo per un unghia, raccontano lo sforzo meglio di trenta muscoli gonfi per lo sforzo. Capisci cosa voglio dire? |
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 19:34
@slow non posso definirmi una guida alpina ma scalo con gente da Nord dell'Eiger, nella mia regione sono abbasta "famosa" per non essere proprio l'ultima arrivata non lo dico per tirarmela, è che mi sento una climber se non brava sicuramente completa su tutte le discipline, che sia roccia o ghiaccio! In via porto solo la compatta e sui tiri che faccio in lead i miei soci non si schiodano manco col fucile e manco con 20 m di lasco (scherzo, li tengo!). Il problema delle vie, trovo, è che sei obbligato dalla sosta che, spesso, è su cengia. Solo in Verdon su Golem o su Jeff in corsica ho avuto modo di fare foto veramente belle come posizioni di sosta! Oppure sul Dente avrei avuto l'occasione ma ho fatto da prima tutto e non sono proprio riuscita a tirare fuori la macchina per la pressione di fare in tempo per prendere la skyway e non potermi mai rilassare mezzo secondo, rodo ancora oggi! “ Capisci cosa voglio dire? „ capisco e senza dubbio sono foto difficili da realizzare. E' un ottimo consiglio, devo imparare a trovare angolazioni e momenti interessanti e soprattutto essere rapida perchè sono gesti di pochi secondi :) “ bella domanda e tante risposte interessanti! „ Vero? Adoro questa discussione!! E che meraviglia la gravel!! Grazie anche per i tuoi consigli, un ottimo spunto quello di vedere dei progetti! Colleghi ne conosco pochi e decisamente poco validi, speriamo che crescendo come fotografa possa entrare in contatto con più persone, è una prospettiva che mi accende :) |
user207727
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inviato il 28 Maggio 2024 ore 20:10
Probabilmente non mi sono spiegato bene, non mettevo assolutamente in dubbio le tue qualità. Se sei una climber alpinista di quel calibro conoscerai già bene le difficoltà del fotografare in certe condizioni. “ Il problema delle vie, trovo, è che sei obbligato dalla sosta che, spesso, è su cengia. „ appunto, se tu volessi diventare una fotografa di scalata dovresti rivedere le tue priorità e organizzarti per assistere fotograficamente altri che scalano. Altrimenti rimani come me, uno che fa foto alla sua cordata mentre scala. Per rimanere su una realtà nostrana senza scomodare i grandi, Michele Caminati è un bravo climber e bravo fotografo: www.instagram.com/michelecaminati/ |
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