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inviato il 08 Febbraio 2026 ore 18:43
@Andyv grazie infinite, appena arriva il nuovo mac installo la nuova versione e faccio qualche test. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 13:57
La stampa con Cobalt 3.3 non è eccezionale ma col dehancer è inguardabile.... sembra quasi una foto a colori sottosviluppata..... |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 17:41
“ dehancer è inguardabile „ Probabilmente è ora di cambiare monitor. Se piace questa tipologia di look www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=3392587 è ovvio che la resa ''filmica'' più che fotografica di Resolve+Dehancer risulta insolita e inguardabile. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 18:13
mi spiace dirlo perché so che verrò bloccato, ma la ricerca di effetti per distinguersi non è altro che una ricerca di una scorciatoia per fuggire dalla banalità delle proprie foto. Le foto devono essere FOTO, digitali, analogiche, ma dicasi per foveon, ccd, stack piccolo o grande....non conta lo strumento ma il risultato....che non è legato alla definizione, a chissà quali effetti psichedelici immaginati da persone che vedono cose inesistenti basate su bias cognitivo autoindotto. La foto o dice qualcosa....o è da cestinare! FINE! Se la foto dice qualcosa di personale (al proprio figlio, al nipote, un ricordo)....va benissimo, ma aspettarsi che condividendola altri dicano...uao, beh...mi spiace anche no. Ci sono canoni perché una foto si apprezzata da un numero ampio di osservatori, geometrie, inusualità, storia descritta, attimo unico, narrazione....non certo i colori, la microdefinizione o sfocati buttati lì senza un motivo se non pensare che basti quello a renderla bella. L'output certamente può valorizzare una foto che di base raggiunge i canoni sopra riportati, ma non è un elemento che crea unicità. L'analogico ha una sua valenza se si pensa alla diapositiva proiettata, cosa che si potrebbe fare anche con un proiettore digitale...ma con ben altri costi per ottenere lo stesso risultati, ha una valenza anche per chi è appassionato alle operazioni di sviluppo (perché è una esperienza ogni volta: l'attesa, l'emozione di vedere pian piano un primo risultato, immaginarla stampata...etc)...pur restando discutibile a causa dell'inquinamento prodotto. Le simulazioni sw sono fondamentalmente usate per generare un processo emozionale legato a ricordi del passato, che...hanno una valenza puramente personale, e come tale...non è generalizzatile. Ognuno ha i propri gusti....vi piacciono colori irrealistici, viraggi strani, hdr ipersaturi e irrealistici....non è certo una colpa, sono gusti...la condivisione però richiede i gusti degli altri...... Per mio gusto ogni foto postata è inguardabile... |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 18:19
“ L'output certamente può valorizzare una foto che di base raggiunge i canoni sopra riportati, ma non è un elemento che crea unicità. „ Non sono d'accordo. Le foto di Steve McCurry o Martin Parr sono riconoscibili anche per i colori, oltre che per composizione, attimo decisivo ecc ecc. Chiaro che se si spera di migliorare una foto solo trafficando con la color si va poco lontano, ma una buona color per me incide parecchio sul risultato finale. Una modella con incarnato verde ti fa pensare subito che ci sia qualcosa che non va. Sono d'accordo invece sul non salvare nulla degli esempio postati, a livello di color per me non ci siamo proprio. Poi oh, son gusti. Ogni scarrafone... |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 18:36
Checco le foto di Mccury sono riconoscibili semplicemente perché ha sempre utilizzato Kodachrome....e perché sai che sono sue....fine! Non è che alterava i colori....usava una pellicola non PS.., almeno fino a quando ha potuto, poi ha semplicemente tarato i sw per mantenere quei colori. McCurry (per quel che mi riguarda sopravvalutato) è stato un bravissimo fotografo, e non poteva non esserlo lavorando per NGG, che ha fatto la sua fortuna da una foto; sia chiaro....non si parla di fortuna (almeno non tutta) perché la ragazza l'ha scelta, ha creato la scena sapendo bene cosa voleva come espressione, colori, contrasti....ha generato una bella immagine di impatto. Da quel momento ha gestito in modo eccezionale il ritorno ottenuto....ma al netto di ciò ci sono tanti altri fotografi con pari o maggiore talento narrativo. Come ho detto non crea unicità....ma valorizzazione, anche perché chiunque può utilizzare determinati "profili"... Poi è assolutamente giusto una volta trovato un proprio profilo che piace, mantenerlo in modo da mantenere una costanza che poi l'osservatore abbina come caratteristica distintiva...ma tale non è. Se prendessi una foto dall'archivio di McCurry che non è stata pubblicata, non famosa, e la postassi in un qualsiasi forum....ma veramente pensi che la gente direbbe...ehh si vede che è di McCurry!! Il processo è semmai inverso....vai a vedere McCurry, quindi parti già con un bias, osservi le foto e poi abbini i colori Kodachrome all'autore...ma l'unicità è data dallo scatto in se, perché molti scatti sono appunti unici (alcuni decisamente anonimi) e l'abbinamento con l'autore perché sai chi stai osservando. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 18:55
