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inviato il 10 Novembre 2023 ore 16:46
vi riporto il testo di un servizio di Alberto Marzocchi dell' 8 novembre 2023: Ruspe a 3mila metri per spaccare il ghiacciaio, la Svizzera ferma i lavori ma le gare di sci a Zermatt-Cervinia si faranno. Indagano i pm di Aosta L'anno scorso era stata la siccità a mandare all'aria i piani. Questa volta, invece, sono stati gli organizzatori a fare il possibile per far saltare tutto. Come? Portando oltre i 3mila metri di quota le ruspe, per spaccare e scavare un ghiacciaio – già fragilissimo – e sconfinando su un'area per la quale non c'era alcuna autorizzazione per fare i lavori. Ci troviamo sul ghiacciaio del Teodulo, sul Cervino. Qui la Fis (Federazione internazionale sci e snowboard) ha ben pensato – per ragioni economiche e di sponsor – di portare le gare di Coppa del Mondo, creando una pista nuova sul ghiacciaio, la Gran Becca, che parte da 3720 metri sul livello del mare (record per una competizione) e si chiude, dopo 3,7 chilometri di tracciato, in località Laghi Cime Bianche, a 2840 metri. Ma lo ha fatto aprendo il cantiere – con tanto di ruspe – in una zona vietata in territorio svizzero. Lo ha stabilito pochi giorni fa la Commissione cantonale delle costruzioni (CCC) del Canton Vallese che, a metà ottobre, ha ordinato la sospensione dei lavori e ha aperto un procedimento giudiziario. Ma, come si dice, lo spettacolo deve andare avanti, accada quel che accada. Il risultato è che la pista – che insiste per due terzi sul territorio italiano, Comune di Valtournenche – è stata modificata, in modo da non coinvolgere la porzione elvetica sulla quale era vietato scavare. Nei giorni scorsi contro la realizzazione del tracciato, che ospiterà le prime gare di discesa libera transfrontaliere della storia (Zermatt e Cervinia) sabato e domenica, hanno preso posizione glaciologi, associazioni ambientaliste, media (svizzeri, per lo più, anche se oggi su la Repubblica è intervenuto lo scrittore Paolo Cognetti) e addirittura – fatto abbastanza raro – alcuni atleti, come i francesi Johan Clarey e Alexis Pinturault: “Questa prova, dal punto di vista ecologico, non ha alcun senso“. Il primo, già l'anno scorso, aveva detto: “Sono convinto che questo appuntamento non abbia futuro. Basta osservare le condizioni dei ghiacciai, che peggiorano di anno in anno”. Ma prima degli atleti, sulla Gran Becca è arrivata la Procura della Repubblica di Aosta. I magistrati del capoluogo hanno aperto un fascicolo (“modello 45”, cioè, al momento, per fatti che non costituiscono reato) sui lavori sulla pista che hanno interessato, naturalmente, il lato italiano. La notizia è arrivata in Consiglio regionale. L'assessore Luigi Bertschy, nel corso di un'interrogazione, ha risposto che “la società come già l'anno scorso, ha lavorato per tempo per ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni”. Ma il gruppo VdA Aperta ha annunciato di voler chiedere “tutta la documentazione disponibile, perché ci pare impossibile che qualcuno abbia regolarmente autorizzato questo scempio”. La società, come riporta Aosta Sera, già nel 2022 aveva previsto un investimento di circa 1,3 milioni di euro (il montepremi a disposizione di atleti e atlete, invece, per ogni singola gara, è di 200mila franchi svizzeri). La vicenda, al di là dello specifico caso giuridico – la mancata autorizzazione decretata dalle autorità svizzere – spalanca un grande punto di domanda sulla bontà dell'operazione. Ha senso, nel 2023, triturare un ghiacciaio già provato dai cambiamenti climatici, portare a 3800 metri di quota attrezzature, cavi tv, elicotteri, sparare neve artificiale (coi relativi costi energetici e ambientali) – come fatto nel 2022 – solo per permettere di svolgere quattro gare di sci a inizio e metà novembre che potrebbero essere svolte altrove? |
