user6267
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inviato il 24 Maggio 2013 ore 12:50
...italiano positivo all' EPO. Bene bene... non capisco una cosa... ma questo sport è ancora sport? chi me lo spiega perpiacere? grazie |
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inviato il 24 Maggio 2013 ore 13:09
Io ho fatto gare(principalmente granfondo) fino all'anno scorso,e ho smesso quest'anno in quanto non riuscivo più a trovare stimoli e più che altro tempo per allenarmi.Per tenere il passo dei più forti dovresti per lo meno allenarti tutti i giorni un paio d'ore più un lungo nel weekend((4-6 ore).Se calcoli che in più lavori e hai una famiglia...per me era diventato troppo stressante.Io ho sempre corso per il gusto di andare in bicicletta e godermi la natura,non mi è mai interessato vincere o piazzarmi,la classifica la guardavo giusto per vedere se rispetto al tempo dell'anno prima avevo migliorato di qualcosa,e tutta l'attrezzatura e le iscrizioni alle gare me le sono sempre pagate di tasca mia.Io questo modo di concepire il ciclismo lo chiamo ancora sport.Non capisco neanch'io perchè sempre più gente, anche nel mondo del ciclismo amatoriale ,fa uso di sostanze per andare più forte e vincere.Il bello del ciclismo per me rimane il contatto con la natura e l'immensa soddisfazione di scalare uno o più passi alpini con la sola forza delle tue gambe e niente di più.Quando poi ci sono in ballo sponsor ed interessi economici,come nel mondo professionistico,ciò che conta è solo vincere,e li sembra diventato lecito fare di tutto pur di ottenere visibilità.Così facendo stanno rovinando uno sport bellissimo sempre amato dalla gente. |
user6267
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inviato il 24 Maggio 2013 ore 13:11
Analisi che non fa una piega... mi dispiace come hai detto che alla fine si riduce sempre e solo all' interesse economico... e la cosa si può estendere a tutto nella vita... non solo al ciclismo... ma questa è un' altra storia grazie e alla prox |
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inviato il 24 Maggio 2013 ore 13:23
La cosa veramente schifosa, e non solo nel ciclismo, è che le stesse cose le fanno a livello dilettantistico, con l'aggravante che tutto è fatto a"pizza e fichi", con rischi enormi. L'esempio dei professionisti è pessimo li beccano, li squalificano, poi li ribbeccano. Un anno giurano e spergiurano di essere puliti l'anno dopo squalificati.Ma con che spirito e con quali aspettative si può mandare il proprio figlio a fare sport? |
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inviato il 24 Maggio 2013 ore 14:26
bisognerebbe chiederlo alle persone che sono lungo il percorso e porsi questa domanda già anni fa. |
user11487
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inviato il 27 Maggio 2013 ore 18:09
Ci sono sostanze e sostanze. Io credo che a livello professionale tutti prendono qualcosa, prodotti che viaggiano al limite del proibito. C'è lo sportivo che conosce i propri limiti, i preparatori che sono degli esperti in fatto di cosa far assumere, non è sempre l'atleta di sua volontà che prende certa roba, glielo "suggerisce" lo stesso preparatore. Seguo la MTB a livello amatoriale e tutti prendono "qualcosa" non parlo di sostanze proibite, ma sostanze che nelle realtà future non si conoscono gli effetti. Per me non esiste oggi il super campione.....esiste il campione furbo, vale per tutti gli sport, per restare nella scia dei più forti qualcuno ci "casca". |
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