Boh, secondo me sì. Sorvolando sul fatto che non ritengo i forum un metro di giudizio in questo senso... Se prendi un frame da un film di Wes Anderson riconosci subito che è roba sua, al di là di inquadratura, soggetti ecc ecc. McCurry delegava il look delle sue foto al tipo di pellicola scelto, adesso col digitale si fa la stessa cosa ma con molte più possibilità, e non è detto che sia una cosa buona. Io mi sono fatto un preset partendo dalla Kodak Gold, che era la pellicola che usavo da monello, l'ho adattata al mio modo di scattare e qualcuno dice che le mie foto le riconosce a colpo d'occhio. Un certo tipo di color, look, estetica (chiamala come ti pare) impatta parecchio sul risultato finale. Ho colleghi che col caz che consegnano i raw, e il motivo è proprio questo. E non sai come si inc@zzano quando prendono una foto editata e consegnata e la pubblicano su IG piallandola con un qualche filtro. Se no tanto vale scattare direttamente in Jpg e non fare editing... qualcuno lo fa, io non me lo sogno nemmeno. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 19:12
Checco le riconoscono per lo stesso motivo, hanno creato un bias per cui abbinano quei colori a te....ma perché stanno vedendo tue foto! E fai bene a mantenere un tuo profilo senza cambiare (come fanno tanti) ogni 2 per 2, o addirittura da una foto all'altra. Comunque fidati....funziona così. Non è che McCurry usi dei colori unici che nessuno può replicare... |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 19:55
“ McCurry (per quel che mi riguarda sopravvalutato) è stato un bravissimo fotografo, e non poteva non esserlo lavorando per NGG, che ha fatto la sua fortuna da una foto; sia chiaro....non si parla di fortuna (almeno non tutta) perché la ragazza l'ha scelta, ha creato la scena sapendo bene cosa voleva come espressione, colori, contrasti....ha generato una bella immagine di impatto. Da quel momento ha gestito in modo eccezionale il ritorno ottenuto....ma al netto di ciò ci sono tanti altri fotografi con pari o maggiore talento narrativo. „ finalmente così non sono l'unico a dirlo |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 20:08
Andy non è che il fatto che siano scansioni o meno cambia la solfa, sono desature, prive di contrasto e con colori che non saprei nemmeno come definire… Ma poi perdonami…..perché dovresti scattare con pellicola un colorchecker? Ma se a te piacciono ben per te.. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 8:58
Per me comunque il punto è un altro. Bisogna essere sufficientemente autorevoli per poter motivare la scelta di una determinata color. Ciascuno deve fare le sue prove e va benissimo, ma va affinato un gusto e uno stile che sono frutto di un percorso. Questo vale per tutti gli ambiti, dalla color di un'immagine alla ricerca di un certo tipo di suono (Hendrix era ben diverso da Gilmour e non si può dire chi sia meglio o peggio, ciascuno di loro è unico nel suo genere) o di una determinata scelta in fatto di menu per un ristorante (o fai cucina tradizionale o fai sushi, non puoi fare entrambi). McCurry non è nemmeno tra i miei preferiti ma gli va riconosciuto che questo percorso l'ha fatto fino in fondo. Poi si è un po' bollito ed è fisiologico che prima o poi succeda, ma nel suo campo è autorevole. Picasso non ha avuto il suo periodo blu "perché gli piaceva così" ma perché era necessario per il suo percorso. Per me questo è un punto centrale. Ogni cosa dev'essere frutto di una scelta che va motivata oggettivamente. Se con i miei clienti parliamo di gusti personali non se ne esce. Anni fa facevo un editing molto più leggero, preferivo colori tenui e basso contrasto, adesso mi piace usare colori vivi e tanto contrasto. David Bastianoni e Fer Juaristi sono due matrimonialisti molto diversi ma entrambi autorevoli e "credibili". |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 9:41
Che dire Checco hai assolutamente ragione dal mio punto di vista, lo stile personale è frutto di un percorso, oserei dire anche di un soggetto e può variare al variare di una di queste variabili |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 11:26
Concordo sul trovare uno stile personale e mantenerlo nel tempo, cosa che per altro consiglio nei corsi, ma va anche detto che alla fine gli stili non sono poi milioni, diciamo che ci sono “correnti stilistiche“, che però non stravolgono la realtà…sono bene o male simili per tipologia di ambito. Crearsi uno stile fuori da qualsiasi coro, strano, proprio per creare una unicità ci può anche stare (io personalmente non gradisco), ma dietro ci deve anche stare tanto ma tanto contenuto….o quantomeno deve esserci stato un processo che ha portato ad essere una moda. Non si diventa Andy Warhol semplicemente alterando i colori di una foto, perché se la foto fa schifo sara semplicemente una foto inutile resa ancora più brutta. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 12:35
“ Non si diventa Andy Warhol semplicemente alterando i colori di una foto, perché se la foto fa schifo sara semplicemente una foto inutile resa ancora più brutta. „ Mi è capitato di vedere delle foto di una autrice di cui non ricordo più il nome, foto di viaggio con una loro dignità, rovinate da una dominante magenta introdotta forse per rimarcare "l'impronta" personale di chi le aveva scattate. Se per distinguersi e darsi uno stile è necessario rovinare le foto, meglio rimanere nell'anonimato. |
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