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inviato il 10 Novembre 2023 ore 16:55
Eh ma le ruspe erano Euro 6 Attendo di vedere gli scempi per le olimpiadi milano-cortina |
user198779
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inviato il 10 Novembre 2023 ore 17:03
The show must go on |
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inviato il 10 Novembre 2023 ore 17:26
Frega solo il soldo. Il resto non ha importanza. |
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inviato il 10 Novembre 2023 ore 17:29
"Vi rompiamo le scatole, signori, perché nessuna fonte appartiene al proprietario del terreno. Magari ha il diritto di attingere l'acqua. Ma la fonte appartiene, in modi regolati dalla legge, anche a tutti quelli che vengono dopo. Altrimenti il proprietario delle fonti del Po potrebbe chiudere il rubinetto e lasciare la pianura padana all'asciutto. Vi rompiamo le scatole perché un ghiacciaio è un bene pubblico, è una falda acquifera, non lo potete usare come vi pare. È l'acqua che beviamo anche noi. Non potete accelerare il suo scioglimento triturandolo per fare una pista. Non è di Zermatt, non è di Cervinia, è di milioni di persone tra il Monte Rosa e la laguna veneta. È anche mio, che per altro sono un cittadino valdostano". Paolo Cognetti La Repubblica, 8 novembre 2023 |
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inviato il 10 Novembre 2023 ore 18:23
Le montagne sono diventate i luna park d'alta quota. |
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inviato il 11 Novembre 2023 ore 13:25
non solo.....ma magari qualcuno di voi era troppo giovane....ora la data esatta non la ricordo; eravamo all'incirca vent'anni fa quando si dovevano disputare le gare dei mondiali femminili di sci a S.Caterina di Valfurva, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Ebbene.....all'interno del Parco!!!....la Fis dopo una verifica disse che non erano abbastanza larghe......abbatterono circa un migliaio di larici....ottenerono tutte le autorizzazioni alla faccia del Parco. Siamo un bel paese di m....... |
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inviato il 11 Novembre 2023 ore 14:49
Gianfranco Di esempi ce ne sono diversi. Nell'area montana carnica in Friuli Venezia Giulia hanno pensato a degli itinerari per motoslitte per un totale di 70km di strade, in gran parte di nuova progettazione. Una di queste costruita al posto dei sentieri Cai 227-228, di interesse naturalistico e paesaggistico. La comunità montana della zona ha dato via libera alla costruzione di una strada camionabile su un versante geologicamente instabile con zone interessate da frequenti colate detritiche. Dopo nemmeno un mese dalla costruzione della strada, al primo temporale ci sono già stati i primi danni ingenti e sarà sempre in continua manutenzione con continuo sperpero di soldi, quando sarebbe meglio sistemare le strade che collegano i vari paesi montani. |
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inviato il 11 Novembre 2023 ore 16:48
Un consiglio a quei geni, fatele ancora più in alto ste piste, magari sul monte Olympus di Marte, che c'è piu ghiaccio li che sulla Terra oramai |
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inviato il 12 Novembre 2023 ore 9:34
purtroppo.....altro che salvaguardia del territorio...... |
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inviato il 12 Novembre 2023 ore 22:08
... e la ferrovia Cogne Pila da 30 milioni di Euro mai entrata in funzione perché costruita sulla base di una progettazione sbagliata dove la mettiamo? Progettista condannato a risarcire 6 milioni (li avrà pagati?). Locomotrice e vagoni nuovi venduti all'asta per € 32.000. Morale: disastro tecnologico, economico e ambientale. Complimenti. www.rainews.it/tgr/vda/articoli/2022/03/vda-trenino-cogne-spreco-corte |
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